Nel 2012 l’Italia ha registrato il record del saldo negativo della popolazione (- 78.697)

Nel 2012 l’Italia ha registrato il record del saldo negativo della popolazione (- 78.697)

È il dato più eclatante, assieme a quello relativo alla crescita della quota di stranieri sulla popolazione residente, che emerge dalla pubblicazione del “Bilancio demografico nazionale 2012” dell’Istat.

demografia

L’Istituto nazionale di statistica (Istat) ha comunicato che al 31 dicembre 2012 risiedevano in Italia 59.685.227 persone, di cui più di 4.300.000 di cittadinanza straniera, con una crescita demografica di 291.020 unità (7,4% ogni 100 residenti, contro il 6,8% dell’anno precedente) e una maggior incidenza in tutto il Centro-Nord (9,7% nel Nord-ovest, 10,2% nel Nord-est e 9,1% nel Centro), rispetto alle regioni del Sud e delle Isole, dove la quota di stranieri residenti è, rispettivamente, appena del 3,2% e del 2,6%.

La distribuzione della popolazione residente per ripartizione geografica assegna ai comuni delle regioni del Nord-ovest 15.861.548 abitanti (il 26,6% del totale), a quelli del Nord-est 11.521.037 abitanti (il 19,3%), al Centro 11.681.498 (il 19,6%), al Sud 13.980.833 (il 23,4%) e alle Isole 6.640.311 abitanti (l’11,1%). C’è una diminuzione di un decimo di punto percentuale al Sud (mezzogiorno e Isole) a favore di Nord-ovest e centro, rispetto al 2011.

Nel corso del 2012 sono stati registrati 534.186 nati e 612.883 decessi, per cui il saldo naturale, dato dalla differenza tra nati e morti, è risultato negativo per 78.697 unità, che rappresenta un picco negativo mai raggiunto prima, ancora più elevato di quello del 2003, quando la mortalità fece registrare valori particolarmente elevati nei mesi giugno-agosto a causa di una eccezionale ondata di calore. Analogamente, si è osservato un elevato numero di decessi nei primi mesi del 2012, in corrispondenza della forte ondata di gelo, che ha colpito tutto il Paese, in particolare il Centro e il Nord, dove infatti si è riscontrato il maggior incremento della mortalità. Il saldo naturale è negativo ovunque, con la sola eccezione delle province autonome di Trento e Bolzano e della Campania. Il numero dei nati è diminuito rispetto al 2011 (-12.399, pari a -2,3%), seguendo un andamento già registrato a partire dal 2009. Il decremento, seppur contenuto, si registra in tutte le ripartizioni, in particolare nelle regioni del Sud e nel Centro (-2,5%), quindi nelle due Isole (-2,3%), ma anche il Nord-est (-2,1%) e il Nord-ovest (-2,0%) presentano diminuzioni di poco inferiori.

A livello nazionale si conferma la recente tendenza alla diminuzione delle nascite già osservata negli anni 2009-2011, che ha invertito la serie positiva dell’aumento della natalità.

L’incremento registrato negli anni precedenti era dovuto principalmente all’apporto alla natalità dato dalle donne straniere. Infatti, di pari passo con l’aumento di stranieri che vivono in Italia, anche l’incidenza delle nascite di bambini stranieri sul totale dei nati ha avuto un notevole incremento, passando dal 4,8% del 2000 al 14,9% del 2012; in valori assoluti da quasi 30 mila nati nel 2000 a quasi 80 mila nel 2012.

Il numero di decessi, pari a 612.883, è superiore di 19.481 unità a quello del 2011. Il tasso di mortalità è pari a 10,3 per mille, e varia da un minimo di 8,2 per mille nella provincia autonoma di Bolzano a un massimo di 13,9 per mille in Liguria, risultando in aumento in tutte le regioni, eccetto che in Valle d’Aosta e in Molise, dove il numero dei decessi rimane stabile. I maggiori incrementi si evidenziano nella provincia autonoma di Bolzano (+7,2%), in Lombardia (+5,3%), in Umbria (+4,8%), Marche (+4,3%) e Toscana (+4,2%).

Il Sud acquista popolazione a causa delle migrazioni con l’estero, che tuttavia non riescono a compensare la perdita di popolazione dovuta alle migrazioni interne, con il risultato di un tasso migratorio interno più estero negativo (-0,3 per mille). A livello regionale, il Lazio risulta essere la regione più attrattiva (11,6 per mille), seguita dalla Toscana (7,8 per mille) e dall’Emilia-Romagna (7,3 per mille). Tra le regioni del Mezzogiorno solo l’Abruzzo si stacca nettamente dalle altre con un tasso pari a 4,7 per mille.

Nel corso del 2012 sono state iscritte in anagrafe 350.772 persone provenienti dall’estero, in diminuzione di circa 35 mila unità rispetto a quello del 2011, che conferma il dato registrato negli ultimi anni, prevalentemente nel Nord-ovest e nel Nord-est. Le iscrizioni risultano distribuite nel corso di tutto il 2012, con una media di circa 30 mila nuovi iscritti ogni mese. Le iscrizioni sono da ascriversi in misura leggermente prevalente alle donne (51,1%), così come negli anni precedenti.

Tra gli iscritti, gli italiani che rientrano dopo un periodo di permanenza all’estero rappresentano meno del 10%, pari a meno di 35 mila persone. La larga maggioranza è costituita invece da cittadini stranieri, soprattutto nelle regioni del Nord e del Centro.

Le cancellazioni dalle anagrafi di persone residenti in Italia trasferitesi all’estero ammontano a 106.300 unità. Tra i cancellati per l’estero prevalgono gli italiani (circa il 64% del totale). Va notato che la maggior parte degli stranieri che lasciano il nostro Paese sono conteggiati tra i cancellati per altri motivi (cancellati per irreperibilità o per scadenza del permesso di soggiorno).

Complessivamente, il bilancio migratorio con l’estero, pari a +244.556, è dovuto a un saldo fortemente positivo per gli stranieri, superiore a 280 mila unità, che compensa il saldo lievemente negativo relativo alla sola componente italiana (-36 mila unità circa).

Il bilancio con l’estero risulta positivo per tutte le regioni e il corrispondente tasso varia dall’1,7 per mille della Sardegna all’8,1 per mille del Lazio, rispetto a una media nazionale del 4,1 per mille. Le regioni con tassi migratori esteri più elevati sono: Lazio (8,1 per mille), Toscana (5,7 per mille), Emilia-Romagna (5,4 per mille) e Lombardia (4,9 per mille). In generale, le regioni delle ripartizioni del Nord e del Centro hanno tassi migratori esteri doppi rispetto a quelli delle regioni del Sud e delle Isole.

Nel corso del 2012 i trasferimenti di residenza interni hanno coinvolto circa 1 milione e 567 mila persone e, secondo un modello migratorio ormai consolidato, sono caratterizzati prevalentemente da uno spostamento di popolazione dalle regioni del Mezzogiorno (eccettuato l’Abruzzo) a quelle del Nord e del Centro. Il tasso migratorio interno oscilla tra il -4,2 per mille della Calabria e il 3,5 per mille del Lazio seguito dal 3,3 per mille della provincia autonoma di Trento.

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