Un nuovo Studio della FAO denuncia che i danni e le perdite maggiori, conseguenti ai disastri naturali, colpiscono soprattutto le comunità povere rurali e semi-rurali, prive di assicurazioni e delle risorse finanziarie necessarie per ricostruire i propri mezzi di sussistenza perduti.

fao disastri naturali

Nel corso della Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite di Sendai (Giappone) che dovrà definire un nuovo quadro d’azione per la riduzione dei rischi di catastrofe che aggiorni l’attuale Programma di Hyogo (2005-2015), adottato in occasione dell’ultima Conferenza che si tenne nel gennaio 2005, poche settimane dopo il devastante tsunami nell’Oceano Indiano, la FAO ha presentato il 17 marzo 2017 lo Studio “The Impact of Natural Hazards and Disasters on Agriculture and Food an Nutrition Security” da cui emerge che il settore agricolo dei Paesi in via di sviluppo ha subito tra il 2003 e il 2013 il 22% dei danni provocati da calamità naturali (periodi di prolungata siccità, alluvioni, inondazioni, tsunami ecc), ben più di quanto finora supposto.

L'Organizzazione ha anche annunciato il lancio di una speciale struttura per aiutare i Paesi a rendere la produzione alimentare meglio attrezzata all'esposizione al rischio, a limitare l'impatto, per essere pronti ad affrontare i disastri.

Questi danni e perdite colpiscono molto spesso le comunità povere rurali e semi-rurali, prive di assicurazioni e delle risorse finanziarie necessarie per ricostruire i propri mezzi di sussistenza perduti. Ciò nonostante, solo il 4,5% degli aiuti umanitari post-disastro nel periodo 2003-2013 sono stati diretti al settore agricolo.
Il dato del 22% rappresenta, peraltro, solo i danni segnalati tramite le valutazioni post-disastro, cosicché mentre è indicativo delle dimensioni va tenuto presente che l'impatto effettivo potrebbe essere ancora più alto. Per arrivare a una stima più corretta del reale costo finanziario dei disastri per il settore agricolo dei Paesi in via di sviluppo, la FAO ha messo a confronto i cali delle rese durante e dopo le catastrofi con le tendenze di rendimento in 67 Paesi colpiti da almeno un evento di medie o grandi proporzioni tra il 2003 e il 2013. Il conteggio finale è stato: 70 miliardi di dollari di danni alle colture e al bestiame nel periodo di 10 anni preso in esame.
L'Asia è stata la regione più colpita, con perdite stimate fino a 28 miliardi di dollari, seguita dall'Africa con 26 miliardi di dollari.
“L'agricoltura, e tutto ciò che essa comprende, non solo è fondamentale per il nostro approvvigionamento alimentare, ma rimane anche la principale fonte di sostentamento di tutto il pianeta - ha affermato il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva - Pur essendo un settore a rischio, l’agricoltura può anche essere la base su cui costruire società più resistenti e meglio attrezzate ad affrontare i disastri. Questo è il motivo per cui costruire capacità di ripresa dei mezzi di sussistenza di fronte a minacce e crisi è una delle priorità della FAO”.

Per aiutare i Paesi a prepararsi meglio a rispondere ai disastri che colpiscono l’agricoltura, la FAO ha lanciato oggi un nuovo piano mirante a canalizzare il supporto tecnico dove è più necessario. La struttura lavorerà per integrare la riduzione del rischio di catastrofi in agricoltura a tutti i livelli, attraverso diverse attività.
Con questo nuovo impegno, puntiamo a limitare l'esposizione dei popoli ai rischi, evitare o ridurne l'impatto ove possibile, e rafforzare le misure precauzionali e la capacità di risposta rapida in caso di disastri", ha aggiunto Graziano da Silva.
Gli studi hanno dimostrato che per ogni dollaro speso per la riduzione del rischio di catastrofi, almeno quattro dollari sono stati restituiti in termini di danni evitati o diminuiti, ha osservato. I lavori della nuova struttura saranno guidati dal “Programma Quadro della FAO per la riduzione del rischio disastri per la sicurezza alimentare e nutrizionale”.

Alcuni dati chiave contenuti nello Studio della FAO sui danni registrati tramite la valutazione dei bisogni:
*Le stime della FAO basate unicamente su 78 valutazioni di danni post-disastro, fatte in 48 Paesi in via di sviluppo tra il 2003 e il 2013, mostrano che su 140 miliardi di dollari di danni registrati in tutti i settori economici, 30 miliardi si sono verificati nel settore agricolo (raccolti, allevamento, silvicoltura, pesca).
* Quando vi sono periodi di grave siccità, l'agricoltura assorbe fino all’84% di tutti i danni al settore economico nel suo complesso.
* Nell’ambito del settore agricolo, il 42% delle perdite sono state a carico delle colture (13 miliardi dollari), mentre le alluvioni - che sono la principale causa - sono responsabili del 60% dei danni alle coltivazioni, seguite dalle burrasche (23% dei danni).
* Il bestiame è il secondo settore a essere colpito dopo le coltivazioni, registrando il 36% di tutti i danni e di tutte le perdite, per un totale, nel periodo preso in esame 2003-2013, di 11 miliardi di dollari.
* Su 78 disastri presi in esame, 45 di essi hanno colpito il sotto-settore della pesca (1,7 miliardi dollari, ovvero il 6% di tutti i danni a carico del settore rurale). La parte del leone, tuttavia, in termini di danni l’hanno fatta gli tsunami - il 70% - in genere eventi non frequenti. Tempeste come uragani e tifoni rappresentano circa il 16% dell'impatto economico sulla pesca, seguiti dalle alluvioni (il 10%).
* Il settore forestale ha avuto 737 milioni di dollari in danni e perdite, che rappresentano il 2,4% del totale del settore agricolo.

Dall’analisi ampliata della FAO:
* La FAO ha messo a confronto la diminuzione delle rese durante e dopo le catastrofi con le tendenze di rendimento in 67 Paesi colpiti da almeno un evento di media o ampia entità tra il 2003 e il 2013.
* Perdite e danni alle colture e al bestiame in tale periodo sono stati stimati per un totale di 70 miliardi dollari.
* L’82% delle perdite di produzione sono state causate dalla siccità (44%) e dalle alluvioni (39%).
* L’Asia è stata la regione più colpita, con perdite stimate fino a 28 miliardi dollari, seguita dall’Africa con 26 miliardi di dollari.
* In Africa, tra il 2003 e il 2013 ci sono stati 61 periodi di siccità nell’Africa sub-sahariana che ha coinvolto 27 Paesi e 150 milioni di persone. La FAO stima che di tutte le perdite di produzione agricola causate in tutto il mondo dalla siccità, il 77% si sia verificato in questi 27 Paesi sub-sahariani, con perdite fino a 23,5 miliardi di dollari.

In copertina: Dopo il passaggio del ciclone PAM sull’arcipelago delle Vanuatu (foto: Tom Perry/AFP/getty Images)