A 10 anni di distanza dal primo Rapporto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilasciato la seconda edizione sulla valutazione globale delle morti determinate da malattie correlate ai rischi ambientali, da cui emerge che quelle cardio-vascolari sono preponderanti e che i bambini sotto i 5 anni e gli adulti di età compresa tra i 50 e i 75 anni sono i più esposti.

preventing disease through healthy environments

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni anno nel mondo muoiono 12,6 milioni di persone (una morte su 4) per colpa dei danni che l’uomo provoca all’ambiente in cui vive.
È quanto emerge dall’ultimo Rapporto “Preventing disease through healthy environments: a global assessment of the burden of disease from environmental risks”, che dopo 10 anni dalla prima edizione fa il punto sulle malattie mortali determinate da rischi ambientali, sulle principali malattie correlate, con l’indicazione delle regioni e delle popolazioni più esposte.

L'analisi mostra che il 23% dei decessi a livello mondiale e il 26% dei decessi tra i bambini sotto i 5 anni sono dovuti a fattori ambientali modificabili. Sono infatti i bambini ad essere maggiormente colpiti da infezioni delle basse vie respiratorie e dalle malattie diarroiche, mentre le persone anziane sono le più esposte a malattie non trasmissibili. Il 78% di queste morti e il 56% di quelle connesse ai DALY (Disability-adjusted life year) possono essere stimate con metodi di valutazione comparativa del rischio basati su prove, le valutazioni delle altre esposizioni ambientali sono state completate con pareri.

Il Rapporto sottolinea che i fattori di rischio ambientale come l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, le esposizioni chimiche, i cambiamenti climatici e le radiazioni ultraviolette, contribuiscono all’insorgenza di più di 100 malattie e danni alla salute.
Dal numero dei decessi conseguenti, senza dubbio quelli relativi a malattie cardiovascolari sono le più diffuse:
1. Ictus - 2,5 milioni di morti ogni anno;
2. Cardiopatie ischemiche - 2,3 milioni di morti ogni anno;
3. Lesioni involontarie (ad esempio morti per incidenti stradali) - 1,7 milioni di morti ogni anno;
4. Tumori - 1,7 milioni di morti ogni anno;
5. Malattie respiratorie croniche - 1,4 milioni di morti ogni anno;
6. Malattie diarroiche – 846 mila decessi all’anno;
7. Infezioni delle vie respiratorie – 567 mila decessi all’anno;
8. Condizioni neonatali – 270 mila decessi all’anno;
9. Malaria – 259 mila decessi all’anno;
10. Lesioni volontarie (ad esempio suicidi) – 246 mila decessi all’anno.

Un ambiente sano è alla base di una popolazione sana - ha affermato Margaret Chan, Direttore generale dell'OMS - Se i Paesi non intraprendono al più presto azioni volte a ridurre l’inquinamento e migliorare le condizioni dell’ambiente in cui si vive e si lavora, in milioni continueranno ad ammalarsi e a morire prematuramente.

decessi per inquinamento ambientale

Analizzando le diverse regioni del mondo, l’OMS rileva che nel 2012 i Paesi a basso e medio reddito del Sud-est asiatico e le regioni del Pacifico Occidentale hanno registrato il numero più alto di morti legate all’inquinamento ambientale, con un totale di 7,3 milioni di decessi, la maggior parte dei quali legati all’inquinamento dell’aria.
Se si divide il pianeta in regioni, si contano:
- 2,2 milioni di morti ogni anno in Africa;
- 847.000 decessi all’anno nelle Americhe;
- 854.000 decessi ogni anno nella Regione Mediterranea orientale;
- 1,4 milioni di morti ogni anno in Europa;
- 3,8 milioni di morti ogni anno nella Regione del Sud-est asiatico;
- 3,5 milioni di morti ogni anno nella Regione del Pacifico Occidentale.

Il Rapporto non è solo una vaga accusa a chi inquina, ma delinea azioni concrete che i Paesi possono mettere in atto per invertire la tendenza al rialzo registrata in termini di malattie e morti legate all’inquinamento ambientale. Fra i principali atti da compiere c‘è la riduzione dell’uso di combustibili solidi per cucinare o l’utilizzo di tecnologie energetiche a bassa emissione di carbonio.
Aumentare l’accesso all’acqua potabile e a servizi igienici adeguati o la promozione di semplici azioni, quali ad esempio lavarsi le mani regolarmente, ridurrebbe ulteriormente l'incidenza delle malattie diarroiche.

Anche la legislazione ha un ruolo chiave, ad esempio quella contro il fumo riduce l’esposizione al fumo passivo di tabacco comportando una diminuzione in termini di malattie cardiovascolari e di infezioni respiratorie.
Il miglioramento della circolazione urbana e una buona pianificazione dell’assetto urbano abbinati alla costruzione di abitazioni dotate di un efficiente sistema energetico, ridurrebbe le malattie connesse all’inquinamento dell’aria e, allo stesso tempo, servirebbe a promuovere l’attività fisica.

win win strategies


"C'è un urgente bisogno di investimenti in strategie efficaci per ridurre i rischi ambientali nelle nostre città, case e luoghi di lavoro - ha sottolineato la Dott.ssa Maria Neira, Direttore OMS, Dipartimento di Sanità Pubblica, Ambiente e Determinanti sociali della salute - Tali investimenti mirati possono aiutare a ridurre a livello globale e in modo significativo il crescente numero di malattie cardiovascolari e respiratorie, così come anche di tumori, ed al tempo stesso a ridurre i costi del sistema sanitario”.