Svolta ecologista per la capitale norvegese: la giunta rosso-verde composta da Laburisti, Sinistra socialista e Verdi sceglie l’aria pulita e chiude il centro storico al traffico privato entro il 2019. Il progetto prevede di dimezzare in quattro anni le emissioni di CO₂ rispetto al livello del 1990 e ridurle del 95% entro il 2030. Nel piano oltre 60 chilometri di piste ciclabili, incentivi all’acquisto di biciclette elettriche e investimenti nel trasporto pubblico.

oslo

Sono sempre di più i Paesi che scelgono una conversione della mobilità cittadina verso la sostenibilità e di conseguenza verso l’abbattimento delle emissioni di gas nocivi. Uno di questi è la Norvegia, la cui capitale Oslo ha deciso di chiudere l’intero centro storico al traffico entro il 2019. In poche parole, le auto saranno messe letteralmente al bando.

La giunta comunale, appena insediatasi al Municipio dopo 20 anni di governo della destra e composta da Laburisti, Verdi e Partito Socialista, ha presentato un progetto di mobilità sostenibile a medio termine incentrato sull’ambiente e sulla lotta ai cambiamenti climatici. Quello che prevede, oltre al divieto quasi assoluto di transito alle auto nel centro città, è la riduzione del 50% delle emissioni di CO₂ in cinque anni rispetto al livello del 1990 e del 95% entro il 2030, e allo stesso tempo la riduzione del traffico automobilistico anche nella regione periferica del 20% entro il 2019 (data delle prossime elezioni comunali) e del 30% entro il 2030.

Una svolta green, insomma, che fa della capitale norvegese (già all’avanguardia per quanto riguarda la tutela dell’ambiente) la prima in Europa ad attuare un simile provvedimento, al quale saranno affiancate altre iniziative come la realizzazione di 60 chilometri di nuove piste ciclabili, incentivi all’acquisto di biciclette elettriche e un massiccio investimento nel trasporto pubblico.

Oslo ha circa 600mila abitanti e 350mila auto in circolazione. Nell’area interna alla circonvallazione lavorano quasi 90mila persone, ma i residenti sono poco più di mille. Il divieto alle auto stravolgerà l’organizzazione del traffico cittadino, ma farà bene all’ambiente e alla salute. I commercianti sono quelli più preoccupati: ben 11 dei 57 centri commerciali si trovano in quest’area, ma Lan Marie Nguyen Berg, rappresentante dei Verdi, ha assicurato che si potrà circolare, seppur con auto a emissioni zero come i veicoli elettrici.

Nel 2030 vi saranno ancora persone alla guida di vetture - ha dichiarato Nguyen Bern - ma queste dovranno essere senza emissioni. Vogliamo un centro senza auto e vogliamo renderlo migliore per i pedoni e i ciclisti. Sarà migliore anche per i negozi e per tutti”. L’esclusione ad ogni modo prevede delle eccezioni, sia per chi trasporta disabili che per chi trasporta merci, mentre bus e tram continueranno a servire il centro sostituendosi alle auto.

Siamo molto felici di vedere che, alcune settimane prima del vertice di Parigi (quello sul clima) - ha dichiarato Arild Hermstad, capo della Norwegian NGO The Future in Our Hands (il movimento internazionale per la salvaguardia dell’ambiente nato in Norvegia) - il nuovo consiglio comunale di Oslo abbia preso una così coraggiosa decisione, diventando la prima capitale al mondo a scegliere di eliminare i combustibili fossili”.

Un bel cambiamento, dunque, e soprattutto una rottura drastica con le fonti di energia esauribili per un Paese che, va sottolineato, rappresenta il maggiore produttore di petrolio in Europa, la cui percentuale di acquisto di auto elettriche però si aggira intorno al doppio rispetto a quella europea (2% contro l’1%) ed è in crescita esponenziale, se si pensa che l’anno scorso il 14% dei veicoli immatricolati in Norvegia era elettrico. Un paradosso che fa riflettere.

Concludiamo ricordando che sono già numerose le capitali europee che, pur con scelte temporanee, hanno anticipato questa tendenza green: Parigi ha già effettuato blocchi provvisori del traffico in centro città e il sindaco Anne Hidalgo ha anche avviato una crociata contro i motori diesel, Madrid e Londra hanno istituito delle tasse sulla circolazione o “congestion charge” per limitare il traffico e indirizzare la mobilità verso scelte più sostenibili.