La Commissione UE ha annunciato che il Consiglio dell’Unione ha ratificato la decisione di misure definitive di dazi anti-dumping e anti-sovvenzioni che saranno applicate alle importazioni di pannelli solari delle imprese cinesi che non hanno accettato l’accordo per un prezzo minimo di 0,56 euro a watt.

China solar

Secondo quanto riportato in un Comunicato stampa del 2 dicembre 2013, il Consiglio dell’Unione europea ha sostenuto le proposte della Commissione UE di imporre le misure definitive anti-dumping e anti-sovvenzioni sulle importazioni di pannelli solari dalla Cina, mentre contestualmente la Commissione ha confermato la sua decisione di esentare dai dazi gli esportatori cinesi (circa il 75%) che, nell’ambito di una “soluzione amichevole”, hanno accettato di accordarsi sulla base di un prezzo minimo all’importazione.
L’impegno, che era stato assunto nell'ambito del procedimento antidumping, viene ora confermato ed esteso al procedimento antisovvenzioni, in modo che le misure intraprese entrino in vigore entrambe il 6 dicembre 2013.

Le decisioni convalidate ieri sono scaturite dalle indagini che la Commissione UE aveva avviato dopo le denunce presentate dai produttori di pannelli solari europei che segnalavano le sovvenzioni illegali ricevute dai produttori cinesi, che permettevano loro di praticare prezzi molto al di sotto di quelli di mercato, causando significativi danni economici ai produttori europei.
Le indagini effettuate sono state, quindi, due: una per il caso anti-dumping, iniziata nel settembre 2012; l’altra per il caso anti-sovvenzioni, lanciata nel novembre 2012.

A seguito di quanto appurato, il 5 giugno 2013, la Commissione imponeva misure provvisorie nel caso anti-dumping, ai pannelli solari, celle e wafer dalla Cina, con dazi provvisori dell’11,8%, dal 6 giugno 2013 e del 47,6%.
La reazione di Pechino non si era fatta attendere, tanto che già il giorno seguente la decisione di Bruxelles di imporre i dazi, era stata annunciata un’inchiesta sulle esportazioni in Cina dei vini europei, suscitando le allarmate preoccupazioni dei produttori vinicoli del vecchio continente, visto che il mercato cinese, in continua espansione, aveva assorbito l’8,6% del vino esportato dall’UE, diventando il maggior acquirente straniero dei vini di Bordeaux ed importando nel 2012 vini italiani per 77 milioni di euro.

Così per chiudere prima che aprisse la disputa commerciale tra Unione europea e Cina, erano state avviate nell’estate trattative con i produttori cinesi di pannelli fotovoltaici per “una soluzione amichevole”, al termine delle quali la Commissione annunciava di aver accettato l’impegno, offerto dalla maggior parte degli esportatori cinesi, di un prezzo minimo di 56 centesimi di euro al watt per le importazioni annuali dalla Cina per un tetto di 7 Gigawatt. Il patto coinvolgeva le più note imprese cinesi esportatrici, tra cui Yingli Energy, Wuxi Suntech, Changzhou Trina Solar Energy, Jiangsu Aide Solar Energy Technology Co., DelSolar (Wujiang) Ltd., ERA Solar Co., Jiangsu Green Power PV Co. e Konca celle solari Co., ma altre se ne sono aggiunte nel frattempo e altre ancora potranno inserirsi nell’elenco nel corso dei due anni.

La Commissione, dopo aver consultato gli Stati membri, ha fatto la proposta al Consiglio di imporre misure anti-dumping e anti-sovvenzioni definitive per un periodo di due anni, per quegli esportatori cinesi che non hanno preso impegni di un prezzo base minimo e ai quali si applicano le seguenti aliquote di dazio:
- per gli esportatori che hanno collaborato all'inchiesta è del 47,7%, che è il dazio applicabile alla maggior parte degli esportatori;
- a quegli esportatori che non hanno collaborato all'inchiesta verrà applicato il 67,9%.
I dazi comprensivi sia delle misure anti-dumping sia di quelle anti-sovvenzioni hanno le seguenti aliquote:
- dal 27,3% al 64,9% per gli esportatori che hanno collaborato all'inchiesta, con un dazio residuale anti-dumping del 53,4% per le società che non hanno collaborato all'inchiesta;
- i dazi anti-sovvenzioni variano da 0% (DelSolar) e il 3,5% all’11,5% per le società che nelle indagini hanno collaborato, con un dazio anti-sovvenzione dell’ 11,5% per le società che non hanno collaborato all'inchiesta.

Secondo la Commissione, tali misure dovrebbero consentire di interrompere la spirale al ribasso dei prezzi sui pannelli solari: uno sviluppo ecosostenibile è possibile solo se le industrie sono sostenibili. Perciò, la stabilizzazione dei prezzi è importante non solo per la produzione attuale, ma soprattutto per le decisioni di futuri investimenti. Inoltre, la decisione presa ieri dovrebbe anche contribuire a creare condizioni di parità per l'industria delle energie rinnovabili in Europa, che è essenziale per gli obiettivi di energia rinnovabile dell’UE.
Il commercio sleale nei pannelli solari, sottolinea infine il Comunicato, non aiuta l'ambiente e non è compatibile con un settore solare globale sano.
Non si sono fatte attendere le reazioni di quelle Associazioni di imprese europee del settore che in agosto, insoddisfatte dell’accordo raggiunto, avevano depositato un ricorso presso la Corte europea di Giustizia per annullare l’accordo che a loro avviso sarebbe illegale.

I dazi finali di circa il 48% imposti dall’Unione europea compensano solo parzialmente le enormi somme di denaro investite dal Governo cinese per mettere fuori mercato i produttori europei del solare - ha dichiarato il Presidente di EU ProSun, Milan Nitzschke - La Cina controlla oltre l’80% del mercato mondiale ed europeo del solare, con impatti su gran parte delle imprese del settore in tutto il mondo, comprese quelle in Europa, Stati Uniti e Corea del Sud, costringendole alla chiusura. Noi aspettiamo che la Corte europea dichiari nullo l’accordo sul prezzo minimo. Conseguentemente, i dazi decisi dall’Unione europea si applicheranno a tutti i pannelli solari importati dalla Cina, ripristinando un mercato libero e ragionevole in Europa, privo di sovvenzioni e dumping del Governo cinese”.

Par di capire che i viticoltori francesi e italiani dovranno attendere ancora, prima di brindare per il compromesso raggiunto!