Nuovo taglio alle emissioni di CO2 delle auto al 2020

Nuovo taglio alle emissioni di CO2  delle auto al 2020

Gli eventuali aumenti dei prezzi compensati dai risparmi di carburante

Auto emissioni

La Commissaria UE di Azione per il Clima, Connie Hedegaard, è ritornata recentemente sulle proposte presentate dalla Commissione UE l’11 luglio 2012 per raggiungere gli obiettivi che dovrebbero contribuire notevolmente a ridurre le emissioni di biossido di carbonio (CO2) delle nuove autovetture e veicoli commerciali leggeri (furgoni) entro il 2020.

Con l’intervento del 26 luglio 2012 su EurActiv, The European Media Network, la Hedegaard ha sostenuto che le norme più rigorose proposte avranno ripercussioni positive a lungo termine per la salute economica ed ambientale dell’Unione Europea.

In polemica con quanti avevano avanzato perplessità circa la necessità di nuove più stringenti norme per ridurre le emissioni del settore automobilistico, il Commissario di Azione per il Clima ha affermato che ce n’è bisogno, soprattutto se sono ben valutate e sottoposte ad una rigorosa analisi, quali quelle da lei avanzate.

“Anni fa abbiamo intrapreso i primi passi per contrastare le emissioni delle automobili, che hanno dato dei risultati. Basta guardare quanto carburante risparmiano le nuove automobili rispetto a quelle di pochi anni fa. Questo progresso, intervenuto sotto la spinta delle norme comunitarie, è anche un grande esempio di un settore per cui ha senso fare le cose insieme in Europa piuttosto dar vita a 27 sistemi nazionali diversi - ha scritto la Hedegaard - Con le nuove regole entro il 2030 al clima sarà risparmiata una quantità di CO2 più o meno equivalente alle attuali emissioni totali annue dell’Italia e di denaro ai proprietari di auto, incoraggiando il settore automobilistico europeo a concentrare i suoi sforzi su ricerca e sviluppo di tecnologie innovative in termini di consumo di carburante che può rafforzare il proprio vantaggio competitivo”.

Era stata l'ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association), il cui Presidente di turno è Sergio Marchionne, a prendere posizione ostile contro la proposta di nuova normativa, affermando che gli obiettivi indicati “aumenteranno i costi di produzione in Europa” e ricordando che “in un contesto di calo delle vendite di auto negli ultimi cinque anni, i target proposti peseranno ulteriormente sui produttori”.

A questa critica, la Hedegaard ha risposto che il tentativo dell’esecutivo comunitario è anche di promuovere la competitività delle auto europee ed ha invitato a “non dimenticare che le case automobilistiche asiatiche stanno facendo grandi sforzi in campo ambientale”.

“Quello che proponiamo oggi, è già accaduto prima, e ha aiutato la nostra industria a rimanere ai vertici in termini di innovazione - ha osservato la Hedegaard nel suo intervento - Ora chiediamo che le auto riducano le loro emissioni di gas serra a 95 grammi di CO2 per chilometro entro il 2020, e i furgoni a 147 grammi. È un obiettivo ambizioso? Sì, ma la nostra analisi di impatto indica che è tecnologicamente fattibile ed economicamente efficace allo stesso tempo”.

La Commissaria UE ha voluto ribattere anche alle critiche indirizzate alla nuova proposta da parte di alcune Associazioni ed ONG ambientaliste. In particolare, la campagna ambientale dell’organizzazione Greenpeace aveva criticato la Commissione UE, affermando di aver diluito nelle nuove proposte gli standard di efficienza dei veicoli, in seguito alle pressioni da parte dell'industria automobilistica.

Gli standard di efficienza proposti portano le impronte digitali della lobby automobilistica - aveva dichiarato Franziska Achterberg, Direttrice di Politica dei Trasporti di Greenpeace - Si tratta di una mossa di timida apertura da parte della Commissione di fronte ai difficili negoziati con il Parlamento e i Governi europei”.

“Credo che abbiamo raggiunto un buon equilibrio con la proposta di realizzare obiettivi, ambiziosi ma raggiungibili - ha scritto la Hedegaard - Sono felice che sia l’Organizzazione dei consumatori europei che l'Associazione europea dei fornitori di componenti automobilistiche si siano dichiarate d'accordo”.

Infatti, per l’Organizzazione europea dei consumatori (BEUC), le nuove proposte della Commissione UE sono chiaramente una buona notizia per gli automobilisti.

“L'impennata dei prezzi dei carburanti è diventata un incubo per gli automobilisti europei negli ultimi tempi - aveva dichiarato Monique Goyens, Direttore generale del BEUC - Con l’obbligo per le case automobilistiche di ridurre le emissioni della loro flotta, i consumatori potranno risparmiare denaro alle pompe di benzina. Le nostre stime mostrano che gli automobilisti, a seconda che guidino una nuova auto a benzina o a diesel possono risparmiare tra i 344 e i 465 euro”.

Secondo la Commissione UE, complessivamente, i consumatori potranno risparmiare circa 30 miliardi di euro l’anno di costi per i carburanti, e si stima che al raggiungimento degli obiettivi il PIL dell'UE potrebbe aumentare di 12 miliardi di euro l'anno e gli investimenti per l'occupazione di circa 9 miliardi di euro l'anno. Le proposte nel complesso consentirebbero di risparmiare 160 milioni di tonnellate di petrolio - del valore di circa 70 miliardi di euro secondo i prezzi attuali - e circa 420 milioni di tonnellate di CO2 nel periodo fino al 2030.

La Commissione UE riconosce che le proposte di riduzione delle emissioni di CO2 possono far aumentare il prezzo di auto nuove e furgoni con la ovvia constatazione che “ciò dipende dal modo in cui i produttori trasferiscono i costi aggiuntivi di produzione nel prezzo finale”. Ma dal momento che la stima dei costi aggiuntivi di produzione si aggira sui 450 euro per le auto e 1100 per i van nel 2020, l’eventuale spesa extra al consumatore sarebbe compensata diverse volte dal risparmio sulla spesa di carburante.

“Con le nuove regole, l'Europa avrà alcuni dei più rigorosi standard mondiali di CO2 per le auto e, quindi, anche per l'efficienza del carburante - ha precisato la Hedegaard - Ciò è un bene, perché non c'è dubbio che questo sarà un fattore competitivo nel settore automobilistico per molti anni a venire. Nonostante la crisi economica, infatti, il prezzo del petrolio è ancora attorno a 100 dollari al barile, e non vi è alcuna prospettiva immediata di qualsiasi grande e duraturo ribasso”.

Al contempo, l’introduzione di nuove tecnologie e di miglioramenti in termini di efficienza dei combustibili avrà effetti positivi sulla domanda di componenti e sull’occupazione, aumentando il valore delle autovetture costruite e determinando in proporzione un numero più elevato di posti di lavoro in quanto la costruzione di autoveicoli è un settore ad elevata intensità di manodopera.

Le proposte rappresentano un ulteriore contributo alla realizzazione dell'obiettivo UE di riduzione delle emissioni globali di gas a effetto serra del 20% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020 e di progredire verso la decarbonizzazione del settore dei trasporti, in linea con la politica dell'UE in materia di cambiamenti climatici e il Libro bianco sui trasporti. Autovetture e furgoni, infatti, rappresentano insieme circa il 15% delle emissioni di CO2 dell’UE, comprese le emissioni provenienti dall'approvvigionamento di combustibile. Inoltre, gli obiettivi obbligatori per il 2020 erano già previsti dalla legislazione vigente, ma presupponevano una attuazione.

Le proposte della Commissione, che saranno presentate al Parlamento europeo e al Consiglio per la discussione e l'adozione, secondo la procedura legislativa ordinaria, andrebbero a modificare due Regolamenti:
- il n. 443/2009 che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni delle autovetture nuove nell’ambito dell’approccio comunitario integrato finalizzato a ridurre le emissioni dei CO2 dei veicoli;
- il n. 510/2011 che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni dei veicoli commerciali leggeri nuovi nell’ambito dell’approccio integrato dell’Unione finalizzato a ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli leggeri.

Alcune misure di attuazione per i regolamenti sono già in vigore e le emissioni di CO2 dei veicoli nuovi sono oggetto di un monitoraggio annuale.

“La palla è ora nel campo dei Ministri dell'Ambiente dell'Unione europea e del Parlamento europeo - ha concluso la Hedegaard - È loro la responsabilità di mantenere l'ambizione. Perché è ovvio che se la proposta viene annacquata, i benefici economici per i consumatori e le imprese si ridurranno di conseguenza”.


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