Cooperazione italiana allo Sviluppo ed ENEA promuovono e divulgano per EXPO 2015 il cosiddetto nexus approach, il metodo più avanzato per coniugare dimensione economica, sociale ed ambientale nello sviluppo sostenibile.

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Presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MEACI) si è svolta l’anteprima del dibattito che si svolgerà a EXPO 2015 il 21 maggio 2015 sui temi della correlazione tra cibo, acqua ed energia, a cui parteciperanno alti rappresentanti della Commissione UE e delle Nazioni Unite.

L’evento, un seminario tecnico promosso e organizzato congiuntamente dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) e dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), ha inteso condividere le riflessioni più recenti maturate in Italia e dalla comunità internazionale: l’approccio “NEXUS”.
Come richiama l’etimo latino, si tratta di rinunciare ad una gestione isolata delle risorse in favore di una valutazione globale ed integrata, in cui il ruolo dell’innovazione e delle tecnologie sarà sempre più determinante.
In vista dell’elaborazione della nuova Agenda post 2015, occorre adottare una più integrale visione dello sviluppo, nella consapevolezza della crescente interazione fra economia, crescita sociale e dignità umana nel contesto in cui viviamo - ha affermato il Direttore Generale della Cooperazione italiana allo Sviluppo, Giampaolo Cantini, introducendo i lavori - Serve per questo un approccio più ampio alla complessità dello sviluppo. La differenza rispetto al passato è che la preoccupazione di essere coerenti richiede oggi un approccio particolarmente rigoroso, anche sotto il profilo scientifico”.

Nel Documento finale della Conferenza sullo sviluppo sostenibile delle Nazione Unite “RIO+20”, sono state identificate come aree prioritarie l’acqua, l’energia e la terra, mentre l’uso efficiente di queste risorse per la produzione del cibo viene riconosciuto come un primo passo nella lotta alla povertà.

L’ultimo Global Risks 2015 del World Economic Forum ha posto la crisi delle risorse idriche come la minaccia più grave che possa compromettere la stabilità economica sociale e globale. Non è casuale che nella stessa top ten dei rischi che presentano le più alte probabilità di avere un’incidenza su scala mondiale di produrre gravi danni nei prossimi 10 anni, si ritrovano lo shock legato al prezzo dell’energia, il fallimento delle trattative internazionali per le misure di adattamento ai cambiamenti climatici, e la perdita di biodiversità con il collasso degli ecosistemi.

Oggi il 70% del consumo mondiale d’acqua è imputabile alle coltivazioni e all’allevamento di bestiame, mentre quasi un miliardo di persone non ha accesso all'acqua potabile e un miliardo di persone soffre la fame. L’energia utilizzata dalla catena alimentare rappresenta circa il 30% di quella consumata nel mondo, a fronte di due miliardi e mezzo di persone che non hanno accesso alle forme moderne di energia. Queste sfide si intensificheranno in futuro, quando la crescita demografica, lo sviluppo economico e il cambiamento climatico accelereranno la concorrenza per il cibo, l’acqua e l’energia. Infatti, l’OCSE stima che la domanda mondiale di energia e di acqua aumenteranno rispettivamente dell’80% e del 55% entro il 2050, mentre la FAO prevede, nello stesso periodo, una crescita del 60% della domanda alimentare.
 
Per far sì che vi sia realmente un nesso tra cibo, acqua ed energia, è necessaria una visione integrata e multidisciplinare, propria della mission dell’Agenzia - ha sottolineato Federico Testa, Commissario dell’ENEA - che richiede una forte collaborazione fra istituzioni. L’ENEA è impegnata nella promozione e diffusione di tecnologie innovative a vantaggio delle comunità locali alle quali i progetti di cooperazione sono rivolti, con l’obiettivo della sostenibilità a livello globale. Abbiamo al nostro attivo numerosi progetti di questo tipo e contiamo di rafforzare sempre più il nostro impegno in questa direzione”.

Nel corso dell’incontro, le riflessioni più recenti sui temi dello sviluppo sostenibile hanno permesso di aprire un confronto sulla necessità di adottare nei progetti di cooperazione modelli basati sull’efficienza energetica, su una quota maggiore di fonti rinnovabili e sull’ottimizzazione dell’uso dell’acqua. In questo ambito l’ENEA e la DGCS hanno sottoscritto lo scorso anno un Protocollo d’intesa che rafforza le attività congiunte nel campo della cooperazione allo sviluppo.
Tra gli interventi, da segnalare quello di Enrico Giovannini dell’Università di Roma “Tor Vergata”, che è stato nominato di recente dal Segretario dell’ONU Ban Ki-moon Presidente dell’Advisory Board del Data Revolution for Sustainable Development, l’iniziativa delle Nazioni Unite che detterà le linee guida mondiali sul tema dell’utilizzo dei Dati privati e pubblici, con l’obiettivo di “legare” informazione, conoscenza e decisioni.
La crescita continua economica non è sostenibile sul piano ambientale, l’assenza di crescita non è sostenibile sul piano sociale - ha sintetizzato l’ex Presidente dell’Istat ed ex Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali - È questa la domanda fondamentale a cui dovrà dare una risposta l’agenda per lo Sviluppo Sostenibile post-2015”.