Pale eoliche da riciclare

Pale eoliche da riciclare

Allo studio soluzioni per utilizzare materiali derivati da oli vegetali.

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In un post precedente abbiamo data notizia di un prototipo di impianto eolico senza pale che presenta aspetti di efficienza molto interessanti, anche se ci sembra che tale tecnologia sia destinata a piccole o medie produzioni.

La maggior parte degli impianti in esercizio e quelli in via di costruzione, ivi compresi quelli off-shore, hanno turbine che funzionano con pale che possono raggiungere il peso di 18 tonnellate e che, una volta sostituite per cattivo funzionamento o rottura degli ingranaggi, dovranno essere smaltite, non senza enormi difficoltà, a causa della loro lunghezza. La maggior parte di loro dovranno essere tagliate e poi triturate, prima di essere smaltite o incenerite, con costi conseguenti elevati e preoccupazioni di carattere ambientale.

Certo, la tecnologia è così giovane che finora non si è presentato il problema. Se si considera che gli USA stanno puntando sull’eolico con massicci investimenti, tanto produrre da questo segmento il 20% dell’energia totale entro il 2020, si comprende bene che in un futuro non troppo lontano il problema potrebbe assurgere a livelli di costi notevoli.
Perciò, quelle industrie che avranno approntato soluzioni meno impattanti e costose avranno un business plan non indifferente.

Per perseguire questo obiettivo, la National Science Foundation (NSF), l’Agenzia Federale indipendente statunitense che sostiene la ricerca di base e l’istruzione in tutti i settori della scienza e dell’ingegneria, sta dando 1,51 milioni di dollari all’Università del Massachusetts “Lowell” e 0,39 milioni all’Università di Wichita (Kansas) per un progetto congiunto al fine di trovare soluzioni costruttive, come riportato sul sito Co.Exist dedicato all’innovazione, della rivista economica Fast Company, specializzata in tecnologie, imprese e progettazione (gli altri due siti della rete sono Co.Design che privilegia le imprese e la progettazione e Co.Create che riguarda la creatività, la cultura e il commercio).

“In sostanza, le pale degli impianti sono realizzate attualmente di materiali compositi in fibre di vetro che contengono grandi quantità di petrolio abase di resine epossidiche, che alla fine della loro vita sono molto difficili da riciclare - spiega l’ingegnere meccanico Christopher Niezrecki, ricercatore capo del Wind Energy Research Group. Sul sito della UM “Lowell” - Le pale esauste vengono smaltite in discarica, bruciate come combustibile per generare elettricità o tagliate e usate come riempitivo nelle costruzioni”.

“I nostri sforzi si concentreranno su resine epossidiche termoindurenti derivate da oli vegetali, materie prime facilmente disponibili, non tossiche e sostenibili, per ridurre al minimo il consumo di energia e costi nella fase di produzione - afferma Niezrecki, aggiungendo che tale lavoro permetterà di riciclare i materiali.


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