Quando si tratta di passare dalle dichiarazioni alle azioni i Paesi delle ricche economie mondiali non riescono a trovare un'intesa per  la fine delle sovvenzioni ai combustibili fossili, che darebbe un segno tangibile della volontà di tener fede all'Accordo di Parigi.

2016 g20 energy ministerial meeting

I Ministri dell'Energia del G20, riuniti a Pechino (29-30) non sono riusciti a raggiungere un accordo su un termine per eliminare gradualmente le centinaia di miliardi di dollari in sussidi governativi per i combustibili fossili, che stanno contribuendo a spingere il mondo verso cambiamenti climatici potenzialmente devastanti, nonostante alla vigilia dell'incontro circa 200 ONG avessero inviato un appello affinché i Paesi del G20 eliminino entro il 2020 tutti i sussidi ai combustibili fossili, compresi quelli per l'esplorazione di nuovi giacimenti, e il G7 del mese scorso avesse esortato tutti i Paesi ad eliminarli entro il 2025. 
"Alla luce dell'impegno del 2009 e al di là della necessità di eliminare gradualmente a medio termine i sussidi agli inefficienti combustibili che incoraggiano gli sprechi, fornendo al contempo un sostegno mirato per i Paesi più poveri, accogliamo con favore i significativi progressi compiuti fino ad oggi da un certo numero di Paesi del G20, cercando di compiere ulteriori progressi nel portare avanti questo impegno. Non vediamo l'ora di conoscere i risultati della revisione degli accordi volontari USA-Cina che potrebero fornire utili esempi di condivisione esperienze sia teoriche che pratiche di eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili [...]".
Così recita il Comunicato finale che è stato reso noto solo dopo una settimana dalla conclusione del Vertice, lasciando intravedere la necessità di una mediazione sul suo contenuto.

Le "cortine fumogene" di aumentare gli investimenti nelle energie rinnovabili e per l'efficienza energetica  non sono riuscite a nascondere la cruda verità che, al di là delle dichiarazioni avvenute sul palcoscenico di Parigi nel corso della COP21 circa il proprio impegno per la lotta ai cambiamenti climatici,  quando poi si tratta di assumere conseguenti azioni concrete ecco emergere dei "distinguo" tra i vari Paesi membri.
"Il comunicato ribadisce l'importanza di muoversi verso una riduzione delle sovvenzioni - ha dichiarato il Segretario dell'Energia degli Stati Uniti Ernest Moniz - Ma all'interno del G-20 ci sono diversi punti di vista su quanto deve essere veloce ed aggressiva".


Se è vero che USA e Cina sono i Paesi che stanno spingendo di più per fissare una data entro la quale eliminare i sussidi, approfittando anche degli attuali prezzi bassi del petrolio, dallì'altra l'Arabia Saudita si è opposta risolutamente a fissare un termine, pur rendendosi conto che non è possibile perpetuare le sovvenzioni a tali fonti energetiche, tant'è che le ha già ridotte. 


Peraltro, il G20 che rappresenta i Paesi responsabili dell’80% delle emissioni globali, ha confermato la volontà di intraprendere il percorso verso la piena applicazione della COP 21e hanno adottato 3 Piani d'azione.
Per le energie rinnovabili i Paesi membri si impegnano "facilitare gli investimenti, riducendo le barriere e i fattori di rischio" e a "ridurre i costi di installazione attraverso un'approfondita collaborazione e la condivisione di conoscenza, capacità di realizzazione e trasferimento di tecnologie, l'innovazione finanziaria e i progetti pilota", riconoscendo "l'importante ruolo dei governi a sostegno dell'evoluzione del settore". Un'attenzione particolare viene data al nucleare, come alternativa ai combustibili fossili, per i Paesi in cui è possibile utilizzarlo, e al gas naturale, che "può avere un ruolo importante ed efficace per andare verso un futuro a bassa emissione di gas serra".


Il "G20 energy efficency leading programme" punta, invece, sull'efficienza energetica, che deve essere "di reciproco beneficio, innovativa, inclusiva e condivisa". I Paesi membri riconoscono "le realtà in cambiamento" dello scenario dell'energia globale e il ruolo dell'efficienza energetica e della diversificazione delle fonti per la realizzazione di modelli sostenibili. In conclusione si accenna anche all'importanza della trasparenza sui mercati, come "prerequisito cruciale per la sicurezza energetica e per incoraggiare gli investimenti".

Per "favorire l'accesso all'energia come fattore cruciale per il raggiungimento di una qualità della vita migliore, superare la povertà e migliorare la crescita economica globale", i Paesi del G20 hanno adottato il piano "Enhancing Energy Access in Asia and the Pacific" che sottolinea il ruolo degli investimenti, dell'innovazione e dei finanziamenti ai nuovi progetti nel settore dell'energia come prioritari per l'accesso all'energia in tutte le aree dell'Asia- Pacifico, utilizzando in primo luogo le risorse disponibili in loco.