Un ampio Studio condotto dalle Accademie Nazionali delle Scienze statunitensi, pur riconoscendo le difficoltà intrinseche di rilevare gli effetti a lungo termine sulla salute umana e sull’ambiente, non ha trovato nell’analisi dell’attuale produzione di letteratura scientifica prove di rischi tra le colture geneticamente modificate e quelle di tipo tradizionale, né un rapporto di causa-effetto relativo ai problemi ambientali correlati agli OGM. Tuttavia, l’evoluzione della resistenza alle caratteristiche delle attuali colture GM, compresa quella a insetti ed infestanti, sta diventando un importante problema agricolo.

ogm non sono panacea sostenitori

Un Rapporto di 420 pagine rilasciato dalla National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine degli Stati Uniti, redatto da un Comitato di 20 esperti, proveniente da Università e Istituti di ricerca, che hanno esaminato quasi 900 studi pubblicati dal 1980 ad oggi, ascoltato 80 relatori in 3 incontri pubblici e 15 pubblici webinar, letto oltre 700 commenti di membri del pubblico, pur riconoscendo la difficoltà intrinseca di rilevare effetti sottili o a lungo termine sulla salute umana o sull'ambiente, afferma di non aver trovato alcuna prova di una differenza dei rischi per la salute umana tra le colture OGM, attualmente disponibili in commercio e quelle coltivate in modo convenzionale, né ha trovato un’evidenza conclusiva causa-effetto di problemi ambientali, tuttavia l’evoluzione della resistenza alle caratteristiche delle attuali colture OGM, compresa quella di insetti ed infestanti, sta diventando “un importante problema agricolo”.

Secondo il Rapporto “Genetically Engineered Crops: Experiences and Prospects” un processo a più livelli per regolare le nuove varietà colturali dovrebbe concentrarsi sulle caratteristiche di una pianta piuttosto che sul procedimento attraverso il quale è stato sviluppato. Le nuove varietà vegetali che sono destinate ad avere intenzionalmente o meno caratteristiche innovative che possono presentare potenziali rischi dovrebbero essere sottoposte a test di sicurezza, indipendentemente dal fatto che siano state sviluppate utilizzando l'ingegneria genetica o le tecniche tradizionali di coltivazione. Le nuove tecnologie "omiche", che aumentano notevolmente la capacità di rilevare anche piccoli cambiamenti nelle caratteristiche delle piante, saranno determinanti per rilevare i cambiamenti non intenzionali di nuove varietà colturali.

Il Comitato ha utilizzato le  prove accumulate nel corso degli ultimi due decenni per valutare gli effetti negativi presunti e i presunti benefici delle attuali colture commerciali OGM.
Dal 1980, i biologi hanno usato l'ingegneria genetica per produrre particolari caratteristiche di piante, come per aumentare la durata della frutta, il contenuto di vitamine e la resistenza alle malattie. Tuttavia, le uniche caratteristiche geneticamente ingegnerizzate che sono state diffuse commercialmente sono quelle che permettono ad una coltura di resistere all'applicazione di un erbicida o di essere tossica per insetti infestanti”.
Proprio il fatto che solo queste due caratteristiche siano state ampiamente utilizzate è una delle ragioni per cui il Comitato ha evitato le affermazioni generalizzate sui benefici e i rischi degli OGM.
Affermazioni circa gli effetti delle colture OGM esistenti spesso danno per scontato che tali effetti si applicano al processo di ingegneria genetica in generale, ma caratteristiche diverse possono avere effetti diversi, si legge nel Rapporto. Una caratteristica geneticamente modificata che altera il contenuto nutrizionale di una coltura, per esempio, è improbabile che abbia gli stessi effetti ambientali o economici come quella per la resistenza agli erbicidi.

Nel rilasciare la sua relazione, il Comitato ha lanciato un sito web su cui si possono leggere le osservazioni ricevute su alcune parti del Rapporto e di comprendere anche le ragioni che stanno dietro le sue principali conclusioni e raccomandazioni.
Il Comitato - ha dichiarato il suo Presidente e Professore emerito di Entomologia e co-Direttore del Genetic Engineering and Society Center alla North Carolina State University, Fred Gould - si è concentrato con attenzione sulle osservazioni esposte e sulle risposte ponderate da dare al pubblico che  nutre preoccupazioni circa le colture e gli alimenti OGM, come pure a coloro che ne sostengono i grandi benefici”.

Di seguito riportiamo le principali conclusioni.
Effetti sulla salute umana
Il Comitato ha cercato con cura in tutti gli studi di ricerca disponibili prove convincenti di effetti negativi sulla salute direttamente attribuibili al consumo di alimenti derivati da colture OGM, senza trovarne. Gli studi sugli animali e la ricerca sulla composizione chimica degli alimenti GM attualmente sul mercato non rivelano differenze che potrebbero implicare un rischio maggiore per la salute e la sicurezza delle persone che li mangiano rispetto alle loro controparti non-GM. Anche se studi epidemiologici a lungo termine non hanno affrontato direttamente il consumo alimentare di OGM, i dati epidemiologici disponibili non mostrano associazioni tra qualsiasi malattia o condizioni croniche e il consumo di alimenti GM.
Vi è qualche evidenza, invece, che le colture GM resistenti agli insetti hanno avuto benefici per la salute umana, riducendo le intossicazioni da insetticida. Inoltre, sono in fase di sviluppo diverse colture GM progettate a beneficio della salute umana, come il riso con maggiore contenuto di beta-carotene per aiutare a prevenire la cecità e la morte causata da carenze di vitamina A in alcuni Paesi in via di sviluppo.

Effetti sull'ambiente
L'uso di colture resistenti agli insetti o resistenti agli erbicidi non ha ridotto la diversità complessiva nelle piantagioni e la vita degli insetti nelle aziende agricole e le colture resistenti agli insetti talvolta hanno determinato una loro maggiore diversità. Mentre si sono verificati esempi di flusso genico, ovvero il trasferimento di geni da una coltura GM a una specie parentale selvatica, che hanno dimostrato conseguenze ambientali. Nel complesso, il Comitato non  ha trovato alcuna prova conclusiva di relazioni di causa-effetto tra colture GM e problemi ambientali. Tuttavia, attesa la natura complessa di valutare i cambiamenti ambientali a lungo termine, spesso ha reso difficile raggiungere conclusioni definitive.

Effetti sulla agricoltura
Le prove disponibili indicano che colture di soia, cotone e mais GM hanno in genere avuto risultati economici favorevoli per i produttori che hanno adottato queste colture, ma i risultati sono stati variabili a seconda dell’abbondanza di parassiti, pratiche agricole e infrastrutture agricole. Anche se le colture GM hanno fornito benefici economici a molti piccoli agricoltori nei primi anni di adozione, i guadagni duraturi e diffusi dipenderanno dal fatto che tali agricoltori ricevano sostegno istituzionale, come l'accesso al credito, la disponibilità di fertilizzanti a prezzi accessibili, ai servizi di divulgazione e all’accesso dei raccolti ai mercati locali e globali redditizi.

L'evidenza mostra che i luoghi in cui le colture resistenti agli insetti sono state piantate, ma non sono state seguite le strategie di gestione della resistenza, sono stati danneggiati e i livelli di resistenza di alcuni insetti bersaglio si sono evoluti. Per utilizzare in modo sostenibile le colture GM è necessaria una regolamentazione e degli incentivi in modo che gli approcci alla gestione integrata dei parassiti diventino economicamente fattibili.
Il Comitato ha anche scoperto che in molte città alcune erbe infestanti hanno evoluto la resistenza al glifosato, l'erbicida progettato per essere resistente alla maggior parte delle colture GM. Il Rapporto sottolinea che l’evoluzione della resistenza nelle erbe infestanti potrebbe essere ritardata tramite l’adozione di approcci di gestione integrata degli infestanti, raccomandando ulteriori ricerche per determinare migliori approcci per la gestione della resistenza delle infestanti.

Resistenza agli insetti
Le perdite dei raccolti a causa dei parassiti delle piante nelle colture GM sono diminuiti. Tuttavia, il Comitato ha esaminato i dati complessivi delle rese di soia, cotone e mais negli Stati Uniti nei decenni precedenti all'introduzione delle colture GM e dopo la loro introduzione, constatando che non vi era alcuna prova che le colture GM abbiano aumentato i tassi di rendimento. È possibile che le emergenti tecnologie emergenti di ingegneria genetica accelereranno il tasso di aumento della resa, ma questo non è certo, tanto che il Comitato ha raccomandato di finanziare approcci diversi per aumentare e stabilizzare la resa delle colture.

La regolamentazione dovrebbe concentrarsi sulle nuove caratteristiche e sui pericoli
Tutte le tecnologie per migliorare la genetica delle piante, sia GM che convenzionali, possono cambiare gli alimenti in modi che potrebbero provocare problemi di sicurezza, avverte il Rapporto. È il prodotto e non il processo che dovrebbe essere regolato, aspetto questo che era stato sollecitato in altri precedenti rapporti delle Accademie.
Nel determinare se una nuova varietà vegetale debba essere oggetto di prove di sicurezza, le autorità di regolamentazione dovrebbero concentrarsi sulla misura in cui le nuove  caratteristiche della varietà vegetale (sia intenzionali che non) possono rappresentare un rischio per la salute umana o per l'ambiente, considerando l’incertezza in merito alla gravità del danno potenziale e il potenziale di esposizione umana , indipendentemente dal fatto che la pianta sia stata sviluppata utilizzando processi di ingegneria genetica o coltivata in modo convenzionale. Le tecnologie “omiche” saranno fondamentali per consentire questi approcci normativi.

L'attuale politica degli Stati Uniti sulle nuove varietà di piante è, in teoria, una politica di “prodotto”, ma il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) e l’Agenzia Federale per la Protezione Ambientale (EPA) determinano quali colture regolamentare basandosi, almeno in parte, sul processo con cui vengono sviluppate. Tuttavia, un approccio basato sui processi sta diventando sempre meno tecnicamente difendibile, dal momento che i vecchi approcci dell’ingegneria genetica diventano sempre meno presentabili come processi emergenti - come la modifica del genoma e la biologia sintetica - e non riescono a soddisfare le attuali categorie regolamentari dell’ingegneria genetica.

La distinzione tra coltivazione tradizionale e ingegneria genetica è sempre meno evidente, afferma il Rapporto che esamina anche le tecnologie emergenti, come quelle di modificazione del menoma, come ad esempio, il CRISPR/Cas9, che possono essere utilizzate ora per fare un cambiamento genetico sostituendo un singolo nucleotide in un gene specifico; la stessa modifica può essere effettuata con un metodo che utilizza radiazioni o sostanze chimiche per indurre mutazioni e, quindi, utilizzare lo screening genomico per identificare le piante con la mutazione desiderata - un approccio che è considerato una selezione convenzionale dalla maggior parte dei sistemi di regolamentazione nazionali. Alcune tecnologie di ingegneria genetica emergenti hanno il potenziale per creare nuove varietà vegetali che sono difficili da distinguere geneticamente dalle piante prodotte attraverso la coltivazione o processi convenzionali che si verificano in natura. Una varietà vegetale che viene convenzionalmente coltivata per essere resistente ad un erbicida e una che è geneticamente modificata per resistere allo stesso erbicida possano essere associate a benefici e rischi simili.

Le autorità di regolamentazione, osserva il Comitato, dovrebbero essere proattive nel comunicare le informazioni al pubblico su come tecnologie emergenti di ingegneria genetica o i loro prodotti possono essere regolati e come possono essere utilizzati i nuovi metodi di regolamentazione. Esse dovrebbero anche cercare attivamente degli input da parte del pubblico su questi temi. Non tutti i problemi possono essere risolti dalla scienza da sola. La politica in materia di colture geneticamente modificate ha dimensioni scientifiche, legali e sociali. Ad esempio, sulla base della revisione delle evidenze sugli effetti sulla salute, il Comitato non crede che l'etichettatura obbligatoria degli alimenti con contenuto di OGM sia  è giustificata per proteggere la salute pubblica, ma ha osservato che la questione comporta scelte sociali ed economiche  che vanno al di là delle valutazioni tecniche di salute o della sicurezza ambientale; in ultima analisi, si tratta di scelte di valori a cui le valutazioni tecniche da sole non possono rispondere.

Come era prevedibile, stante la polarizzazione del dibattito sugli OGM nell’opinione pubblica, il Rapporto sta suscitando reazioni contrapposte. Le parti pro e contro vi trovano elementi a favore delle proprie tesi, ma vi rinvengono anche indicazioni che vanno in direzione opposta a quanto da loro sostenuto. In particolare, i fautori degli OGM potrebbero essere messi in difficoltà di fronte alla considerazione che non ci sono i benefici sull’aumento della produzione alimentare così tanto celebrati, mentre i detrattori non vi riscontrerebbero quei gravi rischi per la salute umana e per l’ambiente, così diffusamente sollevati.
Finirà che il Rapporto, nel tentativo di essere “scientificamente” neutrale, non piacerà ad alcuno dei portatori di interesse e la sua conclusione sulla “necessità di fare maggiori ricerche”, non servirà probabilmente ad abbassare i toni della polemica.