L’Accademia del Leviatano indice Convegno su “Le Balene del Mar Tirreno”

biodiversita marina

Le Nazioni Unite, per aumentare la comprensione e la consapevolezza delle problematiche della biodiversità, hanno proclamato il 22 maggio “Giornata Internazionale della Diversità Biologica (CBD)”.

Giunta alla sua XI edizione, quest’anno la Giornata ha per focus la biodiversità marina, con la speranza che una maggiore sensibilizzazione in merito alle minacce incombenti sulle acque dei mari e degli oceani possa costituire un approccio valido a favorire adeguate protezioni.

“Nonostante la sua importanza, la biodiversità marina, non si trova in buone condizioni nelle mani dell’uomo - ha affermato nel suo messaggio il Segretario generale ONU, Ban Ki-moon - L’eccessivo sfruttamento commerciale degli stock ittici mondiali ha ridotto a frazioni la quantità originaria delle specie, con conseguente diminuzione delle attività di pesca a livello mondiale. Si stima che fra il 30 e il 35% degli ambienti marini, come le fanerogame, le mangrovie e le barriere coralline, sia stato distrutto. I rifiuti plastici continuano ad uccidere la vita marina e l’inquinamento dei suoli sta creando aree costiere in cui le acque sono quasi prive di ossigeno. In aggiunta a tutto ciò, l’aumento della combustione di fonti energetiche fossili influenza il clima globale, provocando l’innalzamento del livello dei mari e l’acidificazione degli oceani, le cui conseguenze solo ora iniziamo a comprendere”.

Proprio per capire meglio i pericoli che incombono, un gruppo di 65 esperti e scienziati ha collaborato per definire un Indice di Salute degli Oceani che individui uno standard di misurazione. 
Il primo indice uscirà nel prossimo mese di giugno, ma gli indicatori saranno ricalcolati annualmente a mano a mano che saranno disponibili nuovi dati. La speranza, appunto, è che l’opinione pubblica possa essere consapevole dei problemi che affliggono la biodiversità marina, ma la risposta è pur sempre nelle mani dei decisori politici mondiali che devono urgentemente adottare misure drastiche e positive per migliorare la governance e la salute degli oceani.

Un’altra iniziativa senza precedenti è quella che dal 2000 al 2010 ha coinvolto 2.700 scienziati di oltre 80 Paesi che hanno partecipato a 540 spedizioni in tutto il mondo per cercare di determinare la quantità delle forme di vita in mare.
“Census Marine Life” è il nome del progetto che ha indotto gli scienziati a studiare la superficie delle acque degli oceani, a sondare le oscurità delle profondità oceaniche, a navigare sui mari tropicali, a esplorare le acque disseminate di ghiaccio dell’Artico e dell’Antartide.
I loro sforzi hanno portato al censimento di 1.200 specie finora sconosciute e di 5.000 specie ancora da studiare. Grazie al “Census of Marine Life” sono state classificate 250.000 specie viventi, escluse le forme di vita microbiche, ma nel Rapporto finale il gruppo di ricercatori suggerisce che possano essere circa un milione.

In occasione della Giornata per la biodiversità marina, la Convenzione sulla Diversità Biologica (Convention on Biological Diversity), ha pubblicato un booklet di 80 pagine dal titolo “One Ocean, Many Worlds of Life”, scaricabile in lingua inglese (http://www.cbd.int/idb/doc/2012/booklet/idb-2012- booklet-en.pdf), nella cui prefazione il Segretario esecutivo CBD Braulio Ferreira de Souza Dias afferma che “La sopravvivenza degli ecosistemi marini e costieri e della biodiversità è essenziale per il benessere alimentare, morale, sociale e religioso di molte comunità che vivono nelle aree costiere. Ma anche per i molti milioni di individui che non possono pensare di non avere una forte dipendenza dagli oceani, dal momento che gli ecosistemi marini e la fauna che vi vive forniscono ogni tipo di benefici”.

Oggi, circa il 40% della popolazione mondiale vive entro i 100 km. dalla costa; la pesca fornisce oltre il 15% delle proteine animali assunte con la dieta alimentare; le tossine di alcune specie possono produrre farmaci antitumorali ed altri prodotti farmaceutici per un valore stimato di 5.000 miliardi di dollari US; gli ecosistemi costieri offrono servizi, compresi il turismo e la protezione dalle tempeste, che sono stati valutati in circa 26 miliardi di dollari all’anno.

In Italia, per celebrare la Giornata, l’Accademia del Leviatano, ente istituito nel 1996 con lo scopo di promuovere, favorire e realizzare studi e ricerche, di base o applicate, finalizzate alla conoscenza ed alla conservazione dei mammiferi marini, con particolare riferimento all’ambiente mediterraneo e con speciale interesse per le specie minacciate, ha indetto 2 convegni sul tema “Le Balene del Mar Tirreno” (uno a Civitavecchia il 17 maggio e l’altro a Roma il 22 maggio), nel corso dei quali saranno presentati i risultati di 5 anni di ricerche e discussi temi quali la presenza dei cetacei nel Tirreno (dove negli ultimi anni sono aumentati gli avvistamenti), le loro migrazioni, le relazioni con i parametri oceanografici ed il traffico marittimo.

Nel corso del Simposio di Roma, saranno, poi, presentati i risultati del sondaggio effettuato dall’ISPRA, “Sulla scia dei traghetti”, indagine volta ad acquisire dati sulla conoscenza e consapevolezza nei riguardi dell’ambiente marino, in generale, e dei cetacei, in particolare, da parte dei passeggeri dei traghetti che solcano il Mar Tirreno.