Messo a punto da scienziati del Centro Comune di Ricerca della Commissione UE, in collaborazione con Google Earth, il Global Surface Water Explorer, strumento innovativo e accessibile a tutti che permette di rilevare le variazioni nelle acque superficiali terrestri intervenute negli ultimi 32 anni.

La Commissione europea ha inaugurato il 12 dicembre 2016 Global Surface Water Explorer, un nuovo strumento di mappatura interattivo online, elaborato dal Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione UE e dal motore Google Earth Engine ed accessibile a tutti, che contribuirà a migliorare le politiche europee e mondiali, in materie quali i cambiamenti climatici e la gestione delle risorse idriche.
"Questo nuovo strumento è una miniera d'oro - ha sottolineato nell'occasione Tibor Navracsics, Commissario per l'Istruzione, la Cultura, la Gioventù e lo Sport, nonché responsabile del JRC - Ogni secondo i satelliti generano grandi quantità di dati, tuttavia, la trasformazione di questi dati in conoscenza ha costituito una sfida per lungo tempo. Questa iniziativa del Centro comune di ricerca e del motore Google Earth ha consentito di tradurre i dati satellitari in uno strumento di facile utilizzo accessibile ai cittadini e che aiuterà i responsabili politici nell'UE e nel mondo a prendere decisioni informate".

Oltre tre milioni di immagini satellitari, raccolte tra il 1984 e il 2015, sono state trasformate, utilizzando 10.000 computer funzionanti in parallelo, in una serie di mappe globali con una risoluzione di 30 metri, che consentono agli utenti di scorrere indietro nel tempo per misurare i cambiamenti nella posizione e la persistenza delle acque superficiali a livello globale, per regione, o per una zona specifica. Le mappe mostrano che, sebbene il volume globale delle acque di superficie sia aumentato a livello mondiale (in tutta Europa c'è stato un incremento), si sono verificate perdite del 70% in determinate regioni dell'Asia (Kazakistan, Uzbekistan, Iran, Afghanistan e Iraq).


Gli utili e le perdite nette per Stato membro UE

A livello globale quasi 90.000 Km2 di superficie - un'area delle dimensioni del Portogallo - sono scomparsi del tutto e più di 72.000 Km2 sono passati da "essere presenti tutto l'anno" a "essere presenti solo per pochi mesi all'anno".
Molti di questi cambiamenti sono legati ad attività antropiche, come la costruzione di dighe, la deviazione dei fiumi e l'utilizzo non regolamentato delle risorse idriche. Altre alterazioni possono essere attribuite agli effetti dei cambiamenti climatici, compresi la siccità e lo scioglimento accelerato di neve e ghiacciai, a causa dell'innalzamento delle temperature, e dall'aumento delle precipitazioni.

Le differenze regionali sono evidenti anche in Australia, dove la siccità in questo scorcio di millennio (tra il 2001 e il 2009) ha influenzato in modo determinante la riduzione della superficie permanente di acqua, e negli Stati Uniti dove una combinazione di siccità e contemporaneo aumento della domanda hanno provocato una perdita del 33% di superficie d'acqua in Arizona, California, Idaho, Nevada Oregon e Utah.

Le informazioni contenute nelle mappe aiuteranno i responsabili politici a progettare in modo consapevole e a monitorare le misure per prevenire e mitigare le inondazioni, la penuria idrica e la siccità che è in costante aumento in alcune aree dell'UE, Inoltre, i dati possono essere utilizzati anche come parte del contributo dell'UE agli accordi ambientali multilaterali, come la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, la Convenzione sulla Biodiversità o aiutare a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030.

Sul numero 540 del 15 dicembre 2016 di "Nature", i ricercatori del JRC in un articolo hanno spiegato come è stata costruita la mappa interattiva che permette di rilevare le variazioni nelle acque superficiali terrestri intervenute negli ultimi 32 anni.

Immagine schermata dal Global Surface Water Explorer del lago d'Aral dove il rosso indica la riduzione della superficie d'acqua in conseguenza degli interventi di deviazione fluviale negli anni '60 per irrigare le piantagioni di cotone. Ora, l'acqua permanente occupa meno del 10% della superficie di un tempo e quel che originariamente era un lago ora sono 4 piccoli laghi (fonte: Jean-Francois Pekel, Andrei Cottam, Noel Gorelick, Alan S. Belwaes. (2016) High-resolution mapping of global surface water and its long-term changes. Nature n. 540, pp. 418-422