Nuova Strategia UE per porti marittimi più efficienti

Nuova Strategia UE per porti marittimi più efficienti

Dei 319 porti individuati strategici per creare una rete portuale europea in grado di sostenere  il mercato interno, 39 sono in Italia.

european-ports-an-engine-for-growth

In vista dell’Assemblea e dell’annuale Conferenza dei Porti Marittimi Europei (ESPO), in programma a Varna (Bulgaria) dal 29 al 31 maggio 2013, la Commissione UE ha lanciato il 23 maggio 2013 una nuova iniziativa volta a migliorare le operazioni portuali e le connessioni per il successivo trasporto.

Riconoscendo le particolari difficoltà con cui i porti debbono confrontarsi, la Commissione cerca di elaborare per la prima volta una normativa specifica al settore che in precedenza rientrava nella normativa generale dell’UE sulla libertà di stabilimento e sulla concorrenza.

Il 74% delle merci arriva o parte dall’Europa per mare, ma di queste un quinto transita attualmente per 3 porti soltanto: Rotterdam, Amburgo e Anversa. Questo squilibrio tra le prestazioni portuali comporta una congestione, con costi supplementari per caricatori, operatori di trasporto nonché per i consumatori. Secondo la Commissione UE, questa proposta consentirebbe entro il 2030:

- un risparmio per l’economia europea fino a 10 miliardi di euro;

- una riduzione dei costi portuali del 7%;

- un aumento del volume delle merci in transito del 50%;

- la creazione di 70.000 nuovi posti di lavoro.

Dei 1.200 porti marittimi dell’Unione, la proposta ne coinvolgerà 319, ritenuti strategici perché insieme possono creare una vera e propria rete portuale europea in grado di sostenere il mercato interno. Questi 319 porti, nella cui lista sono inclusi 39 porti italiani (solo la Gran Bretagna, con 43, ne annovera di più), figurano già in via prioritaria nelle proposte TEN-T (Rete Transeuropea di Trasporto) della Commissione: 83 nella rete centrale; 236 nella rete globale.

I porti marittimi sono punti d’accesso vitali che collegano i nostri corridoi di trasporto al resto del mondo - ha dichiarato Siim Kallas, Commissario UE per la Mobilità e i Trasporti - Possediamo già alcune delle migliori infrastrutture portuali del mondo; occorre conservarle, ma ci troviamo di fronte a forti difficoltà in termini di congestione, aumento del traffico e investimenti. Dobbiamo dotare altri porti di infrastrutture dello stesso livello qualitativo: le proposte di oggi condurranno i servizi portuali d’Europa nel XXI secolo, contribuiranno ad attirare investimenti e a creare lavoro là dove è più necessario”.

La proposta, che rientra nell’azione chiave sul trasporto marittimo inserita nell’Atto per il mercato unico II adottato nell’ottobre 2012 ed integra altre iniziative della Commissione, tra cui la futura Direttiva sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, comprende:

- una Comunicazione “European ports: an engine for growth” che passa in rassegna la politica europea in materia portuale;

- una Proposta legislativa mirata al Parlamento europeo e al Consiglio volta a introdurre nuove disposizioni legislative necessarie alla realizzazione delle politiche e al conseguimento degli obiettivi;

- 8 Azioni supplementari che la Commissione dovrebbe intraprendere nei prossimi anni Gli linee guida e le modifiche legislative proposte aiuteranno gli operatori portuali ad ammodernare servizi e infrastrutture fornendo loro anche maggiore autonomia finanziaria.

porto-di-ancona-valerio-scoponi
Foto di Valerio Scoponi

Al fine di creare una rete portuale efficiente, la Commissione propone, da un lato, procedure più trasparenti e aperte per designare i fornitori di servizi portuali, impedendo eventuali abusi tariffari da parte degli operatori con diritti esclusivi, dall’altro una maggior attenzione alla clientela, introducendo un comitato consultivo degli utenti portuali. I dettagli saranno sviluppati a livello locale, in modo che le comunità portuali possano fruire di un migliore coordinamento e di un ambiente più sano per le imprese. Per migliorare ulteriormente l’efficienza, la Commissione presenterà entro l’estate proposte intese a ridurre la burocrazia e le formalità amministrative nei porti (le proposte dette della “cintura blu”).

La proposta, inoltre, amplia la facoltà dei porti di imporre diritti per l’uso dell’infrastruttura e rafforza la trasparenza sulle modalità di fissazione di tali diritti e sull’uso dei finanziamenti pubblici. Le Autorità portuali, infatti, sono nella posizione migliore per individuare le esigenze degli utenti e fissare i diritti. Inoltre, una maggiore trasparenza consentirà di erogare fondi pubblici senza indebite distorsioni di concorrenza e contribuirà ad attirare investitori privati. I porti saranno anche in grado di ridurre i diritti per le navi più efficienti sotto il profilo ambientale.

In giugno la Commissione creerà un “Comitato di dialogo sociale per i porti” per permettere a dipendenti e datori di lavoro di discutere e decidere su questioni relative all’attività lavorativa portuale. La Commissione fornirà sostegno tecnico e amministrativo ai lavori del Comitato e ne valuterà i progressi nel 2016.

La proposta dovrà essere approvata dal Parlamento europeo e dagli Stati membri prima di essere adottata secondo la procedura legislativa ordinaria.

Approfondimenti sul numero maggio-giugno di Regioni&ambiente


Commenta