ONU: azione internazionale contro l’impatto di El Niño

ONU: azione internazionale contro l’impatto di El Niño

L’evento climatico conosciuto come El Niño ha colpito ad oggi 60 milioni di persone nel mondo con effetti devastanti su sicurezza alimentare, mezzi di sussistenza, salute e nutrizione. Per questo l’ONU in collaborazione con FAO, IFAD, OCHA e WFP scende in campo con l’obiettivo di trovare una soluzione concreta e immediata alla questione.

impatto el nino

Le Nazioni Unite hanno lanciato pochi giorni fa l’allarme: ad oggi, oltre 60 milioni di persone nel mondo, di cui 50 milioni in Africa, sono colpite da fame e povertà a causa della siccità, del crollo dei raccolti e della scomparsa dei pascoli provocati da El Niño, il fenomeno naturale che riscalda le correnti del Pacifico tropicale.

La situazione drammatica è stata presentata ad un incontro organizzato a Roma dall’ONU e dalle sue quattro agenzie: l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), l’Ufficio per il Coordinamento degli Aaffari umanitari (OCHA) e il Programma Alimentare Mondiale (WFP). I partecipanti, tra cui rappresentanti di governi, organizzazioni non governative e altre agenzie ONU, hanno fatto il punto sull’impatto devastante che El Niño, considerato come una delle manifestazioni climatiche più intense nella storia recente, sta avendo su sicurezza alimentare, mezzi di sussistenza, approvvigionamento idrico, salute e nutrizione di gran parte della popolazione mondiale.

Dal meeting è emerso che sono necessari più di 2,4 miliardi di dollari per l’attuale emergenza e per le attività di recupero a favore delle popolazioni più vulnerabili, anche perché il fenomeno meteorologico nella stagione 2015-2016 sta superando il suo picco massimo e continuerà ad influenzare le temperature e le precipitazioni causando eventi sempre più estremi in molte parti del mondo. Gli effetti, dunque, sono destinati a durare a lungo anche dopo che il fenomeno sarà diminuito e di conseguenza il numero delle persone minacciate dalla fame crescerà ancora.

El Niño, reso ancor più micidiale dai cambiamenti climatici, ha causato eventi estremi con temperature molto elevate, siccità e inondazioni - ha dichiarato il presidente IFAD Kanayo Nwanze - a pagarne il prezzo sono soprattutto le comunità più povere che vivono di agricoltura e allevamento, senza mezzi per fronteggiare shock di questa portata. Tutti gli sforzi della comunità internazionale, adesso, devono concentrarsi nel fornire un’ancora di salvezza alle persone colpite dall’emergenza, almeno fino a quando i raccolti e i fragili pascoli delle zone semiaride non miglioreranno”.

Crisi globale
Gli impatti correlati a El Niño sono stati avvertiti in tutto il mondo sin dalla metà del 2015. Tra questi ci sono gravi situazioni di siccità - in alcuni casi mai registrati prima - in America Centrale (nel cosiddetto “corridoio arido” tra Guatemala, Nicaragua, El Salvador e Honduras, dove si stima che già 3,5 milioni di persone abbiano difficoltà di accesso al cibo), nella regione del Pacifico, a Timor Est, in Vietnam, in Etiopia e in Sudafrica che stanno provocando danni all’agricoltura e all’allevamento, riducendo alla fame intere comunità. Inoltre, le inondazioni hanno colpito alcune parti della Somalia e della Tanzania; devastanti incendi boschivi sono ancora una volta riemersi in Indonesia; mentre in alcune regioni si è assistito a violente tempeste, come nel caso delle isole Fiji con il ciclone tropicale Winston.
Le conseguenze di questi disastri sono state tante, ma principalmente un grave aumento della fame (in Africa orientale e meridionale circa 1 milione di bambini hanno bisogno di essere curati per grave malnutrizione), delle malattie trasmesse da acqua, del manifestarsi di infestazioni parassitarie negli animali e nelle colture, e della povertà in generale.
Con sempre maggiore frequenza, molta gente è stata costretta a migrazioni d’emergenza, sia all’interno che oltre i confini, per la distruzione delle proprie fonti di sostentamento. Le piogge sparse o assenti hanno causato la perdita di produttività del suolo e un maggiore degrado del terreno, contribuendo alla desertificazione.

Agire ora per prepararsi al futuro
L’incontro di Roma si è concluso con una serie di impegni da parte della FAO, dell’IFAD, del WFP e dell’OCHA volti a incrementare con urgenza la risposta alla crisi causata da El Niño. Le agenzie lavoreranno in stretta collaborazione per affrontare il deficit di finanziamento e, inoltre, collaboreranno con i governi, le organizzazioni umanitarie e il settore privato per aiutare le popolazioni maggiormente colpite con un insieme di iniziative di breve, medio e lungo termine, tra cui un incremento dei sistemi di protezione sociale esistenti.
Le agenzie hanno anche convenuto la necessità di raddoppiare gli sforzi al fine di sostenere i governi nazionali nella risposta a futuri El Niño e ad altri eventi legati al clima. A tal proposito hanno dichiarato che lavoreranno fianco a fianco con i partner per lo sviluppo al fine di garantire che i progetti di riduzione del rischio catastrofi siano intensificati nelle zone più vulnerabili.

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