Pescara: dinamicità e ambiente, due prospettive da coniugare per un futuro migliore

Pescara: dinamicità e ambiente, due prospettive da coniugare per un futuro migliore

Intervista all’Assessore all’Ambiente del Comune di Pescara, Isabella Del Trecco

isabella del trecco pescara

Pescara, la città più popolosa dell’Abruzzo, si contraddistingue per la sua spiccata vitalità. L’Amministrazione comunale nelle prospettive di sviluppo e di crescita future ritiene essenziale occuparsi dell’Ambiente sia come scelta responsabile di nuovi comportamenti ecologici sia come possibilità di una migliore qualità di vita.

Assessore qual è stata la prima problematica che ha dovuto affrontare con il suo Assessorato?
Inevitabilmente, in una città di media grandezza, quale è Pescara, i problemi non mancano. Uno di quelli più pressanti è il cementificio: una struttura con una presenza forte all’ingresso della città e, purtroppo, impropria, specie alla luce del risanamento previsto dalle norme regionali. Questa struttura risulta inadeguata al resto della città, una città che si sta sviluppando, soprattutto in quella zona, l’unica che consenta un ampliamento. L’Amministrazione ha preso una posizione precisa e netta nei suoi confronti, anche attraverso delibere di Giunta. Noi vogliamo riuscire ad attivare gli organi competenti: la proprietà, la Regione e gli organi istituzionali, affinché si possa attuare una delocalizzazione del cementificio e poi, procedere con il risanamento dell’area, dove è previsto si debba realizzare un parco fluviale.

A proposito di parchi fluviali, com’è la qualità delle acque a Pescara, sia quella dei fiumi che quella del mare?
La qualità dell’acqua marina è assolutamente buona. Noi facciamo controlli continui tramite l’ARTA, l’Agenzia Regionale per la Tutela Ambientale, e riceviamo, costantemente, risposte positive che vanno dal buono, all’ottimo, fino all’eccellente. Ci sono a volte dei problemi, ad esempio, nel corso dell’estate, un impianto di sollevamento di proprietà dell’ACA, l’Azienda acquedottistica, si era bloccato, solo per un giorno; la soluzione, comunque, è giunta prontamente, grazie ai controlli e agli interventi costanti che operiamo sul territorio, in questo modo siamo in grado di conoscere quanto accade e di agire al fine di riportare la situazione alla normalità.
Per quanto riguarda il fiume, al momento, le sue acque sono oggetto di dragaggio. Un dragaggio discusso, in quanto il porto fluviale non è di proprietà comunale o regionale, ma statale e questo crea notevoli difficoltà. Pescara ha dei regolari depuratori, degli impianti di sollevamento funzionanti, ma dato che il fiume nasce a Popoli e attraversa più province, lungo il suo percorso si possono verificare situazioni problematiche che si ripercuotono alla foce. I fondali sono sempre più bassi e anche per questo è necessario effettuare un dragaggio che, considerate le nuove normative, non è per niente semplice da attuare sia per motivi ambientali sia per motivi finanziari. Smaltire i fanghi, ora, è più complicato e costoso: prima, era possibile riversarli in alto mare, se erano di buona qualità, adesso con la nuova legge europea non è più possibile e, quindi, i costi di smaltimento diventano piuttosto onerosi e lo Stato deve farsene carico, al fine di consentire al porto e al fiume di continuare a “vivere” in un certo modo. Dobbiamo anche dare nuovo impulso al turismo: non abbiamo più navi che colleghino Pescara con le isole Tremiti o con l’altra sponda dell’Adriatico, speriamo che nel 2014 e, comunque, dopo aver effettuato il dragaggio del fiume, di riprendere questi collegamenti interrotti.

Cambiamo argomento… Il traffico è responsabile dell’inquinamento delle città. Voi cosa fate per cercare di ridurlo? Come vi muovete sul piano della mobilità?
Il traffico a Pescara è un problema di non facile soluzione.
La struttura urbanistica della città con strade parallele e perpendicolari fra loro facilita la mobilità, inoltre, è di aiuto anche la presenza del mare che abbassa i livelli dell’inquinamento dell’aria, purtroppo, nonostante ciò, ci sono alcune strade che hanno un massiccio traffico veicolare che causa, più volte l’anno, il superamento dei livelli consentiti dalle norme relative alla qualità dell’aria.
Le nostre iniziative spaziano dalle consuete domeniche con blocco del traffico alle targhe alterne, ma l’Amministrazione sta cercando nel contempo di attuare una politica di sensibilizzazione dei cittadini per un uso più responsabile dell’auto, perché spesso si vedono mezzi pubblici vuoti e veicoli con una sola persona a bordo.
Inoltre, Pescara è una città che conta circa 125.000 abitanti e, quotidianamente, questa presenza sale alle 250.000-300.000 persone che pur essendo un pregio, in quanto sono indice di una città vitale tutto l’anno, costituisce però anche un problema per la qualità dell’aria.
Ci stiamo impegnando, insieme alla CTM, la società che gestisce i mezzi pubblici a Pescara, e l’ARTA, a livello regionale, per trovare delle soluzioni ottimali.
Alcuni nostri interventi sono stati quelli di trasformare molte strade a doppia percorrenza in sensi unici e realizzare un’area di risulta, credo siamo gli unici in Italia ad avere in pieno centro un’area così grande, che consente di avere molte auto in sosta. Vogliamo spingere i cittadini a usare quest’area per parcheggiare, spostandosi poi, a piedi per raggiungere il luogo dove sono diretti, risparmiando in tal modo tempo e denaro. Ci stiamo attivando per creare più spazi possibili simili a questo.
Per ovviare al problema della qualità dell’aria, stiamo anche intervenendo con delle opere pubbliche, almeno nelle zone più critiche, realizzate con materiali in grado di contrastare la diffusione nell’aria delle polveri sottili, come gli asfalti progettati per trattenerle. Abbiamo: aumentato la frequenza dei lavaggi delle strade, specie in quelle con maggior traffico, grazie alla nostra municipalizzata molto attiva in tutta la città; predisposto centraline, presenti e operative in tutta la città, in numero superiore a quello previsto dalla legge; creato ZTL, cioè delle zone a traffico limitato; chiuso diverse strade, anche perché stiamo realizzando un centro commerciale naturale previsto di una passeggiata.
Nella zona centrale, in via Cesare Battisti e in via Firenze, abbiamo trasformato delle strade di grande percorrenza in zone pedonali. Stiamo lavorando anche su Corso Vittorio Emanuele che deve essere riqualificato, limitandone il traffico e offrendo in cambio ai veicoli una strada alternativa.

Lei prima parlava della necessità di sensibilizzare il cittadino… Sicuramente educare la nuova generazione è più facile. Avete dei progetti per le scuole, per i ragazzi?
Sì, abbiamo dei progetti che peraltro abbiamo già realizzato. Siamo andati nelle scuole elementari, nelle medie e nelle superiori e, in base all’età, cerchiamo di sensibilizzarli, soprattutto, riguardo ai rifiuti e alla loro differenziazione: un corretto conferimento dei rifiuti garantisce che l’impegno di tutti non vada sprecato, perché basta una famiglia o un individuo che conferisca in modo scorretto un determinato tipo di rifiuto per vanificare il sacrificio di tutti. Ritengo, quindi, che cominciare dai bambini sia una scelta ottimale. Per il bambino la raccolta differenziata è come un gioco; per il ragazzo più grande rappresenta un investimento per il futuro; per l’adulto è più difficile, ma noi cerchiamo di coinvolgere tutti, tramite la raccolta differenziata “porta a porta” e mediante un’informazione capillare: invitiamo i cittadini a degli incontri per spiegare loro l’importanza e il metodo migliore da utilizzare per la raccolta stessa, fornendo anche dei depliant esplicativi. Inoltre, abbiamo un servizio telefonico, attivo 24 ore, per eventuali dubbi sul conferimento di un particolare tipo di rifiuto; speriamo di riuscire a rispondere a tutte le domande che ci vengono poste.

Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti che sistema utilizzate?
La città di Pescara, per la particolare tipologia del territorio e per le sue esigenze, non può prevedere un unico sistema di raccolta. Abbiamo i normali cassonetti per la raccolta differenziata e in alcune zone attuiamo il “porta a porta”, questo sistema consegue i risultati migliori ma è anche quello più oneroso, dato che l’Abruzzo non ha mai affrontato la problematica dell’impiantistica relativa ai rifiuti. Al momento, è stata approvata a livello regionale una Delibera che contiene il regolamento ed è prevista la realizzazione di strutture pubbliche che consentiranno di raccogliere con più facilità con il “porta a porta” e i costi risulteranno inferiori. Per attuare la raccolta spinta dobbiamo avere più personale, più mezzi, e più tempo e l’Amministrazione, per contenere le spese, dovrebbe poter contare sul rifiuto come risorsa, ma per il momento questo “tornaconto” non c’è, perché il rifiuto, dopo essere stato raccolto, deve essere trasportato in piattaforme gestite da privati, quindi, l’introito che si dovrebbe ricavare dai rifiuti recuperati, viene azzerato a causa dei costi di trasferimento dei rifiuti stessi: queste strutture non sono neppure presenti nel nostro territorio, ad esempio, per l’organico che è il più difficile da gestire nell’ambito della raccolta differenziata, siamo costretti a spostarci nella Marsina o addirittura a Reggio Emilia, quindi, è chiaro perché i costi diventino insostenibili. Siamo, comunque, soddisfatti del nostro sistema che è valido ed è apprezzato anche dalle città del Nord: alcune rappresentanze sono venute qui da noi per studiare il nostro metodo, grazie al quale riusciamo ad avere delle percentuali vicine all’80%, ovviamente, è il sistema “porta a porta” che funziona al meglio e fa salire le percentuali positive che, purtroppo, si abbassano con i restanti sistemi. Per ora, la raccolta spinta copre più o meno il 60% dei residenti di Pescara, purtroppo, questo sistema non si può estendere a tutta la città, ad esempio, nel corso principale, dove c’è un frequente passeggio, non è immaginabile la presenza costante di bidoni.
Abbiamo anche un cantiere aperto in piazza Sacro Cuore, dove stiamo realizzando una struttura interrata per i rifiuti, eliminando i classici cassonetti. Questo rappresenta un grosso investimento e nella zona centrale andrebbe allargato ogni anno, purtroppo, non è efficace come il “porta a porta”, ma sicuramente, è un valido sistema alternativo di raccolta differenziata.

Parliamo di energia. Qual è più o meno il fabbisogno energetico del Comune e in che modo cercate di diffondere o sensibilizzare i cittadini all’utilizzo di fonti rinnovabili?
Da qualche anno a questa parte, le leggi nazionali hanno condotto, sia da un punto di vista pubblico sia da un punto di vista privato, a un passo indietro per il fotovoltaico perché sono stati ridotti di molto i contributi e quindi, non rappresentano più un investimento. Il nostro Comune, comunque, sta operando al fine di sensibilizzare il privato a realizzare costruzioni nuove con la presenza di pannelli fotovoltaici e si impegna a sua volta nello stesso senso, ad esempio, ristrutturando alcune palestre sono stati aggiunti pannelli solari nelle coperture e abbiamo progetti per diminuire i consumi energetici. La nostra società municipalizzata, Pescara Gas, sta rivedendo, ed è già a buon punto, l’impiantistica pubblica esistente, sostituendo non solo i corpi illuminanti ma anche il sistema complessivo, per ridurre il consumo energetico. Stiamo anche cercando delle società di riscossione delle bollette che forniscano servizi adeguati a prezzi inferiori agli attuali.

Concludiamo l’intervista con un augurio per i lettori e per i suoi cittadini.
Non amo fare promesse, ma in questo caso mi sento nelle condizioni di augurare e augurarmi di continuare come Amministrazione a lavorare in tutti i settori, tenendo sempre ben presente il problema ambientale, al fine di assicurare un futuro più sostenibile e un miglioramento della qualità della vita per tutti.

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