Nel corso dell’Assemblea di Roma, la Global Soil Partnership, invita i Governi ad usare in modo sostenibile i suoli e a proteggerli, per salvaguardare le preziose risorse che contengono, indispensabili per i nostri sistemi di produzione alimentare.

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Secondo la Global Soil Partnership, iniziativa della FAO volta a migliorare la governance mondiale delle risorse limitate e scarsamente rinnovabili del suolo per salvaguardare la salute della Terra e raggiungere la sicurezza alimentare, che riunisce sia Agenzie governative che ONG, è necessaria un'azione urgente se si vuole garantire alle generazioni future scorte sufficienti di cibo, acqua, energia e materie prime.
Nel corso dell’Assemblea plenaria svoltasi a Roma presso la sede della FAO sono state approvate delle Raccomandazioni per i Governi affinché attuino chiare norme e relativi investimenti per la gestione sostenibile dei suoli in modi che contribuiscano allo sradicamento della fame, dell’insicurezza alimentare e della povertà.

"Il suolo è la base per la produzione di cibo, mangimi, carburante e fibre - ha affermato Maria Helena Semedo, Vice Direttore Generale della FAO - Senza i terreni non possiamo sostenere la vita sulla terra e dove il suolo è stato perso non può essere rinnovato nel corso temporale di una vita umana. L'attuale tasso crescente di degrado del suolo minaccia la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Ecco perché l'adozione di Piani di azione globale per usare il suolo in modo sostenibile e proteggerlo è un risultato importante. Ma non possiamo fermarci qui. Abbiamo bisogno di impegni da parte dei Paesi e della società civile per l’attuazione dei piani. Ciò richiede volontà politica e investimenti per salvaguardare le preziose risorse del suolo da cui dipendono i nostri sistemi di produzione alimentare".

Nel mondo l’estensione dei terreni produttivi è limitata e subisce una crescente pressione da parte di utilizzi alternativi come la silvicoltura, i pascoli, l’urbanizzazione, produzione di energia ed estrazione di minerali. Ma i suoli rappresentano almeno un quarto della biodiversità globale, e svolgono un ruolo chiave nella fornitura di acqua pulita e nella resilienza contro inondazioni e siccità. Fondamentalmente, la vita animale e vegetale dipendono dal riciclo primario dei nutrienti attraverso i processi del suolo.

Il 33% circa del suolo è da moderatamente a fortemente degradato a causa dell’erosione, dell’esaurimento dei nutrienti, dell’acidificazione, della salinizzazione, della compattazione e dell’inquinamento chimico. Il conseguente danno sui suoli influisce sui mezzi di sussistenza, sui servizi eco-sistemici, sulla sicurezza alimentare e sul benessere umano.

In Africa, circa il 30% del territorio è potenzialmente adatto all’agricoltura. Tuttavia, l’erosione e l’impoverimento dei nutrienti stanno già interessando i terreni. In Somalia, solo l’1,8 % del territorio è coltivabile. La perdita annuale per erosione in alcune zone può raggiungere più di 140 tonnellate di ettari l’anno.
In America Latina, si stima che potenziali terreni per l’agricoltura intensiva occupino solo il 25% del continente, nonostante il degrado del suolo sia una sfida importante nella regione.

Dal XIX secolo a oggi si stima che circa il 60% del carbonio immagazzinato nel suolo e nella vegetazione sia andato perduto a causa di cambiamenti nell’utilizzo del territorio, come il dissodamento a fini agricoli e l’urbanesimo.

Il primo metro di terreni argillosi a bassa attività (la maggior parte dei terreni di montagna nei tropici umidi e sub-umidi) contiene circa 185 Giga-tonnellate di carbonio organico - un importo che è il doppio del carbonio organico immagazzinato nella vegetazione amazzonica. Attraverso pratiche di gestione del suolo non sostenibili, il carbonio potrebbe essere rilasciato in atmosfera, aggravando il riscaldamento globale legato alla combustione di combustibili fossili. Un rilascio di appena lo 0,1% del carbonio ora contenuto nei suoli europei sarebbe pari alle emissioni annue da 100 milioni di auto.

Secondo la FAO, “mentre alcune parti dell’Africa e del Sud-America offrono possibilità di espansione nel settore agricolo, la popolazione mondiale che si prevede supererà i 9 miliardi di persone per il 2050, con un conseguente aumento del 60% della domanda di cibo, foraggio e fibre, porrà una pressione ancora maggiore sulle risorse del territorio”.

Global Soil Partnership sottolinea la crescente necessità per i governi di preservare i suoli e fare gli investimenti necessari ed ha deciso di istituire Programmi globali per la promozione di una gestione sostenibile dei suoli, per la loro conservazione e per il loro risanamento. Gli interventi dovranno essere basati sull’utilizzo di tecnologie adeguate e di politiche sostenibili e inclusive che coinvolgano direttamente le comunità locali. In particolare, vi è la necessità di dare priorità alla tutela e alla gestione dei terreni ricchi di carbonio organico, in particolare le torbiere e le zone di permafrost. Sarà anche istituito un sistema globale d’informazione, per misurare i progressi compiuti e lo stato delle risorse. In considerazione dell’importanza che hanno la sensibilizzazione, l’informazione e la divulgazione, sarà anche istituito un programma speciale per lo sviluppo delle capacità. Inoltre, il 5 dicembre 2015, in occasione della Giornata Mondiale del Suolo sarà lanciato il primo Rapporto, mai effettuato finora, sullo Stato delle risorse dei suoli del mondo. L’ONU ha infatti dichiarato il 2015 l’Anno Internazionale dei Suoli.