Gli italiani dovranno abituarsi in estate a convivere con temperature ben al di sopra della media del periodo e precipitazioni in diminuzione, ma di maggiore intensità (le bombe d'acqua), come annunciano gli Studi sugli scenari climatici futuri realizzati ad alta risoluzione spaziale dal Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, che sono in grado di simulare valori medi ed estremi di temperature e precipitazioni, e dei relativi impatti fino alla fine del secolo in corso, recentemente pubblicati su prestigiose riviste scientifiche internazionali.

po in secca

Gli italiani, comunque, se n’erano accorti dai disagi che hanno dovuto sopportare, ma ora è ufficiale: luglio 2015 è stato il mese di luglio più caldo di sempre ovvero da quando (1800) si eseguono osservazioni strumentali nel nostro Paese.

La conferma viene dall'Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR che gestisce la Banca dati delle “Serie storiche italiane ultrasecolari di parametri meteorologici" (l’unica a livello nazionale che garantisce, su tutto il territorio, una sufficiente copertura spazio-temporale con serie validate ed omogeneizzate secondo standard internazionali).

Quel che sorprende e preoccupa di più è il livello di anomalia (3,6 °C al di sopra della media del periodo di riferimento: 1971-2000) superiore di 1 °C a quella che si verificò nel luglio del 2003, anno in cui durante l'estate si verificarono in Europa decine di migliaia di decessi in più per ondate di calore, tra cui 18.000 registrate in Italia.

Con le temperature di luglio, il 2015 è attualmente al di sopra della media parziale del 2014, risultato l'anno più caldo di sempre nel nostro Paese.
In Italia, anche le precipitazioni di luglio 2015 sono state assai contenute, con un deficit del 32% rispetto alla media e anomalie significative sulla maggior parte del territorio, aggravando la situazione di penuria d'acqua del bacino del Po, con conseguenze pesanti per le attività agricole connesse all'irrigazione, anche per lo scarso apporto dei grandi laghi che stanno diminuendo mediamente di 2 cm al giorno.
 

luglio temperature medie



luglio precipitazioni



Si rischia pure delle tensioni a livello istituzionale tra i vari enti preposti, come denuncia la polemica innescatasi in questi giorni tra la Regione Veneto e la Comunità del Garda, dopo che la prima aveva scritto a Regione Lombardia, Comunità del Garda e Agenzia Interregionale per il fiume Po (Aipo) per far aumentare il deflusso di acque benacensi nel grande fiume, anche per limitare il rischio di risalita del cuneo salino dal mare Adriatico, con conseguenze non solo sulle attività irrigue, ma anche sulla potabilizzazione delle acque.
A questa richiesta, la Comunità del Garda non solo si oppone, ma addirittura sollecita una riduzione dell'attuale deflusso per non compromettere sia la stagione turistica che quella irrigua dell'area.

La stagione agricola è comunque sottoposta a stress che compromette la produzione, come denunciato da Coldiretti, perché, anche irrigate, alcune produzioni subiscono cali per effetto dell'interrezioni dei cicli vegetazionali per alcune piante, quando la temperatura per giorni si mantiene al di sopra dei 30 °C.

Peraltro, la situazione nei primi giorni di agosto sta proseguendo con lo stesso andamento. Dopo gli anticicloni "Flegetonte" e "Caronte" di luglio, e una breve pausa di temperature maggiormente sopportabili a cavallo dei due mesi, l'anticlone africano, denominato "Acheronte", ha rioccupato la penisola, determinando situazioni da bollino rosso per molte città del centro-nord, come indica il sito del Ministero della Salute.
 

mappa caldo livelli di rischio luglio


Secondo le previsioni meteorologiche, nella seconda decade è previsto l'afflusso di aria fresca atlantica che dovrebbe comportare una riduzione delle temperature con il rischio maggiore per temporali di forte intensità che potrebbero determinare le cosiddette "bombe d'acqua" quali quelle che si sono rovesciate nel pomeriggio del 1° agosto 2015 sulla città di Firenze, con 45 mm di pioggia e grandine caduti in 40 minuti, o sulle dorsali del monte Antelao nel Cadore, dove 40 mm di pioggia caduti in meno di un'ora hanno provocato frane con danni ingenti e 3 vittime.

E in futuro dovremo convivere sempre più spesso con tali fenomeni, come ha spiegato il Presidente del Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), Antonio Navarra che in occasione degli Stati Generali sui Cambiamenti Climatici, riuniti a Roma il 22 giugno 2015, ha dato conto degli scenari climatici futuri sull'Italia, realizzati ad alta risoluzione spaziale dal Centro, che sono in grado di simulare valori medi ed estremi di temperature e precipitazioni, e dei relativi impatti fino alla fine del secolo in corso. (Tali Studi sono stati pubblicati in prestigiose riviste scientifiche internazionali:

- E. Bucchignani, M. Montesarchio, A. L. Zollo, P. Mercogliano (2015): "High-resolution climate simulations with COSMO-CLM over Italy: performance evaluation and climate projections for the XXI century" - International Journal of Climatology;

- R. Vezzoli, P. Mercogliano, S. Pecora, A.L. Zollo, C. Cacciamani (2015): "Hydrological simulation of Po River (North Italy) discharge under climate change scenarios using the RCM COSMO-CLM" - Science of The Total Environment;

- A.L. Zollo, V. Rillo, E. Bucchignani, M. Montesarchio, P. Mercogliano (2015) "Extreme temperature and precipitation events over Italy: assessment of high resolution simulations with COSMO-CLM and future scenarios" - International Journal of Climatology).

I dati riportano un aumento della temperatura media italiana di 3,2 gradi centigradi, mentre per quanto riguarda le precipitazioni, le ricerche mostrano un aumento dei valori medi nelle stagioni invernali ed autunnali e una diminuzione in quelle primaverili ed estive. Oltre alle variazioni nei valori medi si evidenziano anche cambiamenti nella frequenza ed intensità degli eventi estremi. Gli eventi di precipitazione, in particolare, saranno meno frequenti, ma più intensi. Si tratta di dati particolarmente significativi perché associabili al rischio alluvioni nelle stagioni invernali e a problemi inerenti la gestione delle risorse idriche nelle stagioni estive e primaverili, soprattutto nelle regioni settentrionali della penisola, con particolari implicazioni, dunque, sulla disponibilità di acqua sia ad uso civile (abitazioni), che per altri usi come nei settori agricolo e industriale.Questi risultati trovano applicazione ancora più concreta in uno studio sul bacino del Po.

Gli scenari indicano che ad un aumento di magre estive per il trentennio di fine secolo - ha spiegato Navarra - corrisponde un aumento dei momenti di eccesso di portata invernale. Il Mediterraneo è una zona di confine tra due aree climatiche, una fascia che però nei prossimi anni rischia di spostarsi più in alto di circa cento chilometri. Questo vuol dire che ci troveremo ad avere, in alcune zone d’Italia, il clima del Nord Africa".
La risposta a questi problemi, ha concluso Navarra, dipende dalle scelte che sapremo fare oggi, sia per la mitigazione, cioè per ridurre i cambiamenti climatici, sia per l’adattamento e la capacità di renderci meno vulnerabili ai futuri cambiamenti.