Alla Conferenza di Bruxelles, promossa dalla Regione Emilia-Romagna che ha coordinato il partenariato di 14 regioni coinvolte, Governatori ed Esperti di politiche regionali ed europee hanno discusso sulla necessità di implementazione della Strategia di sviluppo EUSAIR che include 8 Paesi, per la quale la sola volontà politica non è sufficiente, se mancano le risorse umane e finanziarie.
Una risposta in tal senso dovrebbe arrivare dal lancio operativo del programma ADRION, uno strumento ad hoc per il sostegno concreto alla Strategia, che deve fornire le risorse economiche ai progetti di cooperazione territoriali riguardanti Stati e i loro livelli decentrati di amministrazione, che compongono EUSAIR.

logo eusair

Nel corso della 13a edizione degli “Open Days 2015”, Forum per lo scambio di informazioni tra le istituzioni europee, nazionali e regionali per l'attuazione dei programmi finanziati dalla UE, che quest’anno ha avuto per tema “Regioni e Città d’Europa: partner per gli investimenti e la crescita”, è stata discussa anche la Strategia di sviluppo per la macroregione Adriatico-Ionica, che include 8 Paesi: 4 membri dell’Unione europea (Italia, Slovenia, Croazia e Grecia) e 4 di quelli che ambiscono ad una progressiva integrazione nel progetto europeo (Albania, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Serbia).

Il 15 ottobre 2015, infatti, si è svolta a Bruxelles la Conferenza “The Adriatic-Ionian Macroregion for Jobs and Growth", su iniziativa della Regione Emilia-Romagna che ha coordinato il partenariato di 14 regioni coinvolte nella Strategia EUSAIR, con il fine di rilanciare l’impegno nell’implementazione della Strategia stessa.
Ai 70 milioni di cittadini che vivono nell’area Adriatico-Ionica vogliamo offrire nuove opportunità di lavoro, di mobilità, di istruzione e di crescita attraverso un coordinamento politico ed amministrativo che contribuisca a ritrovare una narrativa comune tra le due sponde - ha dichiarato il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini aprendo i lavori alla presenza dell’Alto Rappresentante e Vicepresidente della Commissione Europea, Federica Mogherini e del sottosegretario Sandro Gozi, in collegamento da Roma - Per questo è necessario confermare l’impegno da parte di tutti i livelli di governo nella realizzazione della Strategia europea EUSAIR e per questo vogliamo contribuire a progettualità strategiche concrete nell’area, a partire dall’attuale programmazione”.

La Conferenza ha preso in esame le possibili soluzioni per attrarre investimenti, in particolare in capitale umano, e per incentivare la mobilità nell'area, sotto una duplice prospettiva: da un lato, quella politica dei rappresentanti dei governi regionali e locali; dall'altro, quella tecnica degli esperti di politiche regionali ed europee. Un focus particolare è stato  riservato anche al ruolo di EUSAIR nel favorire una progressiva integrazione europea dei Balcani occidentali e nel rafforzare la cooperazione nel Mediterraneo.

Gli eventi drammatici degli ultimi mesi hanno ricordato a tutti come la macroregione Adriatico-Ionica sia insieme la porta dell’Europa e allo stesso tempo parte integrante dell’Europa - ha affermato l’Alto Rappresentante Federica Mogherini - È molto importante realizzare una sempre maggiore sinergia tra territori e livelli di governo, nella convinzione della centralità della collaborazione tra Regioni e della necessità di avviare progettualità concrete”.

Proprio alle reti dei trasporti e dell'energia, nell'ambito di una necessaria "piattaforma di rafforzata e coordinata cooperazione per affrontare sfide che non possono essere risolte in maniera autonoma, ma richiedono una responsabilità e azione congiunta - ha fatto riferimento nel suo intervento il Presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani - La Regione Friuli Venezia Giulia è capofila del pilastro dei trasporti marittimi e dell'energia e quindi la nostra attenzione è legata soprattutto al sistema dell'innovazione e della ricerca, nell'implementazione delle infrastrutture esistenti e di quelle necessarie".

Se tutte le regioni puntano a priorità comuni, alcune hanno anche un ruolo guida in alcuni settori che costituiscono o sono parti integranti dei 4 pilastri del Piano d’azione della Strategia Eusair:
- Economia blu;
- Connettere la regione;
- Qualità ambientale;
- Turismo sostenibile.

Così le Marche guardano in particolare all'economia blu, “perché è sul mare che dobbiamo fare un salto di qualità, ad esempio in termini di sostenibilità - ha affermato il Presidente della Regione, Luca Ceriscioli - L'Adriatico dal 2020 diventa un'area sensibile e i carburanti impiegati nei trasporti dovranno diventare più sostenibili e passare dal gasolio all'uso del gas liquido. Questo significa investimenti infrastrutturali rispetto ai porti, realizzazione di collegamenti internazionali, progressi tecnologici e navi che devono cambiare combustibili".

Fra le sfide più "scottanti" per l'area c'è quella delle "trivelle", che in Italia ha visto le regioni coinvolte depositare la richiesta di un referendum abrogativo contro le trivellazioni entro le 12 miglia dalla costa e sul territorio.
"Dobbiamo trovare un punto comune, che significhi o il 'no' oppure il modo di allontanarle il più possibile, oltre le 12 miglia - ha sottolineato il  Presidente dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, ricordando che in Croazia ci sono ben 29 procedure in fase istruttoria - La strategia della macroregione Adriatico-Ionica, assumendo come pilastro la tutela del mare e dell'economia blu, serve anche a difendere il mare”.

Intanto, sul fronte del turismo, la Puglia ha lanciato la proposta di non perdere l'occasione offerta da Matera capitale europea della cultura nel 2019.
La Puglia si occupa del pilastro turistico e quindi cercherà di mettere la sua esperienza a disposizione delle altre regioni 'sorelle' - ha detto il Presidente, Michele Emiliano - Guardiamo con grande attenzione a Matera Capitale europea della Cultura 2019, un evento di grande interesse per tutta l’area e che potrebbe diventare anche la linea di partenza delle nostre strategie concrete di sviluppo e di cooperazione che potranno essere presentate proprio in quella occasione”.

Ma le regioni oltre che cooperare tendono anche a competere, specie in un settore come il turismo. "Guardiamoci in faccia e stiliamo un’agenda per decidere chi fa cosa - ha concluso Bonaccini - E se c’è qualcuno che è d’accordo nelle parole, ma nei fatti ostacola serve dirselo”.

L’Italia è il Paese più importante e serve la sua leadership per trainare questa strategia, altrimenti si rischiano scontri anche sulle piccole cose - ha osservato Andrea Mairate, Capo unità del Dipartimento per le Politiche europee della Commissione europea - Manca l’impegno operativo dei governi, statali e regionali per far partire questa Strategia. Non basta la volontà politica, servono le migliori risorse disponibili”.

Una risposta in tal senso dovrebbe arrivare a dicembre con il lancio operativo del programma ADRION, uno strumento ad hoc per il sostegno concreto alla Strategia, che deve fornire le risorse economiche ai progetti di cooperazione territoriali riguardanti Stati e i loro livelli decentrati di amministrazione, che compongono EUSAIR.
Il suo bilancio complessivo sarà di quasi di 118 milioni di euro, dei quali oltre 83 provenienti dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), oltre 15 dai fondi messi a disposizione dallo Strumento di assistenza alla preadesione IPA II, e gli altri 19 milioni circa dai Finanziamenti nazionali (per i partner italiani tale quota è garantita dal Fondo di rotazione nazionale ai sensi della L. 183/87).

Ai bandi potranno partecipare autorità pubbliche (o equivalenti) e soggetti privati. Questo significa che non ci saranno i cosiddetti "finanziamenti a pioggia" o altre forme di sussidio slegate da una progettualità dei partner, ma saranno invece premiati quei progetti strumentali al raggiungimento degli obiettivi di ADRION che, ricordiamo, sono: innovazione della governance; integrazione tra Stati membri dell’UE e Paesi candidati; ulteriore avvicinamento di questi ultimi all’Unione nel suo complesso.