Ideata e realizzata dal giornalista e scrittore Antonio Galdo in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, il Wwf, l’Università Luiss Guido Carli di Roma e tanti altri prestigiosi partner, l’iniziativa giunta alla sua sesta edizione promuove progetti e buone pratiche socio-economiche contro lo spreco, a favore di risparmio e sostenibilità.

premio non sprecare

Cambiare il nostro stile di vita scegliendo un modo di fare più sano ed etico, che rispetti il Pianeta e lo aiuti a “respirare” e a progredire socialmente: ecco il nuovo obiettivo da perseguire se vogliamo continuare a “vivere” serenamente e a lungo su questa Terra.

Una mano per affrontare questo cambiamento ce la dà il Premio “Non Sprecare 2015” e il relativo sito www.nonsprecare.it (una vera e propria comunità che conta oggi oltre 30 mila persone) dove si promuovono progetti e buone pratiche economiche e sociali contro il paradigma contemporaneo dello spreco per favorire risparmio e sostenibilità, consumi consapevoli e responsabili, nuovi stili di vita e, soprattutto, una sana crescita economica volta a un effettivo progresso sociale.

Negli ultimi anni, d’altra parte, la questione dello spreco (di risorse, beni, talenti, conoscenze e tempo) ha assunto grande rilievo in Italia e anche all’estero, configurando una transizione da economie lineari (che vanno da materie prime a rifiuti) a economie di tipo circolare, che fanno non solo del riciclo ma soprattutto del riutilizzo il loro cardine strutturale.

Il Premio, ideato e realizzato dal giornalista e scrittore Antonio Galdo, autore dei libri “Non sprecare”, “Basta Poco” e “L’egoismo è finito” (Einaudi editore) e direttore del sito, intercetta e promuove questa nuova tendenza, che è non solo pratica ma anche concettuale ed etica. “Non Sprecare è un progetto ambientale all’insegna della green economy e di un nuovo modo di essere per uscire al più presto e più forti dal tunnel della grande crisi - afferma Galdo - Non sprecare significa ridurre i consumi superflui e compulsivi, ma anche favorirne altri utili a migliorare la nostra qualità di vita. Un esempio? È chiaro che abbiamo troppe macchine e che siamo diventati schiavi e prigionieri dell’automobile, ma per incentivare l’uso di mezzi alternativi è necessario investire sulla rete dei trasporti pubblici, sulla messa in sicurezza delle piste ciclabili, sulla tecnologia che favorisce auto elettriche o ibride. Agire in questa direzione significa perseguire un nuovo modello di crescita economica, non di decrescita: una crescita equilibrata, sostenibile e attenta ai reali bisogni dell’uomo”.

Giunto ormai alla sua sesta edizione, “Non Sprecare 2015” si avvale di partnership rilevanti e realtà sensibili del Paese tra cui il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il WWF, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il Gruppo editoriale Banzai, RAI Radio1, l’Università “Sapienza” di Roma, la Fondazione Catalano e soprattutto l’Università LUISS “Guido Carli” sempre di Roma, uno degli atenei più green d’Italia, che oltre a fornire supervisione scientifica e logistica, ospiterà a fine novembre la cerimonia di premiazione.

La sostenibilità economica, sociale e ambientale è un obiettivo molto sentito dalla nostra Università - ha dichiarato Giovanni Lo Storto, direttore generale della LUISS - e per questo abbiamo aderito al progetto del Premio Non sprecare”.

L’iniziativa, aperta a diversi segmenti della società civile, si articola in cinque sezioni (Personaggio, Aziende, Istituzioni e Associazioni, Scuole, Giovani) e si rivolge a persone fisiche e/o giuridiche che abbiano realizzato nell’ultimo anno progetti antispreco utili e originali. Inoltre, in linea con lo spirito della manifestazione, i vincitori saranno premiati con un quantitativo di prodotti biologici, offerti dal Gruppo Alce Nero, pari al loro peso corporeo.

Nonsprecare.it è una comunità molto attiva - sottolinea Galdo - non ideologica, proiettata verso il futuro e concorde sul fatto che il cambiamento passa per le nostre scelte, e condividendole è più facile realizzarle. Per la community, la green economy è una grande opportunità per il sistema Paese, a condizione che ci sia uno sforzo congiunto del pubblico e del privato: i cittadini devono ridurre gli sprechi di consumi energetici, ma lo Stato dal canto suo deve incentivare ristrutturazioni e nuove costruzioni a emissioni zero”.

Nel corso delle edizioni del Premio Non Sprecare sono stati assegnati riconoscimenti a personaggi noti, aziende, istituzioni - conclude Galdo - ma anche ad associazioni e scuole che nel silenzio hanno ricercato un nuovo stile di comportamento e di vita, combattendo con coraggio e passione una battaglia giornaliera contro il modus operandi di tutti coloro, troppi, che buttano senza pensare”.

Per l’edizione di quest’anno i progetti dovranno essere inviati entro e non oltre il 15 ottobre 2015, all’indirizzo di posta elettronica nonsprecarepremio@gmail.com e le candidature più significative saranno presentate ai lettori nella sezione dedicata al Premio. La giuria sarà formata tra gli altri da Ruggero Casacchia (resp. Unità Polare del Dipartimento Terra e Ambiente - CNR), Lucio Cavazzoni (presidente Alce Nero), Marcello Di Paola (docente di Sviluppo Sostenibile e Filosofia Politica, Guido Carli), Cristina Gabetti (curatrice della rubrica “Occhio allo Spreco - Striscia la Notizia”).

Una curiosità: tra i progetti già in concorso c’è Chicza, il chewing gum biologico, solidale, sostenibile e completamente biodegradabile contro la brutta abitudine di gettare a terra le gomme da masticare contaminando l’ambiente e deturpando il paesaggio. Chicza non contiene glutine e aspartame: al suo posto viene utilizzato solo sciroppo biologico d’Agave.