Uno Studio recente effettuato sui cittadini della Svezia indica che il sostegno pubblico cresce quando l’installazione dei parchi eolici sono offshore e sono di proprietà, anche parziale, delle comunità locali. Inoltre, gli svedesi richiedono un maggior coinvolgimento delle comunità e sono disponibili a pagare di più la bolletta per sostenere il consumo di energia elettrica da fonte eolica.

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L’atteggiamento del pubblico nei confronti dei parchi eolici varia in tutta Europa. L'opposizione ai parchi eolici perché non li si vuole vicino alle proprie residenze (l’effetto NIMBY) è stato giudicato motivo troppo semplicistico per spiegare il dissenso di molte comunità alla loro installazione.
Vari studi hanno già indicato che per le comunità sembrano essere più importanti le modalità con cui vengono introdotti i parchi eolici.
Ora, un nuovo studio condotto da ricercatori delle Università di Luleå e Umeå (Svezia), pubblicato sul numero di settembre 2014 di Ecological Economics, ha indagato sugli atteggiamenti degli svedesi nei confronti dei parchi eolici, presupposto indispensabile per il Governo Svedese che sostiene la produzione di energia dal vento tramite l’emissioni di certificati negoziabili per la produzione di energia da fonti rinnovabili (RECs). Anche in Italia, come del resto in altri Paesi UE quali Belgio, Paesi Bassi, Gran Bretagna, vengono rilasciati dal GSE Certificati che attestano l’origine rinnovabile delle fonti utilizzate dagli impianti qualificati GO (Garanzia di Origine) come prova della quota o della quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili nel proprio mix energetico.

La metodologia utilizzata dai ricercatori è stata quella del sondaggio attraverso interviste a 1.500 persone selezionate casualmente, ma rappresentative per età, sesso e luogo di residenza della popolazione svedese, a cui è stato chiesto di scegliere tra due ipotetici parchi eolici che differivano tra loro per 5 caratteristiche:
- tipologia del paesaggio;
- tipologia della proprietà;
- livello di coinvolgimento del pubblico nel processo di pianificazione;
- scelta di trasferimento delle entrate alla società in un modo prestabilito;
- costi in relazione all’addizionale della tariffa elettrica certificata.

Posizionamento. Gli intervistati si sono dichiarati generalmente contrari all’introduzione di parchi eolici in aree ricreative, come ad esempio località di soggiorno estivo o località costiere, mentre erano fortemente contro gli impianti in aree di montagna. Comunque, i cittadini intervistati hanno indicato di prediligere la collocazione degli impianti offshore.

Proprietà. Gli intervistati hanno indicato negativamente la proprietà privata degli impianti, preferendo che ci sia anche la partecipazione dei Comuni e di cooperative locali. Quantunque il termine “cooperativa” nel sondaggio non facesse riferimento alle comunità locali, i ricercatori ritengono che questa sia stata l’interpretazione degli intervistati.
Questa supposizione spiegherebbe, sempre secondo i ricercatori, il maggior sviluppo del settore eolico in Danimarca e Germania, dove il coinvolgimento delle comunità locali è stato maggiore, rispetto ad altri Paesi come Gran Bretagna e Paesi Bassi.

Consultazione. Gli intervistati vorrebbero essere coinvolti in un’ampia consultazione, in base alla quale l’operatore interpella le parti interessate nella fase iniziale di progettazione dell’impianto e raccoglie il loro contributo durante l'intero processo. Questo approccio contrasterebbe, però, con il livello base di consultazione richiesto dalla legge svedese, tuttavia i risultati acquisiti confermano quanto già indicato da altre ricerche che hanno sottolineato l’importante ruolo della consultazione nell’accettazione dei parchi eolici da parte delle comunità locali.

Tariffe. Le risposte hanno rivelato che, in linea generale, gli svedesi sono ampiamente propensi a sostenere l’energia eolica, accettando i maggiori costi previsti dalla tariffa di certificazione da fonti rinnovabili. Attualmente essi pagano un extra di 0,6 corone svedesi (€ 0,07) per kWh di energia elettrica sostenuta, che va verso il regime RECs.