Gli oceani trattengono la CO2 emessa dall’uomo

Gli oceani trattengono la CO2 emessa dall’uomo

Un team internazionale guidato da un italiano ha mostrato per la prima volta come le correnti oceaniche riescano a immagazzinare l'anidride carbonica e ad influire sul clima globale.

Tutti sanno che gli oceani influenzano il clima, ma mai come ora se ne riesce a comprendere la portata. Secondo una ricerca di un gruppo internazionale di scienziati pubblicata sul Scientific Reports, dal titolo The formation of the ocean's anthropogenic carbon reservoir e guidata da Daniele Iudicone, della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, i movimenti delle correnti oceaniche riescono ad immagazzinare parte dell'anidride carbonica prodotta dall'uomo, spostandola in fondo al mare. Questo fa sì che gli oceani influiscano considerevolmente sul clima, riuscendo a limitare i danni provocati dall'anidride carbonica e dal conseguente effetto serra.

La ricerca parte da una considerazione molto semplice riguardante il normale fenomeno delle correnti marine: la circolazione termoalina. Questa è causata dalla variazione di densità delle masse di acqua, dovuta ad un cambiamento della loro temperatura e della salinità.

Infatti, l'acqua calda tende a salire, mentre quella fredda a scendere andando in profondità ed è proprio lì che viene intrappolata l'anidride carbonica. Niente di tutto questo era stato prima di oggi articolato in una ricerca, cioè collegare i processi termodinamici al meccanismo dell'assorbimento di anidride carbonica da parte dell'oceano.

Lo Studio parte dalla considerazione che circa un terzo di tutta l'anidride carbonica rilasciata viene presa dalla massa oceanica.

Per riuscire a comprendere meglio come queste masse d'acqua riescano a trattenere la CO2 antropica, la ricerca parte inizialmente dalla spiegazione del meccanismo di formazione di questo particolare "serbatoio".

Un ruolo importante viene giocato nelle regioni tropicali. Infatti sono le acque superficiali di queste zone ad accumulare anidride carbonica.

Le correnti oceaniche studiate si spostano dalle zone tropicali a quelle polari, quindi questo meccanismo comprende non solo le acque tropicali e polari, ma anche le acque subtropicali. Quando sono in transito, le acque superficiali diventano sempre più dense, quindi più pesanti, portando ad una perdita di calore. Infine, attraverso una serie di simulazioni computerizzate, si è dimostrato che la CO2 antropica viene esportata dalla massa di acqua più leggera agli strati più densi così, l'anidride carbonica raccolta in superficie nelle zone tropicali scende insieme con le acque fredde.

Daniele Iudicone spiega questo ultimo passaggio paragonando le correnti marine a nastri trasportatori: con il movimento dovuto alle correnti oceaniche, in orizzontale e in verticale, avviene una perdita di calore, causando uno scambio di gas nell'acqua, per cui la CO2 antropica scende all'interno della massa oceanica, arrivando anche a 1000 metri di profondità. Purtroppo, però, solo il 20% dell'anidride carbonica "catturata" inizialmente viene ridistribuita all'interno della massa oceanica attraverso le correnti marine.

In seguito, le correnti fanno sì che queste masse di acqua ritornino indietro, facendo il percorso inverso: dalle zone polari a quelle tropicali.

La CO2, secondo i dati, può rimanere "intrappolata" nell'oceano per brevi periodi, per poi tornare in superficie e andare in atmosfera, o per lunghi periodi, influenzando significativamente il clima terrestre. Quando anche questa ritornerà in superficie, verrà liberata nell'atmosfera, avendo però limitato l'impatto delle emissioni dei gas.

Questo Studio dimostra, in generale, anche un approccio diverso rispetto a quelli comuni, infatti si fornisce un quadro per collegare la termodinamica oceanica con i cicli biogeochimici degli oceani. Inoltre, si mostrano le conseguenze dell'impatto delle correnti marine non solo sul clima, ma anche sull'acidificazione dei mari.

In media ogni anno, le emissioni di carbonio rilasciate nell'atmosfera, tra il 2005 e il 2014, sono quasi 10 miliardi di tonnellate, ma ne sono effettivamente arrivate in atmosfera 4,4 miliardi di tonnellate all'anno, mentre 2,6 miliardi di tonnellate sono state assorbite dagli oceani. Questo dimostra che le correnti marine hanno modificato, e continueranno a modificare, il clima terrestre.

Il ruolo svolto dagli oceani è estremamente importante per l'equilibrio degli ecosistemi, ma i mutamenti climatici hanno conseguenze significative anche sull'ambiente marino.

Questo Studio servirà sia per comprendere maggiormente il ruolo delle correnti oceaniche e degli oceani in generale, che per essere un punto di partenza per ulteriori studi sui futuri impatti climatici dovuti alla CO2 prodotta dalle attività umane, cercando così di prevederli.

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