Mercato unico per prodotti “verdi”

Mercato unico per prodotti “verdi”

La Commissione UE ha avviato un’iniziativa tanto innovativa quanto largamente auspicata da imprenditori e consumatori.

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La Tabella di marcia per un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse è prevista l’elaborazione di un approccio metodologico comune e per tutto il ciclo di vita che consenta agli Stati membri e al settore privato di valutare, illustrare e misurare le proprietà ecologiche di prodotti, servizi e imprese nonché la diffusione di informazioni migliori sull’impronta ambientale dei prodotti.

Ora, in tale contesto la Commissione europea ha lanciato una proposta innovativa, anche se attesa dagli imprenditori più sensibili alla sostenibilità della loro produzione: l’adozione di un mercato unico per i prodotti verdi.

“Se vogliamo favorire la crescita sostenibile dobbiamo assicurarci che sul mercato i prodotti più efficienti sotto il profilo delle risorse e più ecologici siano conosciuti e riconoscibili –ha dichiarato il Commissario per l’Ambiente Janez Potočnik - Fornire ai consumatori informazioni affidabili e confrontabili sugli impatti ambientali e sulle credenziali di prodotti e organizzazioni vuol dire metterli in condizione di scegliere, mentre aiutare le imprese ad allineare le metodologie applicate equivale a tagliare i loro costi e oneri amministrativi”.

La proposta, presentata oggi dalla Commissione UE, si è esplicitata sotto forma di una Comunicazione dal titolo “Il mercato unico dei prodotti verdi” (Single Market for Green Products) e di una Raccomandazione su “Uso di comuni metodologie per misurare e comunicare le prestazioni ambientali del ciclo di vita dei prodotti e delle organizzazioni (Use of common methods to measure and comunicate the life cycle environmental performance of products and organisations), esortando gli Stati membri e il settore privato ad applicarle.

Attualmente le imprese che vogliono mettere in rilievo le proprietà ecologiche dei loro prodotti devono affrontare diversi ostacoli:

- districarsi tra varie metodologie promosse nel quadro di iniziative pubbliche e private;

- affrontare diversi costi per fornire informazioni ecologiche;

- fare i conti con la sfiducia dei consumatori confusi dalla giungla delle etichette che rende arduo confrontare i prodotti.

In base all’ultimo Eurobarometro sui prodotti "verdi", il 48% dei consumatori europei è confuso dal flusso di informazioni sull’ambiente e dal numero di etichette ecologiche. Anche diverse federazioni industriali hanno invocato un approccio comune europeo basato su valutazioni scientifiche e analisi del ciclo di vita a livello UE., temendo che la moltitudine di iniziative a livello di Stati membri, oltre ad essere contraria ai principi del mercato unico, provochi confusione tra i consumatori e maggiori costi per l’industria.

La proposta della Commissione UE si sostanzia alcuni punti-chiave:

- promuovere le due metodologie che consentono di misurare le prestazioni ecologiche per tutto il ciclo di vita, rispettivamente dei prodotti (Product Environmental Footprint) e delle organizzazioni (Organisation Environmental Footprint);

- raccomandare agli Stati membri, alle imprese, alle organizzazioni private e alla comunità finanziaria di applicare su base volontaria queste metodologie;

- preannunciare una fase di prova di 3 anni che permetta di sviluppare norme specifiche per prodotto e per settore nel quadro di un processo che coinvolge portatori d’interesse a diversi livelli, dando modo alle organizzazioni che si avvalgono di altre metodologie di valutare queste ultime;

- formulare principi di trasparenza, completezza, comparabilità e chiarezza, per comunicare le prestazioni ambientali;

- sostenere gli sforzi compiuti a livello internazionale per un maggiore coordinamento nello sviluppo di metodologie e nella messa a disposizione dei dati.

Si prevede che la fase di prova di tre anni venga avviata poco dopo l’adozione della comunicazione. La Commissione pubblicherà un appello sui portali web PEF (Product Environmental Footprint) e OEF (Organisation Environmental Footprint), con cui inviterà le imprese, le organizzazioni industriali e le organizzazioni dei portatori d’interesse nell’UE e in paesi terzi a partecipare, su base volontaria, all’elaborazione di norme specifiche per categorie di prodotti e settori.

La seconda fase si baserà su una valutazione approfondita delle conclusioni del periodo di prova triennale e di ulteriori azioni realizzate nel quadro della comunicazione e della raccomandazione. In funzione di questa valutazione la Commissione deciderà le future strategie politiche relative alle metodologie PEF e OEF che sono state sviluppate dal Centro Comune di Ricerca della Commissione europea e che, basandosi sulla valutazione del ciclo di vita, possono pertanto riguardare gli impatti ambientali (e indicare opportunità di miglioramento): dall'estrazione delle materie prime allo smaltimento di un prodotto (o di una gamma di prodotti nel caso di organizzazioni).

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La Commissione UE prevede di fornire un servizio di assistenza tecnica e di copertura dei costi per la sperimentazione di approccio alòle verifiche.



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