Sono stati presentati a EXPO 2015, nel corso del Convegno che, mutuando il claim dell’Esposizione milanese, ha analizzato le correlazioni tra il settore agro-alimentare e l’acqua, i risultati della Ricerca condotta dalla Società di consulenza strategica e finanziaria Althesys: “Le politiche di gestione dell’acqua in agricoltura”.

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Il settore agro-alimentare e quello idrico sono inscindibili: circa il 50% della produzione agricola nazionale deriva, infatti, dal comparto irriguo, mentre il rapporto tra superficie irrigata e SAU a livello nazionale è superiore al 20%, con un aumento notevole negli ultimi anni. Questa situazione, comune a tutte le aree con climi caldi e ridotta quantità di precipitazioni, fa dell’acqua uno dei più importanti fattori di competitività, per cui la presenza o l’assenza dell’irrigazione e, soprattutto, la qualità del servizio irriguo costituiscono fondamentali fattori di sviluppo.

Tuttavia, l’uso di acqua a fini produttivi può determinare anche effetti ambientali negativi: depauperamento della risorsa; erosione dei terreni, salinizzazione dei suoli, infiltrazione dei contaminanti negli acquiferi, riduzione delle zone umide, con conseguente perdita di biodiversità.

La gestione efficiente di questa risorsa è in tutto il mondo tra i principali fattori chiamati a garantire la sostenibilità alimentare ed economica, con una popolazione mondiale che per l’ONU supererà i 9 miliardi di individui, con una crescita alla stessa data della domanda alimentare del 60%, secondo la FAO e quella idrica del 55% (OCSE).


Per analizzare la relazione che intercorre tra il settore agroalimentare e quello idrico, alla luce dei diversi impieghi dell’acqua tra uso agricolo, civile e industriale, e sul ruolo al quale sono chiamati i diversi attori coinvolti, si è svolto il 30 giugno 2015 a EXPO 2015, presso la Sala del Ministero dell'Ambiente, il Convegno “Nutrire il Pianeta, Acqua per la Vita”, nel corso del quale Alessandro Marangoni, ha presentato i risultati della ricerca realizzata da Althesys, Società specializzata nella consulenza strategica e finanziaria di cui è Amministratore delegato, dal titolo “Le politiche di gestione dell’acqua in agricoltura”.
“L'acqua è un fattore cruciale per la competitività dell'agricoltura italiana, considerato che le produzioni irrigue costituiscono l'80% delle esportazioni - ha dichiarato Marangoni - Il ricorso a politiche efficienti ed innovative nella gestione idrica consente notevoli benefici da un punto di vista economico, ambientale e sociale”.

La Ricerca, condotta in modo olistico al fine di comprendere le varie fasi e i diversi attori che concorrono all’uso dell’acqua e di valutare politiche per superare le principali criticità, è stata sviluppata tramite l’analisi di casi di eccellenza in quattro aree:
- i metodi irrigui: l’irrigazione a goccia e la microaspersione rispetto all’aspersione;
- i modelli gestionali: servizi informativi di supporto agli agricoltori nell’irrigazione;
- le nuove tecnologie: sistemi di consegna automatizzati;
- la rete irrigua: sostituzione di canali a cielo aperto con condotte e riparazione delle esistenti.

Seguendo il percorso dell’acqua, l’innovazione e l’efficienza devono caratterizzare tutte le fasi: adduzione e distribuzione; programmazione degli usi; metodi irrigui; modalità gestionali.

La Ricerca ha valutato gli effetti di strategie innovative della gestione dell’acqua in agricoltura da un punto di vista economico, ambientale e sociale, in un’ottica di sistema che considera la collettività e l’ambiente, andando oltre il bilancio della singola azienda agricola. Sulla base delle best practices, sono state formulate alcune ipotesi di policy per migliorare la gestione idrica.

In ognuna delle quattro aree si sono ipotizzati diversi scenari (worst, fair, best) di adozione delle politiche esaminate.
Dallo studio emerge come l’adozione di queste politiche potrebbe portare all’Italia benefici complessivi (economici, ambientali, sociali) stimati in 9,7-17,3 miliardi di euro.


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Le politiche considerate sono tese non solo all’efficienza (ovvero al risparmio idrico tout court), ma a una gestione della risorsa idrica sostenibile in un’ottica di sistema. In agricoltura, infatti, non si possono applicare sic et simpliciter i comuni criteri di efficienza senza tener conto della multifunzionalità dell’uso dell’acqua. Esternalità positive come il mantenimento della biodiversità, la ricarica delle falde e il contrasto alla salinizzazione rendono, dunque, complessa una rigorosa valutazione economica. Per queste ragioni, le politiche irrigue devono tenere conto degli aspetti qualitativi ed ambientali, oltre che di quelli produttivi.

Inoltre, la gestione della risorsa deve essere inquadrata in termini di sistema. Ciò significa, da un lato, considerare tutte le diverse aree di intervento: metodi irrigui, modelli gestionali, nuove tecnologie, infrastrutture di adduzione e distribuzione. Dall’altro, comporta il coinvolgimento di tutti i diversi stakeholder: aziende agricole, utilities, consorzi di bonifica, istituzioni, industria, al fine di definire politiche coerenti e coordinate.

In sintesi, dai risultati dello studio emergono alcune direttrici:
- favorire lo sviluppo e la diffusione di tecniche irrigue efficienti che valorizzino le peculiarità dell’agricoltura italiana;
- puntare sull’adozione di modelli gestionali innovativi (sistemi ICT per ottimizzare l’irrigazione) e sugli investimenti in tecnologia, con l’adozione di dispositivi di consegna automatizzati e sistemi di misurazione;
- investire nell’ammodernamento delle infrastrutture di adduzione e distribuzione, favorendo la cooperazione tra i diversi utilizzatori in una logica di ottimizzazione complessiva;
- perseguire politiche idriche sostenibili sia in termini ambientali che economici, considerato anche il ruolo che la risorsa gioca nella competitività del sistema agro-alimentare italiano.

Un’efficace diffusione di modalità di gestione sostenibile dell’acqua non può però prescindere da un adeguato supporto normativo e finanziario che coniughi benefici di sistema con convenienza aziendale.

Incentivi a realizzare interventi per la gestione della risorsa idrica devono, dunque, essere previsti sia a livello europeo che nazionale.
Le politiche di sostegno dovranno essere connesse a un approccio di sostenibilità che premi la produzione più efficiente e a maggior valore aggiunto.