Grazie al Progetto, finanziato dalla Commissione UE e coordinato dall'Italia, che deve garantire meglio la qualità e l'autenticità dell'olio, è possibile adesso applicare un metodo facile per certificare la conformità alle indicazioni sulla salute legate all'olio d'oliva, secondo i requisiti previsti dal Regolamento (UE) n. 432/2012.

L'Europa è attualmente il più grande produttore di olio di oliva al mondo, con oltre il 70% della produzione globale. Molti Paesi extra europei stanno però espandendo la loro produzione, aumentando così la propria competitività nel settore. L'espansione dei mercati, assieme alla mancanza di armonizzazione dei metodi di analisi, lascia spazio ai contraffattori. Le peculiari caratteristiche sensoriali e i suoi effetti nutrizionali benefici, rendono infatti l'olio d'oliva, soprattutto quello "extra vergine", un bersaglio sensibile per le frodi, andando così a colpire un prodotto simbolo, archetipo della qualità enogastronomica e nutrizionale della dieta mediterranea.

Finanziato con 5 milioni di euro dall'Unione europea nell'ambito del Programma Horizon 2020 - Pilastro Sfide della società - Tema Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima nonché bioeconomia, il Progetto OLEUM con un nucleo di 20 partner provenienti da 15 Paesi, tra cui la Cina, è coordinato dall'Università di Bologna - Alma Mater Studiorum - Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari (DISTAL).

Il suo obiettivo è, tra l'altro, di sviluppare entro il 2020 nuovi e migliori Metodi di Analisi per individuare le frodi sull'olio d'oliva e per valutarne qualità e autenticità, condividendo i risultati ottenuti mediante la creazione di una banca dati e una rete di laboratori, enti di ricerca e aziende del settore oleario.

Il Regolamento (UE) n. 432/2012 del 16 maggio 2012 della Commissione (UE) relativo alla compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari, diverse da quelle facenti riferimento alla riduzione dei rischi di malattia e allo sviluppo e alla salute dei bambini, prevede che i Polifenoli dell'olio d'oliva "contribuiscono alla protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo" ovvero lo stress fisiologico del corpo che può causare mutazioni del DNA e portare a malattie come il cancro, le malattie cardiache e del sangue, il diabete e le malattie neurodegenerative, e che è ben documentato. Tale indicazione, però, "può essere impiegata solo per l'olio d'oliva che contiene almeno 5 mg di idrossitirosolo e suoi derivati (ad esempio, complesso oleuropeina e tirosolo) per 20 g di olio d'oliva. L'indicazione va accompagnata dall'informazione al consumatore che l'effetto benefico si ottiene con l'assunzione giornaliera di 20 g di olio d'oliva".

Verificare la conformità con questi requisiti non è facile come potrebbe sembrare. "Ci sono sofisticate tecniche cromatografiche, come la cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC) associata alla spettrometria ultravioletta/visibile o di massa, che sono usate per determinare il contenuto fenolico dell'olio vergine di oliva - ha affermato il Dott. Giuseppe Di Lecce del DISTAL - Questi sistemi però richiedono strumenti analitici molto costosi e tecnici qualificati".
Insieme a un gruppo di ricercatori delle Università di Bologna e Vigo, Di Lecce ha ideato un semplice metodo analitico per quantificare il contenuto fenolico dell'olio extra vergine di oliva. I risultati dello studio preliminare sono promettenti.
"I risultati mostrano che la semplice ed economica analisi colorimetrica basata sull'uso del reattivo di Folin-Ciocalteu (FC) – ha proseguito Di Lecce - può essere applicata con successo per verificare la conformità all'indicazione sui polifenoli introdotta dal Regolamento dell'UE".
Il metodo di FC è una nota analisi colorimetrica che si può eseguire in qualsiasi laboratorio e i test fatti da software statistici concentrati sull'idrossitirosolo hanno riscontrato che i suoi dati sono pienamente paragonabili a quelli ottenuti, dopo l'idrolisi, con il metodo HPLC-UV, usando idrossitirosolo e tirosolo.

Il prossimo passo per il team consisterà nell'analizzare un gran numero di campioni per arrivare alle conclusioni finali. Questi primi risultati però lasciano sperare che piccoli laboratori e produttori potranno presto beneficiare di metodi strumentali rapidi e innovativi per determinare la qualità e l'autenticità dell'olio d'oliva.

Altri progressi, come per esempio la creazione di un protocollo affidabile per determinare i composti fenolici nell'olio d'oliva, secondo le indicazioni per la salute dell'UE, sono previsti prima della sua conclusione, nel 2020.