PAN GPP: le novità introdotte dal Collegato Ambientale

PAN GPP: le novità introdotte dal Collegato Ambientale

La Commissione Ambiente della Camera ha approvato il Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità 2014, contenente le disposizioni per promuovere la green economy e ridurre il consumo di risorse. È stata introdotta, tra l’altro, l’obbligatorietà nelle gare di appalto per le forniture di beni e servizi e l’affidamento di lavori da parte delle pubbliche amministrazioni dei criteri ambientali minimi previsti dal “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione”, per almeno il 50% del valore delle gare sia sopra che sotto la soglia di rilievo comunitario.

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Ogni giorno gli enti pubblici italiani, attraverso i loro acquisti, compiono scelte di politica industriale per 360 milioni di euro - ha dichiarato Silvano Falocco, Direttore Culturale del Forum CompraVerde-BuyGreen che si conclude oggi a Roma e che sta registrando un successo superiore ad ogni rosea previsione - L’obiettivo europeo e nazionale è quello di raggiungere il 50% di acquisti sostenibili sul totale degli acquisti delle PA. In Italia si tratterebbe di riconvertire circa 135 miliardi di acquisti l’anno, in questo momento però, il nostro paese copre a malapena il 9% degli acquisti complessivi attraverso i criteri ambientali e sociali. L’ostacolo principale all’attuazione del Green Public Procurement (GPP) è data dalla scarsa informazione e formazione dei responsabili d’acquisto e dalla diffusione del GPP e della sua metodologia nelle stazioni appaltanti. CompraVerde-BuyGreen è quindi l’occasione migliore per formarsi e aggiornarsi sui temi del Green Procurement, specialmente alla luce dell’approvazione da parte della Commissione Ambiente della Camera, lo scorso 4 settembre, del Collegato Ambientale dove sono previste una serie di norme che favoriscono l’introduzione del GPP in Italia”.

Il testo del collegato alla Legge di Stabilità 2014 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse”, quale approvato dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, ha subìto delle positive modifiche, rispetto al testo originario.
L’Art. 9 relativo alle “Disposizioni per agevolare il ricorso agli appalti verdi”, interviene sugli artt. 75 e 83 del D.Lgs. n. 162/2006 “Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE”.

Con il comma 1 si mira a introdurre un incentivo per gli operatori economici che partecipano ad appalti pubblici e sono muniti di registrazione EMAS (che certifica la qualità ambientale dell’organizzazione aziendale), o di marchio Ecolabel (che certifica la qualità ecologica di “prodotti”, comprensivi di beni e servizi).
Il beneficio è una riduzione del 30% (20% per operatori in possesso di certificazione ambientale ai sensi della norma UNI EN ISO 14001) della cauzione a corredo dell’offerta, ai sensi dell’art. 75, comma 7, codice appalti che viene esteso alla garanzia di esecuzione, prestata dall’aggiudicatario.

Il comma 2 introduce tra i criteri ambientali di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa anche il criterio, per i contratti aventi ad oggetto beni o servizi, che le prestazioni oggetto del contratto siano dotate di marchio Ecolabel.

Le disposizioni dei commi 3 e 4 introducono tra i criteri di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa il criterio del costo del ciclo di vita dell’opera, prodotto, o servizio, criterio previsto dall’art. 67 della nuova direttiva comunitaria sugli appalti pubblici.

La Commissione ha introdotto al testo originario l’Art. 9-bis “Disposizioni per agevolare l’adozione del sistema comunitario per agevolare l’adozione del sistema comunitario di ecogestione e audit ambientale EMAS e il sistema comunitario di etichettatura ecologica Ecolabel”, prevedendone la preferenza per l’assegnazione di contributi e finanziamenti in materia ambientale e per la richiesta di contributi.

L’Art. 10Applicazione di criteri ambientali minimi negli appalti pubblici per le forniture e negli affidamenti di servizi” aggiunge l’Art. 68-bis al Codice appalti sopra citato, per adeguarlo alla nuova direttiva comunitaria sugli appalti pubblici, dove il tema del costo dei prodotti e dei servizi è riferito non tanto al prezzo di acquisto ma al costo che il bene ha durante il suo ciclo di vita (il cosiddetto Life cycle costing).
Pertanto, nell’ambito delle categorie merceologiche per le quali la pubblica amministrazione, nelle procedure di approvvigionamento, adotta obiettivi di riduzione dei gas climalteranti e obiettivi relativi all’uso efficiente delle risorse definiti nella strategia europea “Europa 2020” richiamati nella Comunicazione della Commissione europea “COM(2011) 57, si dispone l’obbligo, per gli appalti di forniture di beni e di servizi, di prevedere nei relativi bandi e documenti di gara l’inserimento almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei “criteri ambientali minimi” (CAM) definiti ai sensi del Decreto interministeriale 11 aprile 2008, recante “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione” (PAN GPP), riguardo ai seguenti servizi:
- Servizi energetici per gli edifici - servizio di illuminazione e forza motrice, servizio di riscaldamento/raffrescamento di edifici di cui al DM 7 marzo 2012 pubblicato sulla G.U. n. 74 del 28 marzo 2012 e successivi aggiornamenti;
- Attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio (PC, stampanti, apparecchi multifunzione e fotocopiatrici), di cui al DM 22 febbraio 2011 pubblicato sulla G.U. n.64 del 19 marzo 2011 e successivi aggiornamenti;
- Lampade HID e sistemi a LED, corpi illuminanti e impianti di illuminazione pubblica, di cui al DM 22 febbraio 2011 pubblicato sulla G.U. n. 64 del 19 marzo 2011 e successivi aggiornamenti.

Tale obbligo si applica, per almeno il 50% del valore delle gare d’appalto sia sopra che sotto la soglia di rilievo comunitario, previste per le seguenti categorie di forniture e affidamenti oggetto dei decreti, recanti i CAM, per:
- Gestione rifiuti urbani di cui al DM 4 aprile 2013 pubblicato sulla G.U. del 3 maggio 2013, n. 102 e successivi aggiornamenti
- Carta per copia e carta grafica di cui al DM 11 marzo 2014 pubblicato sulla G.U. dell’11 marzo 2014, n. 58 e successivi aggiornamenti;
- Forniture di cartucce toner e cartucce a getto di inchiostro di cui al DM 13 febbraio 2014 pubblicato sulla G.U. dell’11 marzo 2014, n. 58 e successivi aggiornamenti;
- Affidamento del servizio di gestione del verde pubblico, per acquisto di ammendanti, di piante ornamentali, di irrigazione di cui al DM 13 dicembre 2013, pubblicato sulla G.U. del 17 gennaio 2014, n. 13 e successivi aggiornamenti;
- Ristorazione collettiva e derrate alimentari, conformi all’Allegato 1 del DM 25 luglio 2011, pubblicato sulla G.U. del 21 settembre 2011, n. 220.
- Affidamento del Servizio di pulizia e per la fornitura di prodotti per l’igiene, di cui al DM 24 maggio 2012, pubblicato sulla G.U. del 20 giugno 2012, n. 142.
- Prodotti tessili di cui al DM 22 febbraio 2011, pubblicato sulla G.U. del 19 marzo 2011, n. 64, e successivi aggiornamenti.
- Arredi per ufficio, di cui al DM 22 febbraio 2011 pubblicato sulla G.U. del 19 marzo 2011, n. 64, e successivi aggiornamenti.

Gli obblighi di cui sopra si applicano anche alle forniture di beni e servizi e agli affidamenti di lavori oggetto di ulteriori DDMM di adozione dei relativi CAM.

Inoltre, la Commissione Ambiente della Camera ha aggiunto altri articoli al testo originario, tra cui l’Art. 10-bis “Applicazione dei Criteri Ambientali” che introduce integrazioni al Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163), prevedendo che:
- l’Osservatorio dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di cui all’Art. 7 del Codice, tra i suoi compiti svolga l’attività di monitoraggio sull’applicazione dei CAM;
- i Bandi di gara (Art. 64) contengano indicazioni per l’integrazione dei CAM;
- il Criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (Art. 83) deve contenere le specifiche tecniche premianti previste dai CAM.

Il testo è passato ora al Senato dove non sembrano possano essere introdotte ulteriori modifiche.

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