Migliori informazioni sugli alimenti per i consumatori

Migliori informazioni sugli alimenti per i consumatori

Pubblicato il nuovo Regolamento UE sull’Etichetta Alimentare

informazioni per consumatori

Dopo un braccio di ferro tra le istituzioni europee durato ben 4 anni, è stato pubblicato sulla GUUE del 22 novembre 2011 il nuovo Regolamento (UE) n. 1169 del 25 ottobre 2011 sulla “Fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori”. 

Di certo le ultime emergenze alimentari verificatesi nel 2011 hanno dato un contributo per giungere ad un compromesso, ma ci piace pensare che la decisione italiana di promulgare la Legge n. 4/2011 “Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari” (cfr: “Finalmente è legge l’etichettatura degli alimenti!”, in Regioni&Ambiente, n. 3 marzo 2011, pagg. 34-41) abbia in qualche modo sollecitato Parlamento europeo, Consiglio e Commissione UE a giungere ad una conclusione sull’annosa questione. La nuova normativa, sostitutiva della vecchia Direttiva del 1979, intende fornire risposte e soluzioni per permettere ai consumatori di prendere decisioni con maggior consapevolezza allorché acquistano i prodotti alimentari, anche se si deve osservare che i produttori avranno un periodo transitorio di 3 anni per adeguarsi e addirittura la dichiarazione nutrizionale obbligatoria dovrà essere applicata entro un periodo di 5 anni dall’entrata in vigore del Regolamento (12 dicembre 2011).


Le novità sono rilevanti, a cominciare proprio dalla Tabella nutrizionale che dovrà essere presentata in etichetta, in un unico campo visivo e, ove lo spazio lo consenta, in forma tabulare.
Essa comprenderà le informazioni sulle caratteristiche di sette elementi: valore energetico; grassi; acidi grassi saturi; carboidrati; proteine; zuccheri e sale.
I valori dovranno essere espressi in 100 gr. o 100 ml. di prodotto e potranno, inoltre, essere espressi come percentuale dell’assunzione di riferimento (quantità giornaliera indicativa o GDA).
Si potrà utilizzare altri schemi come i semafori, attualmente diffusi in Gran Bretagna, solo se di facile comprensione. Viene introdotto l’obbligo di garantire la leggibilità dei caratteri che non dovranno essere inferiori ad una dimensione standard (minimo 1,2 mm. con riferimento alla x minuscola e 0,9 mm. per le confezioni più piccole, con una superficie inferiore a 80 cm2).

La nuova legislazione, inoltre, rende più severe le disposizioni in tema di informazione su sostanze che causano allergie e intolleranze, per maggior protezione della salute dei consumatori allergici, visto che tali sostanze dovranno essere evidenziate in grassetto o con colori. Le informazioni relative alle sostanze allergizzanti andranno fornite sia per i cibi confezionati che per quelli non preconfezionati, compresi gli alimenti venduti nei ristoranti e caffè, visto che dai dati in possesso della Commissione UE risulta che il 70% degli shock anafilattici si verifica quando si consumano pasti fuori casa.
Nel caso in cui gli alimenti siano venduti a distanza, è fatto obbligo di rendere disponibile prima della conclusione della transazione la maggior parte delle informazioni richieste in etichetta e di riportarle, comunque, in etichetta e di riportarle sui supporti alla base della vendita a distanza (pagina web o catalogo) o diffonderle in altri modi appropriati.

Se l’imballaggio del prodotto alimentare è di dimensioni molto ridotte (meno di 25 cm2), la dichiarazione non è richiesta; tuttavia, il nome, gli allergeni, la quantità netta e la data, entro la quale il prodotto va consumato, devono sempre essere indicati sull’imballaggio, indipendentemente dalle sue dimensioni.
Per quanto riguarda, invece, i prodotti di pasticceria, panetteria e gelateria, l’elenco degli ingredienti può essere riportato su un unico e apposito cartello tenuto ben in vista. Lo stesso vale per le bevande vendute a spillatura; anche in questo caso il cartello identificativo può essere applicato direttamente sull’impianto o a fianco dello stesso. Per evitare le contraffazioni di alimenti e bibite, nel caso in cui un prodotto può essere diluito o addizionato con ingredienti di bassa qualità o la relativa origine può essere falsificata, gli ingredienti integrativi o sostitutivi verranno indicati in modo evidente sull’etichetta e non solo riportati sulla lista degli ingredienti.
Le bevande diverse da tè, caffè e dai drink a base di tè e caffè con un tenore di caffeina maggiore di 150 mg/l, devono indicare, oltre la scritta “Tenore elevato di caffeina” come già in vigore, anche l’avvertenza “Non raccomandato per bambini e donne in gravidanza o nel periodo di allattamento”.

Le bevande alcoliche sono escluse soltanto provvisoriamente dall’obbligo di riportare un elenco degli ingredienti e informazioni nutrizionali, perché la Commissione UE si è data 3 anni di tempo per studiare la questione in modo specifico e apportare le eventuali rettifiche e/o integrazioni.

Attualmente, l’indicazione del Paese d’origine e il luogo di provenienza è obbligatoria, oltre che per miele, frutta e olio d’oliva, per la carne bovina; mentre con il nuovo regolamento l’obbligo viene esteso a tutti i tipi di carne fresca: dal maiale al pollame, dalla pecora alla capra. Per le carni trasformate in salumi o altro, l’estensione dell’obbligatorietà di indicare l’origine in etichetta scatterà tra 2 anni e 3 anni per latte e derivati. Entro 5 anni la Commissione UE valuterà l’opportunità di estendere l’origine al latte nei prodotti lattiero-caseari e la carne nella preparazione di altri cibi, quando rappresentano più del 50% dell’alimento. Carni e prodotti ittici surgelati o congelati, non lavorati, devono indicare il giorno, il mese e l’anno di surgelazione o congelamento.
Quando un alimento congelato o surgelato viene venduto “scongelato” tale condizione deve essere indicata in etichetta; mentre carni e prodotti ittici devono specificare l’arricchimento di acqua (se superiore al 5%) e di addittivi o enzimi.
Gli “oli e grassi vegetali” dovranno indicare la tipologia utilizzata (per es. arachide, soia, palma, ecc.); per le miscele si può usare la dicitura “in proporzione variabile”.

Entro 3 anni dall’entrata in vigore del regolamento verrà valutata la possibilità di inserire in etichetta la presenza di acidi grassi trans (TFA), ovvero quei grassi insaturi presenti nella carne bovina, nel grasso di agnello e montone e nei prodotti derivati dalla loro carne e latte, e contenuti pure in alcune creme grasse da spalmare in prodotti da forno, come cracker, torte, dolci e biscotti, nonché nei cibi fritti. Sul sito del Consiglio dell’Unione Europea (www.consilium. europa.eu) è disponibile in inglese “Domande e risposte sull’etichettatura dei prodotti alimentari” che offre utili informazioni sul nuovo regolamento.

Commenta