Il Consiglio Ambiente dell’UE ha chiesto una strategia “rinverdita” per “Europa 2020”, come è stato concorde su urgenza e necessità di un’azione al livello globale per giungere ad un accordo giuridicamente vincolante a Parigi 2015, ma quando si è trattato di assumere posizioni legislative quali quelle sul pacchetto di revisione delle Direttive sui Rifiuti, proposto nel Luglio scorso dalla Commissione UE per dare impulso all’ “economia circolare”, sono state espresse dalle delegazioni varie perplessità.

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Il 28 ottobre 2014 si è riunito a Lussemburgo il Consiglio Ambiente, sotto la Presidenza di turno del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Tra i punti all’ordine del giorno:
- le conclusioni per definire la posizione dell’UE per la 20° Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP 20-UNFCCC) che si terrà a Lima dal 1° al 12 dicembre 2014;
- le conclusioni per l’ “inverdimento” del semestre europeo e la revisione intermedia della Strategia Europa 2020 (Greening the European semester and the Europe 2020 Strategy - Mid-term review), adottata nel 2010, che costituisce un elemento centrale dell’Unione alla crisi economica globale;
- le deliberazioni sulla proposta legislativa della Commissione UE volta a modificare 6 Direttive che disciplinano la gestione dei rifiuti (2008/98/CE sui rifiuti; 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggi; 1999/31/Ce relativa alle discariche di rifiuti; 2000/53/CE sul fine vita dei veicoli; 2006/66/CE su pile e accumulatori e rifiuti di pile e accumulatori; 2012/19/UE sui RAEE).

In merito alla posizione da assumere a Lima, “Le conclusioni approvate dal Consiglio - ha osservato il Presidente Gian Luca Galletti - rafforzano l’intesa trovata a Bruxelles la scorsa settimana dai leader dell’Unione e aprono la strada a un ruolo da protagonista dell’Europa sulle sfide climatiche in vista degli appuntamenti di Lima e di Parigi 2015. Il nostro obiettivo è un accordo globale equo e ambizioso, che responsabilizzi tutti gli Stati del mondo su una questione decisiva per il futuro del Pianeta, indicando un modello di sviluppo socialmente e ambientalmente sostenibile”.
Conclusioni del Consiglio Ambiente tenutosi a Lussemburgo il 28 ottobre.

Per quanto attiene il "Greening the European semester and the Europe 2020 Strategy - Mid-term review", le conclusioni riconoscono che un'economia più verde contribuisce alla prosperità a lungo termine, ed evidenziano la necessità di una transizione verso un'economia efficiente delle risorse circolare. In particolare, i Ministri hanno sottolineato la necessità di:
- integrare meglio l'efficienza delle risorse nella strategia Europa 2020, attraverso l'introduzione di un target aspirazionale non vincolante;
- tener conto dei principi di economia circolare e il potenziale di occupazione verde nel semestre europeo;
- condurre monitoraggio più strutturato e regolare sulle competenze verdi, l'occupazione e la crescita nell'ambito della relazione congiunta sull'occupazione allegato all’annuale rapporto sulla crescita;
- sviluppare ulteriormente la definizione di posti di lavoro verdi, per evitare di limitarla ai soli posti di lavoro nei settori "verdi";
- migliorare la metodologia di misurazione per tener meglio conto progressi verso l'efficienza delle risorse a livello nazionale;
- sviluppare un sistema di valutazione delle risorse naturali, della biodiversità e dei servizi ecosistemici da essi forniti (capite naturale UE);
- rafforzare il ruolo dei ministri dell'Ambiente nel semestre europeo
Queste conclusioni sono parte della revisione intermedia della strategia per il 2020. Insieme a dibattiti in altre formazioni del Consiglio, che sarà la base per una relazione di sintesi che sarà approvato dal Consiglio europeo di dicembre.

Il Consiglio Ambiente - ha osservato Galletti - ha raggiunto un obiettivo politico molto importante: tutti i ministri dell’Ambiente degli Stati europei chiedono oggi di puntare con decisione sulla sostenibilità e sull’uso efficiente delle risorse integrandoli nella Strategia 2020, declinandola così in una nuova dimensione ambientale. La transizione verso un’economia verde e circolare rappresenta per l’Europa la vera possibilità di sviluppo, un efficace strumento di contrasto alla crisi che attraversa il nostro Continente e una filiera su cui puntare per creare milioni di nuovi posti di lavoro”.

In merito alla proposta legislativa di revisione delle Direttive sui rifiuti, che fa parte del pacchetto sull’ “economia circolare” presentato dalla Commissione nel luglio scorso, i Ministri hanno in generale accolto con favore la portata della proposta, ritenuta in linea con il 7° Programma di azione in materia di ambiente, tuttavia sono state espresse perplessità sul livello di ambizione della proposta, chiedendo obiettivi realistici e raggiungibili in materia di riutilizzo, riciclaggio e messa in discarica.
Inoltre, le delegazioni hanno sottolineato la necessità di tener conto delle peculiarità degli Stati membri e dei loro diversi livelli di prestazione e posizioni di partenza. Hanno anche richiamato l’attenzione sulla necessità di chiarire ulteriormente talune questioni quali le definizioni e i metodi di calcolo. L’idea alla base della proposta di sistema di segnalazione rapida è stata in generale accolta con favore, ma il sistema deve essere ulteriormente perfezionato al fine di ridurre al minimo gli oneri amministrativi e finanziari a carico degli Stati membri, esprimendo anche perplessità sulla frequenza della rendicontazione.