Dalla sinergia di aziende italiane nasce un'imbarcazione da lavoro per la raccolta di rifiuti in mare.

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Nasce ad Ancona Pelikan, la barca da lavoro per i servizi ecologici portuali da un progetto 100% italiano e dalla collaborazione di due aziende: Garbage Service, specialista nel settore dell’antinquinamento marino, e il cantiere C.P.N., azienda leader nella costruzione di barche da lavoro.
Come partner tecnologici hanno aderito, portando contributi importanti, CIAL, Consorzio Nazionale per la raccolta differenziata e il recupero dell’Alluminio che ha fornito alluminio riciclato per la costruzione dello scafo, Novamont, società leader al mondo nel settore Biochimica, già inventore del Mater-Bi, che, in anteprima mondiale, per questo progetto, ha fornito il Matrol-Bi, un lubrificante motore e ingranaggi ottenuto da oli vegetali frutto della collaborazione con Coldiretti, e Rostef, azienda locale che ha fornito i particolari pannelli fotovoltaici in grado di resistere all’ambiente marino.
 
Innovare le imbarcazioni da lavoro dedicate alla raccolta dei rifiuti solidi galleggianti, semisommersi e oleosi negli specchi acquei. È stata questa l'esigenza che ha dato la spinta all'idea progettuale del Pelikan, che, grazie ai materiali ecocompatibili con cui è stata costruita e ai prodotti biologici che fanno parte del mezzo, andrà a impattare con l’ecosistema in maniera minima essendo una barca che non solo svolge un’attività in difesa del mare, ma a sua volta impatta sempre meno sullo stesso. 
Nelle due versioni a motore tradizionale e motore elettrico, il Pelikan rappresenta un esempio unico nel suo genere di tecnologia intelligente e sensibile dalle grandi potenziali commerciali, tanto che diversi compratori internazionali hanno manifestato grande interesse per questa imbarcazione da lavoro.
 
Durante la Tavola rotonda di presentazione della barca, dal titolo “I PORTI, L’AMBIENTE, I RIFIUTI. IL PROGETTO PELIKAN” si è parlato più ampiamente del problema dell'inquinamento marittimo grazie all'intervento delle importanti personalità del mondo delle istituzioni marchigiane, dell'associazionismo ambientale e dell'imprenditoria.
 
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L'Assessore regionale ai beni ambientali, Maura Malaspina, ha espresso particolare apprezzamento per le nuove pratiche augurandosi che anche altri porti seguano l'esempio di Ancona. L'Assessore ai Porti del Comune di Ancona, Ida Simonella, ha posto invece l'attenzione sulle questioni ambientali, che devono essere considerate come una risorsa per l'imprenditoria. Della stessa opinione anche, Rodolfo Giampieri, Presidente della Camera di Commercio di Ancona, che ha sottolineato l'importanza della green economy che tenga conto delle 3 P: Peopole, Planet, Profit (persone, pianeta e profitto).
 
Durante gli interventi, Simona Giovagnoli, Segretario Nazionale ANSEP UNITAM, ha ricordato che l'80% dell'inquinamento marino è dovuto a comportamenti illeciti di sversamenti volontari.
Secondo Francesco Ferrante, Vice Presidente del Kyoto Club, in Italia le imprese che operano nella green economy non sono più una nicchia, ma rappresentano l'imprenditoria reale che riesce ad affrontare la crisi grazie a modelli di sviluppo diversi dal passato in grado di generare ricchezza e competitività.
 
A presentare in dettaglio il progetto Pelikan sono stati Paolo Baldoni, AD di Garbage Service Srl, Marco Versari, Responsabile Relazioni Istituzionali di Novamont Spa, Albano Agabiti, Presidente di Coldiretti Umbria che da 6 anni collabora con Novamont per la produzione del Mater-Bi, Stefano Menghini, Titolare della Rostef Srl, Andrea Pettinari, Responsabile tecnico del Cantiere C.P.N.,  e Gino Schiona, Direttore Generale CIAL. 
 
Ha concluso il convegno in rappresentanza del Ministro Orlando, il Capitano di Vascello Aurelio Caligiore, Capo del Reparto Ambientale Marino (R.A.M.) del Corpo delle Capitanerie di Porto, che ha sottolineato come il Pelikan, possa essere uno strumento di grande aiuto per l'ambiente marino italiano che presenta diverse aree da tutelare.