I dati diffusi dal nuovo studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e ricavati da un nuovo modello calibrato sulle centraline di controllo per il PM10 e il PM2,5 di circa 3.000 città conferma che sul globo oltre 9 persone su 10 respirano aria troppo inquinata che danneggia la loro salute, soprattutto quella delle popolazioni più vulnerabili dei Paesi a basso reddito. Non mancano le eccezioni, come il caso Italia che dalla mappa interattiva messa a disposizione mostra di avere alcune delle aree più inquinate dell’Europa occidentale.

oms pianura padana piana fiorentina inquinate

Un nuovo modello messo a punto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, in collaborazione con l'Università di Bath (Regno Unito), attentamente calibrato su dati provenienti da stazioni satellitari e terrestri per massimizzarne l'affidabilità, conferma che il 92% della popolazione mondiale vive in luoghi in cui la qualità dell'aria supera “le linee guida dell'OMS qualità dell'aria ambiente” per la media annuale di particolato PM2,5, fissato a 10 µg/m3.
Questo nuovo modello è un grande passo in avanti verso stime ancora più sicure sull’enorme fardello globale di oltre 6 milioni di morti - 1 decesso su 9 del totale dei decessi a livello mondiale - da esposizione all'inquinamento dell'aria esterna e indoor - ha dichiarato Maria Neira, Direttrice del Dipartimento salute pubblica e determinanti sociali e ambientali della salute dell’OMS - Ora, sempre più città stanno monitorando l'inquinamento atmosferico e i dati satellitari sono più completi, permettendo di perfezionare sempre meglio le relative stime sanitarie. Non è più procrastinabile un’azione rapida per affrontare l'inquinamento atmosferico. Le soluzioni esistono con il trasporto sostenibile nelle città, la gestione dei rifiuti solidi, l’accesso a combustibili puliti per cucinare il cibo, così come le energie rinnovabili e la riduzione delle emissioni industriali".

Le informazioni vengono presentate su mappe interattive dove è possibile verificare le aree all’interno dei vari Paesi che non rispettano i limiti fissati dall’OMS, con i dati delle centraline di controllo per il PM10 e il PM2,5 di circa 3.000 città, che sono anche più analitici nel contestuale Rapporto “Ambient air pollution: A global assessment of exposure and burden of disease”, dove è possibile rinvenire anche i dati più in dettaglio mai realizzati relativi all’inquinamento dell’aria indoor.

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"Il nuovo modello mostra i Paesi in cui si trovano  le zone a rischio e fornisce una base per monitorare i progressi compiuti nella lotta contro tale fenomeno - ha sottolineato Flavia Bustreo, Vicedirettrice generale dell'OMS - L'inquinamento atmosferico continua a pesare soprattutto sulla salute delle popolazioni più vulnerabili, come donne, bambini e gli adulti più anziani. Per essere in buona salute le persone devono respirare aria pulita dal loro primo fino all'ultimo respiro".

Quasi il 90%  dei decessi correlati all’inquinamento dell'aria si verifica nei Paesi a basso e medio reddito, e quasi 2 morti su 3 si verificano nelle regioni del Sud-Est asiatico e del Pacifico occidentale. Tuttavia, come si può rilevare dalla mappa interattiva, anche in Italia i puntini “verdi”, corrispondenti a siti di monitoraggio in cui la concentrazione di smog è inferiore alla soglia dell’OMS, sono pochissimi, mentre le aree più inquinate sono numerose e si concentrano nel Nord Italia (Pianura Padana, area attorno a Torino e quella della piana fiorentina) tra le zone con l’aria peggiore d’Europa.
Il 94% dei decessi sono dovuti a malattie non trasmissibili, in particolare malattie cardiovascolari, ictus, malattie polmonare ostruttiva cronica e cancro ai polmoni. Con l'inquinamento atmosferico, peraltro, aumenta anche il rischio per le infezioni respiratorie acute.

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Questo autunno l’OMS sta lanciando, in collaborazione con Climate & Clean Air Coalition - Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), BreatheLife, una campagna di comunicazione globale per aumentare la consapevolezza del pubblico che l’inquinamento atmosferico è uno dei principali rischi per la salute e il clima. La campagna sottolinea sia le misure politiche concrete che le città possono implementare (come ad esempio una migliore edilizia, i trasporti, i rifiuti e sistemi energetici) e quelle che le persone possono intraprendere come comunità o individui (per esempio, arrestare la combustione dei rifiuti, promuovere spazi verdi e camminare/andare in bicicletta) per migliorare la nostra aria.
Uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile adottati nel settembre del 2015 dai leader mondiali prevede di “assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età” (Obiettivo 3) “riducendo sostanzialmente entro il 2030 il numero di decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose e da contaminazione e inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo” (sotto-obiettivo 3.9).

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