La pubblicazione della ricerca condotta a Londra sugli impatti dell'inquinamento atmosferico sulla salute umana, che ha conteggiato per la prima volta i casi di decessi prematuri attribuibili al biossido di azoto, fa mettere sotto accusa i test di laboratorio per i limiti delle emissioni per le auto diesel, le cui modalità di svolgimento le case automobilistiche sono sempre riuscite a concordare, come sottolinea in un articolo un membro di Transport & Environment, rete di ONG europee attive nel settore dei trasporti sostenibili.

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Commissionata da Transport for London e la Greater London Authority, la ricerca "Understanding the Health Impacts of Air Pollution in London", condotta dal King College di Londra, una delle università più prestigiose del mondo anglosassone e centro accademico e di ricerca di livello mondiale, sta suscitando preoccupazioni e prese di posizione in tutta Europa, non solo per il fatto che sono indicate nel numero di 9.416 le morti premature nel 2010 nella capitale inglese a causa dell'inquinamento atmosferico (il doppio di quanto precedenti studi hanno segnalato), ma perché è la prima volta che si è quantificato il numero di queste attribuibili al biossido di azoto (NO2): 5.879; gli altri 3.537 sono imputabili, secondo lo studio, al PM2,5.

Le preoccupazioni per i riflessi del NO2 sono in continuo aumento. Si sapeva che tale gas irrita i polmoni e causa infezioni alle vie respiratorie e asma, ma non si sospettava che potesse avere un tale impatto.
"La prova sugli effetti negativi del biossido di azoto sulla salute umana si è rafforzata negli ultimi anni e come questi siano direttamente collegati alle morti - ha dichiarato Heather Walton, Ricercatrice ambientale presso il King College - Ora si pensa che ci sia un effetto aggiuntivo al di là di quello precedentemente quantificato per gli effetti dell'esposizione a lungo termine alle polveri sottili, PM 2,5”.

A Londra metà degli ossidi di azoto (NOx, che in aria diventano rapidamente NO2) sono emessi dai veicoli diesel e un altro 15% da macchinari diesel impiegati nel settore delle costruzioni. Per affrontare il problema, nel 1990, sono state introdotte leggi europee per ridurre le emissioni dai tubi di scappamento. Queste norme sono state progressivamente più stringenti, per giungere alle più recenti norme Euro 6 dal 2014 per le auto diesel che prevedono un limite di 80 milligrammi di NOx per chilometro.

"Allora, perché  5.900 londinesi continuano a morire ogni anno a causa dell'inquinamento da NO2?", si domanda retoricamente in un articolo comparso il 23 luglio 2015 su EurActiv.com a firma di Julia Poliscanova, responsabile  di politiche relative alle auto di "Transport & Environment", rete di ONG europee attive nel settore dei trasporti sostenibili.

Secondo l'autrice che ha lavorato in precedenza per il Sindaco di Londra e per il Parlamento europeo, i test di laboratorio per le emissioni di gas inquinanti delle automobili sono obsoleti e stanno mettendo a rischio la salute dei cittadini europei.
"Mentre sulla carta i limiti sono rispettati, sulla strada la situazione cambia e di molto - scrive la Poliscanova - Infatti, le auto emettono in media sette volte il valore dichiarato (e fino a 22 volte nel caso di una Audi A8)".

I test utilizzati per misurare le emissioni sarebbero poco affidabili, sì che dai limiti imposti per le auto Euro 3 (introdotte più di 15 anni fa), agli attuali limiti per le Euro 6, per quanto attiene le emissioni effettive di NOx la differenza sarebbe minima.

"Nuove regole per introdurre test che valutino le reali emissioni erano state concordate nel 2007, ma mai attuate, perché le case automobilistiche hanno sempre voluto concordare le modalità con le quali andrebbero condotti i test - prosegue la rappresentante di Transport & Environment - Mentre in pubblico l'industria automobilistica sostiene che i suoi nuovi motori diesel Euro 6 sono i più puliti di sempre, a porte chiuse, attraverso azioni di lobbying hanno indebolito e ritardato le procedure sui test che valutano le emissioni reali. Solo negli ultimi mesi è stato finalmente deciso che i nuovi test utilizzeranno un sistema di controllo portatile delle emissioni di NOx, così da valutare le emissioni reali prodotte su strada. Dal canto loro le case automobilistiche hanno affermato che i loro prodotti non possono soddisfare pienamente il limite Euro 6 per le nuove vetture fino al 2021".

Su strada, una moderna vettura a benzina produrrebbe, secondo la Poliscanova, dalle 8 alle 10 volte meno NOx di una nuova auto diesel. Eppure le tecnologie sono già disponibili e già sperimentate su alcuni veicoli. Nei test reali, una Volkswagen Golf avrebbe prodotto emissioni inferiori a 60 mg per km (il limite consentito per le auto a benzina), tuttavia, i produttori hanno scelto di usare sistemi di scarico più economici e meno efficaci, o addirittura di non installare la tecnologia adatta per far lavorare i motori in modo efficace. Quest'ultima opzione obbliga gli automobilisti a dover immettere nel loro serbatoio un reagente utilizzato per estrarre NOx dai gas di scarico. Negli Stati Uniti le regole sono più severe: le auto diesel non sono autorizzate a emettere più inquinamento di quelle a benzina e i limiti di emissione sono più rigidi.

A proposito del Rapporto del King's College, il Sindaco di Londra, Boris Johnson ha dichiarato: "Questa è una fotografia del vero impatto degli inquinanti atmosferici sulla nostra salute. La mia più grande priorità resta quella di tutelare il benessere e l'ambiente dei londinesi e questa prova scientifica ci consente di avere tutte le informazioni necessarie per continuare a ricercare misure globali che portino ad un reale cambiamento".

Ha sottolineato, tuttavia, che i dati si riferiscono a 5 anni fa e non tengono conto delle misure che sono state introdotte nel frattempo per ripulire l'aria della capitale, come l'introduzione di autobus ibridi, i limiti di età per i taxi e la preclusione di alcune aree alle auto che non rispettino livelli standard di basse emissioni, confermando l'introduzione dal 7 settembre 2020 di una Ultra Low Emission Zone nel centro, la prima al mondo, che consentirà l'accesso ai soli veicoli che soddisfino i nuovi standard europei per 7 giorni alla settimana o il pagamento di una tassa giornaliera.

"È senza dubbio una buona iniziativa, ma Boris Johnson intende esentare tutti i nuovi veicoli diesel Euro 6 al pagamento per l'accesso nella nuova zona - ha osservato la Poliscanova - Questa è chiaramente una scelta sbagliata, perché solo le auto diesel Euro 6 che hanno superato i test su strada dovrebbero essere escluse dal pagamento e non quelle che, nonostante l'etichetta Euro 6, hanno emissioni al di sopra del limite consentito. Dopo anni di informazioni sbagliate, è il momento di guidare tutti i diesel sporchi al largo delle nostre strade. Se l'industria automobilistica è riuscita a ritardare e indebolire le nuove regole per le auto Euro 6, non ci dovrebbe essere posto per le auto diesel, taxi e furgoni sulle strade non solo di Londra ma di tutte la altre città con problemi di inquinamento atmosferico. Se questo accadrà, le case automobilistiche non avranno nessuno da incolpare, ma solo se stesse".