Il dato emerge dal “Green Book 2014” di Federambiente, curato da Utilitatis, che ha analizzato i Piani economico-finanziari di Comuni, rappresentativi dell'intera realtà italiana, in cui vivono circa 15 milioni di abitanti. Inoltre, il costo medio al kg di rifiuti prodotti è di 42,25 centesimi di euro e di 212,11 euro per abitante.

green book

Nel corso di un Convegno organizzato in concomitanza con la 59a Assemblea di Federambiente, che ha eletto all’unanimità Filippo Brandolini come nuovo Presidente della Federazione al posto di Daniele Fortini che l’ha presieduta per tre mandati, è stato presentato la settimana scorsa il “Green Book 2014 - Aspetti economici della gestione dei rifiuti urbani in Italia”, curato da Utilitatis pro acqua energia ambiente.
Scopo della pubblicazione è di fornire alle imprese, agli enti locali, ai decisori politici nazionali, al mondo della ricerca uno strumento di conoscenza preciso, affidabile e aggiornato delle dimensioni, dell’evoluzione e delle prospettive del sistema industriale della gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani in Italia, proponendo una panoramica degli aspetti organizzativi ed economici della gestione del ciclo dei rifiuti urbani in Italia con approfondimenti sulle principali grandezze tecniche ed economiche del settore, che permettono di comprenderne la dimensione, le caratteristiche e le tendenze evolutive.

Gli approfondimenti contenuti nel Green Book, basati sull’analisi di norme e dati provenienti da diverse fonti (legislazione comunitaria, nazionale, regionale e altri provvedimenti normativi, certificati consuntivi dei conti di bilancio dei Comuni, Rapporto rifiuti ISPRA, bilanci consuntivi di aziende e bandi di gara), sono centrati in particolare sui Piani economico-finanziari di un campione rappresentativo di Comuni (sia per area geografica sia per popolazione dell'intera realtà italiana), in cui vivono circa 15 milioni di abitanti, e sull'analisi delle 581 gare che sono state bandite in tutto il Paese negli ultimi due anni.
Negli ultimi anni, vi si legge, 2 fattori hanno fortemente influenzato lo stato e le prospettive del settore della gestione del ciclo integrato dei rifiuti urbani:
- da un lato la strategia comunitaria tesa a minimizzare l’impatto ambientale attraverso la valorizzazione dei rifiuti come potenziale risorsa economica;
- dall’altro la complessità e, soprattutto, l’instabilità del quadro normativo nazionale che ha reso estremamente problematico il perseguimento di strategie di sviluppo industriale del settore.

Complesso e articolato è anche il quadro degli assetti normativi locali sulla regolazione: le differenti e talvolta contrastanti norme in vigore nelle diverse Regioni hanno determinato a livello locale scelte applicative e gestionali tra loro spesso differenti, a partire dalla definizione e dal dimensionamento degli Ambiti territoriali ottimali (ATO), ma anche nell'attribuzione di ruoli e competenze, nell'organizzazione del servizio e nella scelta delle modalità d’affidamento.
L’organizzazione e la gestione del servizio d’igiene urbana variano in base a fattori come numero e densità della popolazione, grado di urbanizzazione, distribuzione delle attività economiche e industriali, distribuzione degli enti locali.
Dall’analisi di tali fattori si ricava che nel 2012, nonostante un andamento marcatamente negativo del ciclo economico italiano, caratterizzato dalla caduta del reddito e della domanda interna e dall’arretramento di tutti i parametri economici, il settore dell’igiene ambientale ha tenuto le posizioni, mantenendo i livelli d’occupazione, conservando e sviluppando il patrimonio netto e degli assets del settore e anzi aumentando il valore della produzione e incrementando i risultati della gestione.
Escluse le attività di riciclo e valorizzazione dei rifiuti, il settore dell’igiene urbana ha registrato il valore complessivo di 9,43 miliardi di euro, pari al 3,6% del valore aggiunto dell’intero comparto industriale e allo 0,6% del PIL nazionale, dando lavoro a 68.356 addetti, tra monoutility e multiutilities.

L’analisi effettuata dei Piani Economici Finanziari (PEF) dei Comuni, ha permesso di stimare per il 2013, l’anno della TARES che ha sostituito la vecchia tassa sui rifiuti (TARSU) e la più recente tariffa TIA, ma che è stata alfine abrogata e sostituita dalla TARI, che per il servizio di gestione dei rifiuti si è avuto un costo medio di 212,11 euro per abitante: al Nord si sono spesi circa 184 euro; al Centro 257; al Sud 2011.

pef igiene urbana

Inoltre, a conclusione dell'analisi condotta sulle tariffe è stato possibile stimare anche la spesa media annua di alcune tipologie di utenze domestiche: una famiglia-tipo composta da 3 persone che vivono in un appartamento di 80 m2 nel 2013 ha pagato mediamente 246 euro per il servizio di gestione dei rifiuti, mentre una costituita da un solo componente ha speso 125 euro.
Per quanto attiene il costo per kg di rifiuti prodotti si va da 36,98 cent/kg del Nord, a 44,57 del Centro, a 45,71 del Sud, per un costo medio al kg di rifiuti prodotti di 42,25 cent/kg.

Di grande interesse è la parte dello Studio dedicato all’analisi effettuata sui 581 bandi di gara per l’aggiudicazione del servizio pubblicati tra gennaio 2012 e dicembre 2013. Il maggior numero di gare è stato indetto al Sud, seguito dal Nord-Ovest. Il numero di Comuni coinvolti è invece più alto nel Nord-Ovest. Il 70% delle gare è indetto da singoli Comuni, mentre il 30% è indetto da unioni di Comuni o da Comunità montane, Province, Consorzi di bacino, Ambiti territoriali ottimali. Il 67% delle gare analizzate riguarda il servizio di raccolta, trasporto e spazzamento, mentre il 33% è relativo al ciclo integrato dei rifiuti.
La quasi totalità delle gare adotta la procedura aperta (98%) con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa (93%). In fase di aggiudicazione, all’offerta tecnica viene assegnato in media un peso del 65%, mentre il 35% del peso va all’offerta economica, metodo che offrirebbe, secondo il Green Book e a differenza di quello del massimo ribasso, consistenti garanzie di serietà e si porrebbe come un argine a difesa della legalità.