Nonostante le prese di posizioni di vari enti, organismi, associazioni per chiedere al Governo italiano di assumere un ruolo attivo affinché l’Unione europea ponga obiettivi più ambiziosi di quelli espressi dalla Commissione UE nella proposta di pacchetto al 2030, alla prima uscita ufficiale il nuovo esecutivo arretra rispetto agli orientamenti del Governo Letta.

the second coming

Crediamo che dopo l’insediamento del nuovo Governo a guida Renzi, le Associazioni ambientaliste e le Associazioni di imprese attive nelle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, non si facessero troppe illusioni sulla volontà dell’esecutivo di imprimere un cambio di passo al settore, stante le nomine dei due Ministri all’Ambiente e allo Sviluppo economico.

Quel che forse non si sarebbero aspettate è di tornare indietro rispetto alle posizioni del Governo Letta con i Ministri Orlando e Zanonato.

Qualcuno potrebbe torcere il naso di fronte a queste considerazioni, giudicandole intempestive, stante l’insediamento avvenuto appena 10 giorni fa della nuova compagine governativa, ma la saggezza degli antenati ci ricorda che “il buon giorno si vede dal mattino”.
Il “mattino”, in questo caso, è arrivato con il Consiglio dei Ministri dell’Ambiente dei Paesi membri dell’UE e quello dei Ministri responsabili dell’Energia, che si sono tenuti nei giorni scorsi (3 e 4 marzo 2014), in preparazione del Consiglio europeo di primavera (20-21 marzo 2014).

In vista di quell’appuntamento che dovrà iniziare a valutare la nuova proposta al 2030 della Commissione UE per il Pacchetto “Clima - Energia”, si sono avute numerose prese di posizione di vari enti ed organismi europei, oltre che di Associazioni ambientaliste e imprenditoriali, che, giudicando poco ambiziose quelle proposte, hanno formalmente chiesto un loro riallineamento a quelle avanzate dal Parlamento europeo che vuole target vincolanti sia per le rinnovabili che per l’efficienza energetica.

Tra l’altro, venerdì scorso (28 febbraio 2014) si era svolta a Roma una manifestazione indetta da varie associazioni che, ritenendo del tutto inadeguati gli obiettivi della proposta della Commissione UE, chiedeva al Governo Italiano di “puntare più in alto e contribuire a definire una politica comunitaria ambiziosa in materia di contrasto ai cambiamenti climatici”, come scritto nel Manifesto “SOS Clima. Europa rispondi.

Anche il Presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci era intervenuto sul suo sito, affermando che “L’Italia, con l’Europa, deve essere protagonista nella sfida del clima e porsi obiettivi ambiziosi su energia e clima al 2030, proprio come chiesto dall’ex ministro dell’Ambiente Orlando insieme ai ministri di Francia, Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Irlanda e Portogallo. Tema che sono fiducioso raccoglierà anche il convinto sostegno del neoministro Galletti”.

Viceversa, il neo Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti alla sua prima uscita ufficiale dichiara che “L’Italia accoglie con favore la proposta della Commissione UE […]. E per definire gli strumenti di attuazione del pacchetto clima-energia UE per il 2030 l’Italia ritiene “necessaria” una “valutazione nazionale approfondita e dettagliata per assicurare che le azioni intraprese siano le più efficaci ed efficienti in termini di costi, sostenibilità, sicurezza degli approvvigionamenti, crescita e innovazione”.

In sinergia con le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente, il giorno dopo al Consiglio Energia, il vice Ministro allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti ha ribadito che l’Italia è a favore della proposta della Commissione UE sul Pacchetto “Clima-Energia” per il 2030, ritenendo che “possa costituire un punto di riferimento per la discussione al Consiglio UE", ma che ci sono ancora diversi aspetti che andranno chiariti” a partire dalla “ripartizione degli oneri fra Stati membri” e che “è necessario costruire un equilibrio tra l’ambiziosa politica climatica e le esigenze competitive dell’industria europea”.

Solo che le posizioni espresse dal Ministro Galletti sono state subito “bacchettate”, mentre quelle del vice Ministro De Vincenti no. Eppure sono due facce della stessa medaglia! Doveva esserci la faccia del Ministro Guidi affinché si sollevassero le stesse perplessità? 

È comprensibile, ma non condivisibile, che di fronte alla crisi si tenti di dare risposte a quelle che sembrano essere le priorità più urgenti, ma proprio l’attuale situazione dovrebbe averci insegnato che quel che nella contingenza ha offerto un sollievo, a lungo termine si è rivelato dannoso.
Non vorremmo, pertanto, che con le prese di posizioni del Governo Renzi ci si ritrovi a far da sponda a Polonia e agli altri Paesi dell’est europeo che sono contrari anche all’aumento dell’obiettivo di riduzione delle emissioni al 2030.

Girando e rigirando nel cerchio che si allarga
Il falcone non può sentire il falconiere;
Le cose cadono a pezzi, il centro più non tiene.
Pura anarchia dilaga sul mondo, 
[…]
I migliori mancano di ogni convinzione, mentre i peggiori
Sono tronfi di appassionata intensità”.

Ci sarà ancora da aspettare per “The Second Coming” che allegoricamente preconizzava l’irlandese William Butler Yeats (1865-1939), Premio Nobel per la Letteratura (1923), nella poesia di cui abbiamo tradotto alcuni versi!