Gli Orti Botanici ed i Giardini storici sono musei viventi, luoghi multidisciplinari di incontro e scambio culturale, per un pubblico sempre più vario.

orto botanico pisa

Sono più di sessanta gli Orti Botanici ed i Giardini Storici disseminati in tutte le regioni d’Italia ognuno con le proprie peculiarità e tradizioni scientifiche.
Tra questi si distingue sicuramente l’Orto Botanico dell’Università di Pisa, sorto nel 1544 per l’intuizione del famoso medico e botanico imolese Luca Ghini. Esso fu chiamato a tenere la cattedra di botanica nella città toscana l’anno precedente, e grazie ai finanziamenti concessi dal granduca di Toscana, Cosimo I de’ Medici, Ghini fondò l’Orto Botanico.

Il giardino di Ghini diventò famoso in breve tempo. Viene infatti ricordato da celebri naturalisti italiani e stranieri che in quegli anni visitarono la città: tra questi Ulisse Aldrovandi e il francese Pierre Belon che vide l’Orto nel 1555 e ne ammirò le essenze vegetali “bellissime” e “rare” coltivate in vasi ed aiuole. L’ammirazione che traspariva dai resoconti dei viaggiatori che l’avevano visitato, l’entusiasmo degli studenti nell’apprendere la botanica in modo così coinvolgente, l’orgoglio del Granduca nel mostrare il giardino, luogo di scienza e di piacere, ebbero larga diffusione negli ambienti culturali di tutte le corti italiane e europee, col risultato che in pochi anni, sull’esempio pisano, le più prestigiose sedi universitarie d’Europa (come Padova, Montpellier, Leiden) si dotarono di un proprio Orto Botanico.

Oggi, l’esistenza di oltre 1.800 Orti Botanici in tutto il mondo costituisce una solida conferma della validità e della lungimiranza dell’intuizione di Ghini.

Alla base dell'istituzione dell'Orto botanico di Pisa era quindi la piena consapevolezza di una sua funzione pubblica, di ricerca e didattica. A differenza del giardino rinascimentale in villa o in palazzo, impiantato secondo intenti principalmente estetici e simbolici, raccogliendo e sviluppando l'eredità dell'hortus medicus dei monasteri medievali, l'orto botanico nasceva per “imparare a conoscere” le piante attraverso una quotidiana pratica di “ostensione”.
Si tratta quindi del più antico Orto Botanico universitario del mondo, anche se nel 1591, l’Orto Botanico fu trasferito in una terza sede, corrispondente alla attuale localizzazione, vicino la celebre Piazza dei Miracoli, tra via S. Maria e via Roma dove si estende su di una superficie di tre ettari (30.000 mq.)

L’Orto botanico, che, come abbiamo già precisato, si estende su una superficie di circa tre ettari nel cuore della città, attualmente è suddiviso in quattro settori:
- la Scuola botanica, che ospita le collezioni sistematiche e diversi alberi monumentali;
- l’Orto del Mirto dove sono coltivate le piante officinali;
- il Piazzale dedicato a Giovanni Arcangeli (praefectus dal 1881 al 1915), dove crescono due imponenti esemplari di palma del Cile (Jubaea chilensis) e dove sorge il fabbricato che ospita l’Erbario ed alcuni laboratori del dipartimento di Biologia.
- l’Arboreto, situato a nord dove sono coltivati alberi di grande rilevanza storica come nell’Orto del Cedro, dove vivono i due esemplari più vecchi dell’Orto: una Magnolia grandiflora L. ed un Ginkgo biloba L., piantati nel 1787 dal prefetto Giorgio Santi.

Oggi l’Orto è fonte di materiale per vari corsi di Botanica, afferenti a quattro facoltà universitarie, che prevedono esercitazioni o dimostrazioni basate sull’impiego di materiale vegetale fresco, preparato dal personale dell’Orto, sia utilizzando le piante in collezione, sia raccogliendo i campioni vegetali in campagna.

L’attività didattica, tuttavia non si limita ai soli corsi universitari: sono migliaia gli scolari e gli studenti, provenienti da scuole di ogni ordine e grado del territorio nazionale, che effettuano ogni anno la visita guidata all’Orto Botanico.

Non mancano infine proposte educative per il pubblico generico, che può accedere all’Orto durante tutto l’anno.

Le collezioni dell’Orto sono anche un supporto ai vari programmi di ricerca attivi presso i diversi settori del Dipartimento. Essi sono indirizzati su aspetti biologici, genetici e naturalistici della ricerca, e anche su settori più strettamente applicativi quali quello farmaceutico, veterinario ed agrario. Nell’Orto vengono coltivate piante in pericolo di scomparsa in Italia e nel mondo.