OCSE bacchetta il sistema scolastico italiano

OCSE bacchetta il sistema scolastico italiano

Produce scarsi risultati nonostante l’elevata spesa e dovrebbe fare di più per offrire migliori opportunità di formazione alle persone scarsamente qualificate”.

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Durante lo svolgimento del G20 di Mosca (14-16 febbraio 2013), l’Organizzazione per la Coooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) che raggruppa i 34 Paesi ad economia di mercato più sviluppati, ha presentato “Going for Growth” (Obiettivo Crescita), edizione 2013.
Si tratta del biennale Rapporto che passa in rassegna i progressi compiuti rispetto alle precedenti raccomandazioni e individua nuove priorità per il breve termine, esaminando altresì il potenziale impatto delle raccomandazioni contenute su obiettivi dell’azione pubblica diversi dalla crescita del PIL.

“Tuttavia, la crescita deve costituire il mezzo per raggiungere un fine che è quello di una vita migliore per tutti i cittadini - ha ammonito il Segretario generale dell’OCSE José Angel Gurría, alla presentazione del Rapporto - Se ci si concentra esclusivamente sulla crescita c’è il rischio che le raccomandazioni possano provocare danni ambientali ed aumentare le disuguaglianze di reddito […] Per fare un esempio, spostare il carico fiscale dal lavoro ai consumi è un bene per la crescita, ma non per l’equità. Questi compromessi politici debbono essere tenuti in debito conto quando si progettano pacchetti di politiche per la crescita [il grassetto è nel testo del discorso pronunciato da Gurría] affinché le conseguenze indesiderate possano essere identificate, misurate e gestite”.

OCSE 

“Nella foto in alto: Mosca, 15 febbraio 2013. Il Segretario generale OCSE José Angel Gurría (sinistra) e il Ministro russo delle Finanze Anton Siluanov, durante la presentazione del Rapporto “Going for Growth 2013”.

Il Segretario generale ha divulgato, di fatto, quanto contenuto nel Rapporto dove si afferma che le riforme che stimolano l’attività economica sono generalmente anche quelle che esercitano maggiori pressioni sulle risorse ambientali, per esempio con l’aumento delle emissioni di gas a effetto serra, la produzione di rifiuti o l’estrazione dell’acqua. Cionondimeno, alcune di tali raccomandazioni avranno anche l’effetto di rendere in prospettiva la crescita del PIL più sostenibile, aumentando i costi di produzione di attività dannose per l’ambiente.
Questo é il caso delle raccomandazioni che suggeriscono di trasferire l’onere delle tasse dal lavoro verso le emissioni di sostanze inquinanti. Inoltre, le riforme che promuovono una maggiore concorrenza nei mercati dei beni e dei servizi e facilitano la riallocazione delle risorse, rafforzeranno l’efficacia degli strumenti di politica ambientale basati sul mercato, aumentando la reattività ai segnali di prezzo.

Nel 3° Capitolo del Rapporto sono riepilogate 5 cinque priorità di intervento per ciascun Paese membro (le cosiddette Country Notes) basate in ampia misura su un insieme completo di indicatori quantitativi che consentano raffronti internazionali.

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Di seguito riportiamo sinteticamente le priorità indicate dall’OCSE all’Italia per riprendere la strada della crescita.

- Miglioramento dell’efficienza del sistema tributario: “Il cuneo fiscale sui lavoratori a basso reddito è elevato, il codice fiscale è estremamente complicato ed è alta l’evasione”; “ridurre le distorsioni e gli incentivi all’evasione diminuendo le alte aliquote fiscali nominali ed eliminando le spese fiscali”; “tassare una più ampia gamma di esternalità ambientali e riaffermare la volontà di evitare i condoni fiscali”; “quando la situazione fiscale lo permetta, ridurre la tassazione diretta sul lavoro”.

- Riduzione delle barriere alla concorrenza: “Assicurare l’implementazione dim leggi in merito a tutti i livelli di governo, aumentando le privatizzazioni ed eliminando i legnami di proprietà tra governi locali e fornitori di servizi”.

- Riequilibrio della tutela del lavoro: “Spostare la protezione dal posto di lavoro al reddito del lavoratore, rendendo più flessibili le assunzioni e i licenziamenti, accorciando i tempi delle cause di lavoro e realizzando, contemporaneamente, la rete universale di protezione sociale”.

- Aumento delle politiche attive del mercato del lavoro: “Espanderle, concentrando le risorse su misure che funzionino al meglio nel contesto italiano: qualche sperimentazione con monitoraggi e verifiche potrebbe aiutare ad individuarle. Introdurre co-finanziamenti tra l’INPS e governi locali responsabili della formazione per gli incentivi a programmi di apprendistato”.

- Miglioramento dell’equità ed efficienza del sistema scolastico: “l’attuale sistema produce scarsi risultati, nonostante l’elevato livello di spesa e dovrebbe fare di più per offrire migliori opportunità di formazione alle persone scarsamente qualificate”; “Incoraggiare il miglioramento della valutazione a livello di scuola secondaria con una prospettiva di convincere gli insegnanti dei relativi benefici. Espandere ulteriormente le aspirazioni all’istruzione post-secondaria. Aumentare le tasse universitarie e introdurre un sistema di prestiti per studenti con rimborso condizionato al reddito”.


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