ENEA e ISPRA: le misure in atto non consentono di raggiungere gli obiettivi climatici nazionali al 2030

ENEA e ISPRA:  le misure in atto non consentono di raggiungere  gli obiettivi climatici nazionali al 2030

Il Rapporto "Parigi e oltre" presentato dall'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile e dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, in collaborazione MATTM, indicando che le politiche in atto consentono di ridurre le emissioni di gas serra solo del 21% rispetto all'obiettivi fissato per l'Italia al 2030 del 33%, individua i 3 principali settori su cui intervenire.

Una delle sessioni tematiche degli Stati Generali della Green Economy, svoltesi nel pomeriggio dell'8 novembre 2016 nell'ambito di ECOMONDO, la Fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile, in svolgimento fino all'11 novembre 2016 a Rimini Fiera, in contemporanea a Key Energy, Cooperambiente, H2R e Città Sostenibile, ha avuto per tema "Proposte per una nuova Strategia energetica nazionale al 2030 dopo l'Accordo di Parigi sul clima, svolto con la collaborazione dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA).

Ad introduzione dell'evento sono state presentate le "Proposte per una nuova Strategia Energetica Nazionale sostenibile al 2030 per l'Italia", elaborate dal Gruppo di lavoro "Politiche climatiche ed energetiche in Italia ed Europa dopo Parigi"in seno al Consiglio Nazionale della Green Economy, a cui rinviamo per gli aspetti di "policy" connessi.

Per integrazione quelle proposte con degli aspetti anche più squisitamente "tecnici" (ma non solo) del tema, con l'occasione diamo risalto al corposo Rapporto "Parigi e oltre. Gli impegni nazionali sul cambiamento climatico al 2030" che la stessa ENEA, assieme all'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) aveva presentato nei giorni precedenti, anche al fine di delineare possibili proposte in relazione agli impegni presi in occasione della COP21 di Parigi e in vista della Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici di Marrakech (COP22) (link: http://www.regionieambiente.it/it/articoli/conferenza-sul-clima-marrakesh-2016) che dovrà tradurre in misure concrete quell'Accordo.

Obiettivo principale delRapporto è di contribuire ad un progetto strategico che permetta all'Italia di essere in prima fila di fronte alla sfida globale del cambiamento che sarà rapido e profondo.
"Il valore di questa ricerca - scrive nella Prefazione il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti - sta nell'aver messo assieme analisi e proposte, oltre che nei comparti delle industrie "energivore", anche in campi come i consumi domestici, i trasporti e i rifiuti. Settori che 'producono' circa due terzi delle emissioni climalteranti e le cui performance dipendono in misura significativa dai comportamenti individuali e, quindi, da quella cultura ambientale diffusa che rappresenta la più importante matrice di un mutamento duraturo dell'organizzazione della società in chiave 'sostenibile' ".

Dopo aver illustrato gli aspetti scientifici dei cambiamenti climatici e le decisioni assunte al livello internazionale, la pubblicazione passa in rassegna le politiche messe a punto al livello europeo e nazionale per raggiungere gli obiettivi fissati al 2020 e al 2030.
Gli impegni climatici nazionali, riguardanti i settori cosiddetti non coperti dall'EU ETS, il sistema di scambio di quote di emissione dell'Unione europea, (trasporti escluso aviazione, civile, agricoltura, rifiuti e piccola industria), prevedono che l'Italia riduca del 33% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 2005, ma secondo lo scenario energetico-ambientale, messo a punto da ENEA e ISPRA, confrontabile con l'analogo scenario a livello europeo ed alla valutazione degli effetti di alcuni interventi di riduzione delle emissioni, l'attuale sistema di politiche e misure in materia non permetterebbe il raggiungimento degli obiettivi climatici nazionali al 2030, consentendo di arrivare solo a una riduzione del 21%.
"L'uso di modelli e dati macroeconomici validati a livello europeo conferisce concretezza ed attualità alle valutazioni effettuate sia in tema di scenario emissivo che di impatto delle misure addizionali ipotizzate - ha dichiarato il Presidente dell'ISPRA, Bernardo De Bernardinis - In particolare sono valutate le potenzialità di riduzione di emissione conseguibili con una serie di interventi di efficientamento energetico e uso delle energie rinnovabili definiti da ENEA ed approfonditi in numerosi confronti con gli esperti tematici di entrambi gli enti di ricerca".

Nello scenario, infatti, si prende in considerazione l'attuale congelamento degli incentivi alle rinnovabili, mentre non sono contemplate le misure contenute nella Legge di Stabilità 2017 (il prolungamento dell'Ecobonus) che, spiegano gli autori dello studio, possono far avvicinare l'obiettivo, ma solo in piccola misura.

"Bisogna puntare su ricerca e innovazione, per migliorare e rendere ancora più conveniente una transizione dell'economia in chiave low carbon, rafforzando l'impegno verso le tecnologie che contribuiscono a raggiungere quest'obiettivo - ha sottolineato il Presidente dell'ENEA, Federico Testa - L'Italia ha ottenuto risultati significativi nella riduzione delle emissioni di gas serra, nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nell'efficientamento energetico del sistema produttivo. È essenziale tuttavia continuare a promuovere con decisione politiche in questa direzione e puntare su ricerca e innovazione tecnologica, anche in considerazione di un'inversione del trend, che ha visto un aumento delle emissioni nel corso del 2015".

Lo studio propone, quindi, una analisi delle possibili misure atte a facilitare conseguimento degli obiettivi prefissati, individuando 3 principali settori su cui intervenire.
- Puntare in primo luogo sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, secondo la logica della Direttiva 2010/31/CE "NZEB" ovvero di realizzazione di edifici capaci di un bilancio fra energia consumata ed energia prodotta prossimo allo zero, senza ulteriore consumo di suolo; un intervento che contribuirebbe a rilanciare un settore produttivo attualmente in forte crisi sia dal punto di vista economico che occupazionale.

- Intervenire sulla mobilità, soprattutto sulla componente pubblica urbana e sulla adozione di nuove tecnologie low-carbon per la mobilità privata, coniugando la domanda di mobilità con la riduzione delle emissioni e con il superamento della dipendenza dal petrolio.

- Individuare nuovi strumenti normativi e finanziari, innovativi e di lungo termine, per la promozione delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica.

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