Il Rapporto ONRE 2013 di Legambiente-Cresme confermano l’evoluzione verso un’edilizia innovativa e sostenibile.

ON-RE

In Italia sono 1.003 i Comuni Sostenibili, ovvero che hanno modificato i propri Regolamenti edilizi per inserire nuovi criteri e obiettivi energetico-ambientali rispetto alla normativa in vigore, dove vivono complessivamente 21 milioni di cittadini.

Il dato emerge dal Rapporto ONRE 2013 elaborato da Cresme (Centro Ricerche Economiche, Sociologiche e di Mercato per l’Edilizia e il territorio) e Legambiente e presentato l’8 marzo 2013 a Milano, che mette anche in evidenza come dal 2008, da quando è stato promosso l’Osservatorio Nazionale sui Regolamenti Edilizi, questi Comuni siano cresciuti di 5 volte e del 20% rispetto al 2011 in maniera abbastanza omogenea sull’intero territorio nazionale (un ulteriore implementazione deriverà dall’attuazione dei Regolamenti sul rendimento energetico degli edifici approvati lo scorso febbraio)
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L’interesse dei regolamenti sta nel fatto che rappresentano uno snodo fondamentale del processo edilizio, perché qui convergono aspetti tecnici e procedurali, attenzioni e interessi, e si incrociano le competenze in materia di urbanistica, edilizia e energia, di Stato, Regioni e Comuni, tant’è che nel corso del 2012 sono molti i Comuni che sono tornati sui propri regolamenti per chiarire alcuni aspetti, alzare l’asticella degli obiettivi e delle prestazioni. L’articolazione di queste esperienze conferma l’importanza di capire cosa sta succedendo nel territorio italiano nell’evoluzione verso un’edilizia sempre più attenta ai temi della sostenibilità ambientale.

Tra le norme regionali più avanzate rispetto a questi temi sono da segnalare le Province Autonome di Trento e Bolzano, dove la certificazione energetica è oggi una pratica conosciuta e diffusa e dove si è stabilito che per tutte le nuove costruzioni la classe B deve essere, per tutti i nuovi interventi, quella minima obbligatoria. La Lombardia è la Regione dove si conta la quantità più elevata di Comuni virtuosi (318), seguita da Toscana (133) ed Emilia-Romagna (con 127). L’Emilia-Romagna, inoltre, ha deciso di anticipare gli obblighi di sviluppo delle energie rinnovabili previsti dal Decreto 28/2011 e, quindi, di soddisfare una percentuale crescente dei fabbisogni di riscaldamento, raffrescamento, elettricità.

 I nuovi obiettivi previsti dalla Direttiva Europea 31/2010, non ancora recepita nell’ordinamento nazionale, implicano un’accelerazione ancora più forte nella transizione verso uno scenario nel quale il peso dei consumi energetici legati al settore delle costruzioni si dovrà ridurre significativamente grazie a un rapido miglioramento degli standard e a una fortissima integrazione delle fonti rinnovabili. Le date sono precisamente individuate: dal 1° gennaio 2019 tutti i nuovi edifici pubblici costruiti in Paesi dell’Unione Europea, e dal 1° gennaio 2021 tutti quelli nuovi privati, dovranno essere “neutrali” da un punto di vista energetico, ossia garantire prestazioni di rendimento dell’involucro tali da non aver bisogno di apporti per il riscaldamento e il raffrescamento oppure di soddisfarli attraverso l’apporto di fonti rinnovabili.

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Fino a qualche anno fa i Regolamenti comunali prevedevano obblighi, ora invece fissano più che altro obiettivi da raggiungere, in anticipo sull’UE, lasciando più libertà ai progettisti e ai costruttori in merito al “come” raggiungere l’obiettivo. I regolamenti sono quindi diventati più intelligenti: ponendo gli obiettivi e non gli obblighi sono più stimolanti, e gli interventi divengono più economici. Rimane il fatto che i controlli da parte dei Comuni sono rigidi e severi: una volta che un Regolamento viene approvato, viene anche fatto rispettare: i controlli permettono di lasciare più libertà sul “come”, pur ottenendo i risultati voluti.

“I regolamenti edilizi comunali si stanno dimostrando un'ottima chiave di lettura per raccontare l'evoluzione verso l'edilizia sostenibile e strumenti preziosi per accompagnare l'innovazione in corso, per una corretta progettazione e per la realizzazione di edifici efficienti dal punto di vista energetico - ha spiegato Edoardo Zanchini, Vice-presidente di Legambiente - I risultati dimostrano che l'innovazione sta andando avanti e che la spinta alla certificazione energetica e al miglioramento delle prestazioni impressa dall'Unione Europea sta producendo buoni risultati. Ora occorre, però, una regia nazionale che consenta di superare le troppe contraddizioni del quadro normativo italiano e i ritardi nel recepimento della normativa europea di riferimento, per raggiungere gli obiettivi fissati al 2021 quando tutti i nuovi edifici dovranno essere progettati e costruiti in modo tale da avere bisogno di una ridotta quantità di energia per il riscaldamento e il raffrescamento che, in ogni caso, dovrà essere prodotta da fonti rinnovabili. È indispensabile anche una strategia per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, dando certezze per le detrazioni del 55% che terminerebbero a giugno e legando gli incentivi ai risultati raggiunti in termini di riduzione dei consumi energetici, aiutando così concretamente le famiglie”.

Il Rapporto individua quest’anno 18 categorie di intervento volte a una maggiore efficienza e sostenibilità, attraverso obblighi e incentivi, tre in più rispetto alla passata edizione per le new entry: Recupero e riutilizzo delle acque grigie; Ventilazione meccanica; Materiali innovativi riciclabili.

Di seguito l’elenco delle altre, già presenti negli anni passati: Isolamento termico; Tetti verdi; Serramenti; Isolamento acustico; Orientamento e schermatura degli edifici; Permeabilità dei suoli ed effetto isola di calore; Utilizzo fonti rinnovabili; Risparmio idrico; Recupero acque meteoriche; Pompe di calore; Caldaie a condensazione; Contabilizzazione individuale del calore; Teleriscaldamento; 
Certificazione energetica.

Approfondimenti sul numero 3-4, marzo-aprile 2013 di Regioni&Ambiente