Obama istituisce alle Hawaii la più grande riserva marina del mondo

Obama istituisce alle Hawaii la più grande riserva marina del mondo

Alla vigilia del Congresso Mondiale sulla Conservazione della IUNC che si apre oggi proprio alle Hawaii, il Presidente degli USA ha annunciato la decisione di quadruplicare l’estensione del “Monumento nazionale marino di Papahānaumokuākea”, istituito nel 2006 dal suo predecessore Bush e dichiarato nel 2010 dall’UNESCO “Patrimonio dell’Umanità”.

obama hawaii riserva marina

L’ “Antiquites Act”, la Legge approvata dal Congresso nel 1906, permette al Presidente degli USA di designare autonomamente qualsivoglia porzione di territorio federale come “monumento nazionale”.
Finora 13 Presidenti si sono avvalsi di questa facoltà proclamando come tali 125 siti che occupano complessivamente circa 4 milioni di Km2 di superficie.
Tra i monumenti nazionali statunitensi più estesi si è inserito prepotentemente il “Monumento nazionale marino di Papahānaumokuākea" (Papahānaumokuākea Marine National Monument), noto semplicemente come Papahānaumokuākea (il nome deriva dalla dea Papahanaumoku della mitologia che può essere tradotto letteralmente con "luogo dove nascono le isole") che si estende su un'area di circa 360.000 km² di acque oceaniche, comprendente dieci isole e atolli del nord-ovest delle Hawaii, di circa 1900 km dalle isole principali dell'arcipelago.
Istituito dal Presidente George W. Bush nel 2006, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità nel 2010 dall’UNESCO: “L'area ha un profondo significato cosmologico e tradizionale per la cultura autoctona hawaiiana, come ambiente naturale ancestrale, come incarnazione del concetto hawaiiano di appartenenza dell'uomo al mondo naturale, e come luogo dove si crede che la vita abbia inizio e vi ritorni dopo la morte. Su due delle isole, (Nihoa e Makumanamana), sono presenti siti archeologici relativi alla colonizzazione pre-europea delle isole e al loro uso. Gran parte del monumento è composta da habitat pelagici e acque profonde, con caratteristiche tipiche come lingue di terra affioranti o sommerse, estesi banchi corallini e lagune”.

cartina riserva marina


Gli ambientalisti ne avevano ripetutamente chiesto un ampliamento al fine di salvaguardare l’area da futuri sfruttamenti commerciali ed ora il Presidente Barack Obama ha annunciato il 26 agosto 2016, alla vigilia dello svolgimento proprio alle Hawaii dello IUNC World Conservation Congress (1-10 settembre 2016), la decisione di estendere il sito protetto fino a coprire una superficie di circa 1,5 milioni di Km2, rendendo Papahānaumokuākea il più grande di questi siti sulla Terra.

Questa area ospita più di 7.000 specie marine, alcune delle quali in situazioni critiche ed incluse nella Red List della IUNC come le balenottere azzurre, gli albatri codacorta, le tartarughe marine e le foche monache delle Hawaii, e alcune delle barriere coralline più a Nord e in salute della Terra, tra quelle che hanno le maggiori probabilità di sopravvivere in un oceano sempre più caldo a causa dei cambiamenti climatici, come i “coralli neri” che vi vivono da oltre 4.500 anni e che non si trovano in alcun altro luogo. Molte devono ancora essere identificate, come il piccolo polpo fantasma che il sottomarino a comando remoto della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha immortalato mentre nuotava lentamente a circa 4,3 km di profondità e soprannominato “Casper” dagli scienziati.

casper polpo

Fonte: NOAA

Poiché l’acidificazione degli oceani, il riscaldamento e gli altri impatti dei cambiamenti climatici minacciano gli ecosistemi marini, l’ampliamento del ‘national monument’ migliorerà la resilienza dell’oceano - si legge nel Comunicato della Casa Bianca - Inoltre, aiuterà le particolari risorse fisiche e biologiche della regione ad adattarsi e creare un laboratorio naturale che permetterà agli scienziati di monitorare ed esplorare gli effetti dei cambiamenti climatici su questi fragili ecosistemi”.

Oltre a proteggere più terra e l'acqua di qualsiasi amministrazione - conclude il Comunicato - il Presidente Obama ha cercato di essere leader mondiale nella conservazione marina per combattere la pesca illegale, non regolamentata e non dichiarata, rivitalizzare il processo per la creazione di nuovi santuari marini, istituendo la National Ocean Policy e promuovendo la gestione dell’oceano attraverso l'utilizzo di un processo decisionale basato sulla scienza”.

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