Grazie ad una tecnologia a LED sviluppata nell’ambito del Progetto europeo LED4ART, i celebri affreschi di Michelangelo risplenderanno di nuova “luce”, aumentando l’effetto cromatico, riducendo l’effetto abbagliamento, rallentando l’invecchiamento da stress termici e… dimezzando i consumi e le emissioni di gas serra.

michelangelo giudizio universale

Dopo la Cattedrale di Notre Dame a Parigi, è ora la più celebre cappella del mondo ad essere illuminata dalla tecnologia a LED (Light Emitting Diode).
Da oggi, 30 ottobre 2014, a vent’anni esatti dal celebre restauro e nella ricorrenza della data di apertura della volta nel 1592, nel 450° anniversario della morte di Michelangelo, gli affreschi della Cappella Sistina di Roma risplenderanno di nuova luce.

Dopo 3 anni di studi, progetti e lavori esecutivi, grazie ad un nuovo sistema rivoluzionario di 7.000 diodi luminosi (LED), la cappella più importante del mondo, che ospita gli affreschi più straordinari mai creati dall’ingegno umano, può ora essere ammirata dai 5,5 milioni di visitatori che affollano ogni anno la sala con maggior dettaglio e alcun parti più celebrate della volta saranno visibili in 3D da una persona in piedi sul pavimento.

La tecnologia utilizzata, sviluppata nell’ambito del Progetto pilota LED4ART, finanziato con 870 euro nell’ambito del CIP (Competitiveness and Innovation Framework Programme), ma la realizzazione dell’opera nella Cappella Sistina (2 milioni di euro) non è stata finanziata dalla Commissione UE, bensì dal committente Osram a titolo di pura liberalità.

Il nuovo sistema di illuminazione farà risparmiare il 60% dei costi energetici e delle emissioni e questa tecnologia più “morbida”, rallenterà l’invecchiamento degli affreschi rispetto alla precedente.
Si è trattato di una grande sfida per l’intero consorzio! - ha affermato Mourad Bouloudnine, coordinatore del progetto per la OSRAM, uno dei partner del consorzio (gli altri sono la Città del Vaticano, Università di Pannonia, l’Istituto di Ricerca sull’Energia di Catalogna, l’italiana FABERtechnica) - Abbiamo raggiunto una combinazione perfetta tra lo spettro dell’illuminazione e i pigmenti delle opere d’arte per creare l’esperienza visiva migliore possibile. Inoltre, questa soluzione sarà notevolmente più efficiente sul piano energetico rispetto al precedente sistema d’illuminazione e non danneggerà questi capolavori. Nel complesso, si tratta di un risultato fantastico e tutti noi ne siamo siamo estremamente orgogliosi “.

Il vecchio sistema di illuminazione risalente al 1980, alterava la percezione del colore e il contrasto (gli esperti usano il termine “visione mesopica” per indicare quando il livello di illuminazione è intermedio, come la luce al tramonto).
La base tecnica del nuovo sistema è un’apparecchiatura a LED in grado di non sottoporre le opere a stress termici e di non produrre l’effetto indesiderato delle radiazioni ultraviolette e infrarosse, pur con una resa cromatica senza precedenti che fa aumentare da 5 a 10 volte, facendo splendere i colori in modo realistico e illuminando con grande uniformità zone degli affreschi che prima erano difficilmente visibili.
Inoltre, gli apparecchi LED sono stati montati a circa dieci metri di altezza, sul marcapiano all'interno della Cappella, in modo da risultare invisibili ai visitatori e da trasmettere la sensazione che la luce giunga come luce diurna attraverso le finestre. Inoltre, con il nuovo impianto, il team di progetto è stato in grado di eliminare al 100% qualsiasi tipo di abbagliamento.

michelangelo effetto illuminazione led


L’arte esiste per ispirarci e illuminare le nostre menti - ha affermato la Commissaria UE uscente, responsabile di Agenda digitale, Neelie Kroes - Ora che abbiamo illuminato la Cappella Sistina con i LED, l’arte di Michelangelo può espletare il suo ruolo in modo ancor più marcato di quanto lo abbia fatto nel corso della sua storia”.

Ormai la tecnologia a LED è sempre più modulabile in intensità, qualità e temperatura di colore rendendo possibile la sua adattabilità a qualsiasi esigenza ambientale, aprendo orizzonti verso lo”smart lighting”, la terza generazione di tecnologie dell’illuminazione, legato alla crescente diffusione dei LED e al matrimonio tra il mondo dei semi conduttori e quello dell’illuminotecnica.


A riprova dell’importanza di questa innovazione, il 7 ottobre la Reale Accademia delle Scienze svedese ha attribuito il Premio Nobel per la Fisica (2014) a Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura, “Per l’invenzione di diodi efficienti che emettono luce blu, che ha permesso lo sviluppo di sorgenti di luce bianca luminose ed energeticamente economico”.