Una nuova ricerca cino-statunitense ha lanciato l’allarme: entro la fine del secolo potrebbero scomparire tutte le foreste di bambù. Di conseguenza, essendo il principale alimento, sono sempre più a rischio estinzione anche i panda.

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Il panda, simbolo del continente asiatico e del WWF, la più grande organizzazione mondiale per la conservazione e la preservazione della fauna del pianeta, sembra non avere più scampo. La diffusione della pianta di bambù, il suo cibo preferito e principale alimento, sta vivendo in Asia un momento fortemente critico a causa del fenomeno del surriscaldamento globale e rischia di scomparire a breve. Perciò, a meno che il panda non si decida a cambiare dieta, sarà sempre più difficile salvarlo dall’estinzione.

Secondo i risultati di un nuovo studio realizzato in collaborazione tra Cina e Stati Uniti e pubblicato sulla rivista Biological Conservation, infatti, l’habitat dei panda giganti cioè le foreste di bambù scomparirà entro il 2070, mentre il rimanente entro la fine del secolo.

Se nel corso degli ultimi anni, campagne e programmi di conservazione sono riusciti a salvaguardare questa specie a rischio, minacciata di continuo dall’impoverimento del proprio ambiente naturale e da un tasso di natalità molto basso (più volte i panda sono dovuti migrare nelle poche foreste rimaste per rifugiarsi, sopravvivere ed accoppiarsi), oggi non sono più sufficienti a contrastare gli effetti di un clima in costante fase di riscaldamento, che sta distruggendo tutte le coltivazioni di bambù.

Il panda gigante o panda maggiore (o meglio l’ailuropoda melanoleuca, che dal greco antico significa letteralmente “piede di gatto nero bianco”) è un carnivoro per tassonomia, ma attenendosi a ciò che prevede la sua dieta, è essenzialmente un onnivoro, con poca energia per adattarsi ai cambiamenti climatici. Il bambù rappresenta il 99% della sua dieta (in biologia si parla di monofagia, cioè la condizione di un organismo che si nutre solo di una sostanza o di una specie animale o vegetale), e senza di esso rischia di morire di fame: per sopravvivere, infatti, ha bisogno di mangiare tra gli 11 e i 22 chilogrammi di bambù al giorno.

Gli scienziati dell’Accademia Cinese delle Scienze e della Michigan State University, utilizzando differenti modelli climatici, hanno stimato che i panda potrebbero perdere la metà del loro habitat con un aumento di temperatura di 1,6 gradi. Un fenomeno molto vicino alla realtà, considerando che durante il secolo scorso il termometro mondiale è già salito di 1,2 gradi e, secondo l’ultimo rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sul Cambiamento Climatico (IPCC), le temperature dovrebbero ulteriormente aumentare da 1 a circa 5 gradi entro il 2100. Pertanto, secondo i ricercatori, l’intero habitat di foreste di bambù rischia di scomparire completamente tra i prossimi 50 - 100 anni. E i 1.600 esemplari di panda ad oggi ancora esistenti hanno le ore contate.