Il Rapporto della Società di certificazione DNV GL, presentato a margine della 71ma Assemblea dell’ONU, ha evidenziato che di questo passo in nessuna regione del mondo gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile al 2030 saranno completamente raggiunti e il tenore di carbonio in atmosfera sarà pericolosamente sopra i valori limite, incrementando in questo modo gli effetti negativi dei cambiamenti climatici.
Per aumentare la probabilità di raggiungere tutti gli OSS che sono collegati strettamente tra di loro, il Rapporto sottolinea la necessità di un impegno straordinario degli Stati, ma soprattutto delle imprese che hanno un ruolo chiave al riguardo.

obiettivi sviluppo sostenibile

Nel corso del “UN Global Compact Forum”, Forum del “Patto Globale” che unisce Imprese, Agenzie dell’ONU, Organizzazioni sindacali e Società civile per l'adozione di politiche sostenibili e socialmente responsabili, che si è svolto a New York a margine  della 71ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite, e che quest’anno ha avuto per focus “il ruolo delle imprese nel promuovere uno sviluppo sostenibile ed evitare l’instabilità globale”,  DNV GL, società di certificazione leader mondiale, ha presentato il Rapporto “The Future of Spaceship Earth”, da cui emerge che di questo passo in nessuna regione del mondo saranno raggiunti completamente i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.    

Gli esperti di DNV GL, hanno messo a punto un modello predittivo per definire gli sviluppi del nostro Pianeta nei prossimi decenni, facendo riferimento ad alcuni dei modelli più innovativi esistenti (modello 2052 del futurista Jørgen Randers; modello DICE (Dynamic Integrated Climate-Economy) del Professor Bill Nordhaus della Yale University; e modello Threshold21 (T21) del Millenium Institute di Washington DC).

In particolare, il Rapporto si interroga sulla possibilità di raggiungere gli OSS, approvati nel settembre 2015, in assenza di interventi straordinari. 

L’esito non è rincuorante, perché, come accennato, in nessuna regione gli obiettivi verranno completamente raggiunti.

schema likelihood
cartina 5 regioni


Come è possibile rilevare dalla tabella, gli obiettivi di sviluppo “umano” legati a cibo, salute e acqua/potabilizzazione ottengono in linea generale dei punteggi più elevati (è probabile che vengano conseguiti), mentre gli obiettivi riguardanti stabilità climatica, uguaglianza e consumi sostenibili ottengono valori inferiori.
La valutazione di DNV GL evidenzia, inoltre, notevoli differenze tra le diverse regioni del mondo.
Nel mondo “ricco” (Paesi OCSE, USA compresi) la maggior parte degli obiettivi verrà conseguita, anche se rimarranno situazioni critiche in termini di consumi eccessivi e cambiamenti climatici. La Cina assomiglierà sempre più ai Paesi OCSE, raggiungendo la metà del reddito medio pro capite del mondo sviluppato nel 2030 e conseguendo numerosi OSS. Le maggiori economie emergenti, come Brasile, India e Sud Africa (i cosiddetti “BRISE”), e in maniera maggiore il resto del mondo (“ROW” rest of the world) non riusciranno a conseguire la maggior parte degli obiettivi, ma compiranno comunque progressi significativi in molte aree.

L’analisi di DNV GL sottolinea che se l’umanità decidesse di adottare misure straordinarie gli obiettivi raggiungibili sarebbero molti di più. I 17 obiettivi sono strettamente collegati tra loro e spesso conseguirne uno, implica il raggiungimento di altri, e contribuisce alla conquista di altri ancora.
Dal punto di vista dei risultati, le due sfide principali sono rappresentate dalle diseguaglianze e dai cambiamenti climatici (OSS 10 e 13), entrambe con “punteggi in rosso” in tutte e le 5 regioni.

Secondo l’analisi di DNV GL, l’incremento della quota di energie rinnovabili nel mix energetico è il fattore più importante per ridurre le emissioni di CO2 e l’unica misura realistica che possa limitare il riscaldamento globale a meno di 2 °C sopra i livelli preindustriali. Lo sviluppo nel settore delle energie rinnovabili è già significativo, ma è necessario un impegno straordinario per raggiungere il relativo OSS, altrimenti il tenore di carbonio in atmosfera sarà pericolosamente sopra i valori limite, incrementando in questo modo gli effetti negativi dei cambiamenti climatici.

Per quanto riguarda la redistribuzione, ovvero “prendere ai ricchi per dare ai poveri”, il Rapporto  si limita ad osservare che sarebbe l’ovvia soluzione del problema della disuguaglianza, ma “tanto è semplice in teoria, quanto è estremamente difficile in pratica”.

Per aumentare la probabilità di raggiungere tutti gli OSS, secondo il Rapporto, è necessario prestare particolare attenzione ai seguenti aspetti:
- Azione: assicurare azioni immediate, è urgente agire da subito per raggiungere gli OSS.
- Governance: una governance forte che preveda tassazione efficace, incentivi positivi e normative intelligenti sarà fondamentale per progredire rapidamente verso gli SDG.
- Aziende: la leadership aziendale deve supportare il ruolo primario delle aziende di “problem solver efficaci” per la società; bisogna fare sì che le aziende contribuiscano attivamente a risolvere i problemi della società.
- Emissioni: attuare rapide riduzioni delle emissioni e favorire la difesa del clima, assicurare finanziamenti e fare sì che normative intelligenti stimolino l’introduzione e la diffusione delle tecnologie.
- Soluzioni: imparare dai progetti pilota, condividere le best practice e diffondere nuove soluzioni sostenibili a livello regionale, nazionale e locale.

Lo studio va anche oltre il 2030 e traccia anche un quadro del mondo al 2050:
- saremo 8,5 miliardi di persone e il PIL mondiale raddoppierà, nonostante un marcato rallentamento - quasi uno stop - nelle aree più sviluppate;
- dopo una crescita considerevole per i prossimi 15 anni, i consumi energetici si stabilizzeranno: per metà potremo contare su energie rinnovabili,  mentre per l’altra metà dipenderemo ancora dai combustibili fossili, portando a un aumento di circa 1,8 °C della temperatura terrestre intorno al 2050, per poi aumentare di 2,5 °C nei decenni immediatamente successivi;
- dal punto ambientale si andrà incontro a un quadro di deterioramento, che progredirà a ritmi meno rapidi, ma con uno sfruttamento delle risorse che continuerà ad andare ben al di là delle capacità del globo.

Tuttavia, secondo DNV GL, c’è ancora tempo per reimpostare il tragitto dell’ “Astronave Terra”.
Il settore privato ha un ruolo chiave da svolgere, rappresentando il 60% del PIL mondiale - si legge nel Rapporto - Il mondo del business può essere la chiave di volta: le società per azioni possono scegliere di amplificare il cambiamento - in meglio o in peggio”.
In accordo con UN Global Compact, il Rapporto monitora, poi, il contributo che ognuna di 17 grandi imprese a livello mondiali, aderenti al Patto, come peraltro DNV GL, stanno offrendo per il conseguimento di uno specifico OSS, attraverso innovazioni, partnership e modelli di business: Tata (India), Danone (Francia), HiTechnologies (Brasile), ARM Gran Bretagna), Symantec (USA), Grundfos (Danimarca), SolarWorld (Germania), NYK (Giappone), Hydro (Norvegia), Safaricom (Kenia), Siemens (Gran Bretagna - Germania), Marks & Spencer (Gran Bretagna), Iberdrola (Spagna), Cermaq (Norvegia, APP (Indonesia), Calvert Investments (USA) e Unilever (Gran Bretagna - Paesi Bassi)..
Per queste aziende gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono diventati un’opportunità per rimodellare il proprio modo di far affari, recuperando in termini economici, dal taglio delle inefficienze e sprechi allo sviluppo di nuovi prodotti innovativi e sostenibili, oltre a guadagnare in termini di percezione e immagine, con i consumatori sempre più disponibili a premiare le aziende più virtuose.
Per lo più, le imprese hanno la tecnologia, le persone e i processi per migliorare il mondo - ha affermato il Presidente ed Amministratore delegato di DNV GL, Remi Eriksen - La sfida, quindi, non è essere più intelligenti, ma adottare le soluzioni proposte”.