Fino a martedì i trasporti saranno difficoltosi per la chiusura di autostrade ed aeroporti.

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L'inquinamento atmosferico è il più grave problema ambientale della Cina, determinato dall’impressionante ritmo di industrializzazione del Paese, dal ricorso massiccio alle centrali a carbone, dall’esplosiva crescita del numero degli autoveicoli in circolazione e, soprattutto, dall’assenza di adeguate normative.
Il fenomeno dello smog è più diffuso in inverno, in considerazione delle esigenze di riscaldamento, ma interessa tutte le grandi aree urbane, dalle regioni nord-orientali (Pechino, Tientsin) alla fascia costiera (Shanghai, Canton), all’interno (Wuhan).
Se, poi, si verificano condizioni particolari di assenza di vento e pioggia, come in questi giorni, si può ben comprendere come la situazione possa divenire drammatica, tanto da bloccare per ore gli aeroporti o annullare direttamente alcuni voli, da costringere le autorità a chiudere strade ed autostrade e ad invitare la popolazione a non svolgere attività all’aperto e a far rimanere in casa anziani e bambini. Coloro che per necessità si vedono costretti a camminare per strada cercano di proteggersi dagli inquinanti con mascherine (foto credit foto: Diario meteorologico).

La situazione è particolarmente pesante a Pechino, ieri 13 gennaio il Centro Comunale di monitoraggio ambientale ha comunicato sul suo sito che la densità di PM2,5 ovvero delle particelle atmosferiche più piccole in grado di penetrare più profondamente nei polmoni aveva raggiunto 470-490 microgrammi per m3, superando addirittura i 700 in alcune aree della città. Anche l’Ambasciata Statunitense ha pubblicato su Twitter i dati del PM2,5, sulla base delle rigorose norme dell’EPA (Environment Protection Agency) la cui scala dell’indice di qualità dell’aria arriva fino a 500 microgrammi per m3 e fa scattare l’allarme per la situazioni emergenziali per la popolazione a 300. Addirittura, per l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) i livelli di sicurezza sono di 25 microgrammi per m3.

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Pechino. Lo skyline del Palazzo d’Estate avvolto nello smog. Sullo sfondo il profilo della “Torre della fragranza di Buddha” dalla caratteristica forma ottaedrica su 3 piani con 4 strati di gronda che si eleva al centro per oltre 36m (foto: forumskycraperpage.com).

Fin dall’inizio del mese di gennaio, i dati riferiti alla qualità dell’aria di 70 città cinesi sono disponibili ad ogni ora, disposizione intrapresa sotto la pressione della pubblica opinione, in particolare della classe media cinese sempre più sensibile a conoscere dati dettagliati sulla qualità dell’ambiente in cui vive.

La condizione di Pechino, secondo gli esperti e scienziati locali, sarebbe da attribuire essenzialmente alle emissioni del traffico con ben 5 milioni di autoveicoli che circolano ogni giorno e il cui numero continua a salire, senza che siano state intraprese azioni per incrementare il trasporto pubblico locale ed in assenza di leggi e regolamenti per migliorare gli standard di qualità dei carburanti.

“Anche se la densità di autoveicoli a Pechino è la metà di quella di Tokyo - ha osservato Chai Fahe, vice  Direttore della Chinese Research Academy of Environmental Sciences all’Agenzia Xinhua il 12 gennaio – la frequenza di utilizzo e più elevata, con una media di 49 km giornalieri contro i 19 km di Tokyo”.

Gli esperti, comunque, hanno messo in guardia che l'inquinamento  atmosferico di Pechino non può essere ridimensionato senza l'adozione di misure per ridurre le emissioni di inquinanti nelle città circostanti.
Per i meteorologi, non interverranno cambiamenti fino a martedì, tuttavia le autorità comunali tengono a precisare che dal 1998, da quando è iniziata a Pechino la Campagna “Difendere il cielo blu”, i “giorni di cielo blu”, quelli che rimangono entro il II livello (con PM2,5 inferiore a 100 microgrammi per m3), su una scala di 5 livelli, sono passati dai 100 del 1998 ai 286 del 2011.