Nel corso del Convegno, promosso da Mif, ITACA e Conferenza Unificata e svolto presso la Città dello Sport di Roma (Le Vele di Calatrava) divenuta il simbolo delle numerose incompiute del nostro Paese, sono state avanzate delle ipotesi per la conclusione delle 693 infrastrutture non ultimate, tra cui incentivi fiscali e cambi di destinazione d’uso.

la vela incompiute


Si è svolto il 13 gennaio 2015 il Convegno “Opere incompiute: quale futuro? Esigenze ed opportunità per il Paese”, organizzato da Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, ITACA (Istituto per l’Innovazione e Trasparenza degli Appalti e la Compatibilità Ambientale) e Conferenza delle Regioni e Province autonome, presso la Città dello Sport di Roma, opera rappresentativa delle incompiute del nostro Paese. Avviato nel 2005, su progetto dell'architetto spagnolo Santiago Calatrava Vals, per realizzare un Centro sportivo polifunzionale in vista dei mondiali di nuoto del 2009, presso l’area dell’università di Tor Vergata, si è da tempo arenato.

Sono 693 le opere incompiute in Italia, per le quali sono stati già spesi oltre 3 miliardi di euro e per il cui completamento servono 1,5 miliardi di euro: si va da scuole e asili nido a strade, da loculi cimiteriali alle “Vele di Calatrava”, come è denominato il centro sportivo di Tor Vergata.
È questo il risultato che si ricava sommando i dati dell’anagrafe istituita presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che ha cominciato a censire dai primi mesi del 2012 le opere avviate e non concluse. Si tratta però di numeri che crescono a vista d’occhio: se al primo censimento dell'ottobre del 2013, gli interventi al palo erano 593, a fine 2014 questi sono lievitati a ben 693 mentre, intanto, alcuni di essi hanno perso la loro utilità rispetto alle finalità per i quali erano stati concepiti.
Questo numero è destinato ad aumentare mensilmente perché la legge che prevede il censimento ha solo tre anni e molte amministrazioni non hanno ancora comunicato le opere incompiute sul loro territorio - ha affermato il Viceministro Riccardo Nencini nel suo intervento al Convegno - ci sono opere che devono essere concluse il più rapidamente possibile, altre, invece, che in corso d'opera hanno perso la loro finalità iniziale a fronte di un mutato contesto”.

Il fenomeno riguarda tutte le Regioni italiane ma il primato spetta alla Regione Lazio che ne ha 82, anzi 83 non essendo stata conteggiata la Città dello Sport di Roma. Seconda, in questa non invidiabile classifica regionale, la Sardegna con 68 opere e terza la Sicilia che ne conta 67, mentre l’unica area che non ne conta è la provincia di Trento.
Se si tiene conto dell’aspetto economico, è il Veneto che necessita di maggiori fondi per ultimare le sue 25 incompiute (535 milioni di euro), viene quindi la Sicilia con 107 milioni di euro per 50 opere e terza la Sicilia con 98 milioni. Anche in questo caso, la classifica non tiene conto dell’incompiuta di Calatrava per la cui conclusione occorrerebbero altri 400 milioni di euro, oltre ai 200 milioni già spesi.

opere incompiute 2013 2014

Ci auguriamo che il nuovo Codice degli appalti eviti gli errori che hanno consentito lo svilupparsi del fenomeno, tipicamente italiano, delle opere pubbliche incompiute - ha osservato nel suo intervento Leopoldo Freyrie, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) - La strada da percorrere è quella del ricorso alle procedure concorsuali, le sole che possono garantire architetture di qualità, della condivisione dei progetti con le comunità, di una seria programmazione che metta a sistema le potenzialità economiche e le risorse disponibili. Tutto ciò potrà evitare scelte che scelte politiche sbagliate, troppo spesso dettate dai favoritismi, provochino ritardi e contenziosi, accrescendo sprechi di risorse sul piano ambientale, economico e sociale.
Il destino delle opere incompiute, a meno che non siano così importanti da dover essere concluse o degli ecomostri da dover essere abbattuti, sta nel loro riuso e nella loro trasformazione”.

Tuttavia, secondo quanto rivelato da Nencini, il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture sta valutando la possibilità di bonus fiscali per imprese e enti locali che intendono completare le opere e incentivare le amministrazioni che inseriscono come priorità dei loro interventi il completamento delle opere incompiute.
Dette opere, beni pubblici non fruibili dalla comunità, rappresentano una potenziale opportunità sia per le stesse amministrazioni, in relazione alla evidente difficoltà di reperimento di risorse finanziarie per realizzare nuove strutture, sia per il mercato, in quanto possono attivare forme di investimento utili ad un rilancio del settore delle costruzioni attualmente in forte crisi in termini di investimenti che di occupati, non escludendo “la possibilità di revisione di natura urbanistica delle opere incompiute”, ha concluso il Viceministro.