L’annuncio è stato dato dal Commissario per l’Energia e il Clima nel corso di un discorso tenuto a Bruxelles sull’Unione dell’Energia.
Sottolineato anche il ruolo chiave dell’efficienza energetica per ridurre le emissioni e mantenere l’aumento della temperatura globale entro i 2 °C.

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Dobbiamo dar vita ad un mercato unico dell’Unione europea per le energie rinnovabili che sia completamente integrato e che competa liberamente nel mercato complessivo dell’elettricità - ha dichiarato Miguel Arias Cañete - Un mercato delle energie rinnovabili che premi l'innovazione e promuova l'efficienza”.

È una delle affermazioni del discorso tenuto a Bruxelles il 17 febbraio 2015 dal Commissario UE per l’Energia e il Clima in occasione del Convegno “Verso un’effettiva Unione dell’Energia”, organizzato dal Lisbon Council, ONG per la Competitività Economica e Sociale, fondata nel 2003 e formata da un gruppo di esperti incaricati di definire ed articolare una strategia per gestire le attuali e future sfide economiche e sociali del nostro tempo.

Il suo intervento è avvenuto contestualmente alla diffusione del report tecnico dell’Agenzia Europea dell’Ambiente da cui emerge che nel 2013 il consumo finale di energia da fonti rinnovabili in tutti gli Stati membri ha raggiunto quasi il 15%, superando l’obiettivo del 12% che l’UE aveva fissato al 2010 nella Direttiva sulle energie rinnovabili (2001/77/CE) ed è sulla giusta traiettoria per conseguire entro il 2020 l’obiettivo di produrre almeno il 20% della sua energia da fonti rinnovabili.
Per far sì che l’UE raggiunga l’obiettivo del 27%, fissato dal Pacchetto “Clima ed Energia al 2030”, Cañete ha anticipato che la Commissione proporrà un pacchetto di misure dedicato alle energie rinnovabili.
Questo renderà un importante contributo al miglioramento della nostra sicurezza energetica e al contempo sarà un driver per la crescita e l’occupazione, contribuendo a garantire l’energia elettrica a prezzi accessibili e competitivi per i nostri cittadini”.

Il Commissario si è pure soffermato sulla necessità di ridurre la domanda di energia, puntando sull’efficienza energetica, un settore che, come ha specificato, “merita la nostra massima determinazione a livello comunitario, nazionale, regionale e individuale, perché, pur essendo stato detto in più occasioni, ma è pur vero: l'energia che non usiamo è quella più economica, più sostenibile e più sicura che ci sia”.

Al riguardo, Cañete ha indicato delle priorità:
- in primo luogo, una legislazione nuova e aggiornata di revisione delle Direttive eco-design, etichettatura, edifici e efficienza energetica; una nuova strategia per il riscaldamento e raffreddamento; e nuove misure in materia di veicoli efficienti, tra cui la promozione della mobilità elettrica;
- in secondo luogo, un uso maggiore e più efficace dei fondi disponibili, inclusi quelli dell’Investment Initiative di Juncker, regionali e strutturali, annunciando anche un’iniziativa “Smart Cities and Communities” e l’utilizzazione delle potenzialità del “Patto dei Sindaci”;
- quindi, un nuovo approccio per migliorare l'efficienza energetica degli edifici, per sollecitare investimenti per l’isolamento termico, che sono oggi tra i più redditizi per i cittadini e l'industria.
 
L’efficienza energetica ha un ruolo importante nella creazione di posti di lavoro e di impulso alla crescita. Le ultime stime, ha sottolineato Cañete, indicano che 800.000 mila posti di lavoro possono essere creati attraverso gli opportuni investimenti, soprattutto nel settore delle costruzioni, dove gli investimenti nell’efficienza energetica contribuiranno alla crescita economica e all'occupazione, con il vantaggio di produrre effetti anche a carattere locale.
Nell'industria, le politiche di efficienza energetica mirano a ridurre l'intensità energetica delle attività, aumentando la produttività energetica ovvero producendo lo stesso o di più con meno consumo energetico.
Un disaccoppiamento tra crescita economica e consumo di energia si riflette nei miglioramenti che possono essere osservati a livello dei diversi utilizzi finali: le nuove abitazioni costruite oggi consumano in media il 40% in meno delle abitazioni costruite 20 anni fa, mentre le auto consumano in media 2 litri in meno di 20 anni fa - ha osservato il Commissario UE per l’Energia e il Clima - Questo è in gran parte il risultato di politiche concrete, come l'introduzione dei requisiti di efficienza energetica nelle norme edilizie e la definizione di standard per il consumo di carburante delle autovetture; e vi sono numerosi altri esempi”.

Di certo, il rallentamento della crescita economica contribuisce a ridurre i consumi di energia, tuttavia l’impatto di tale fattore è meno della metà dell’effetto conseguente alle politiche attuate.
La Commissione ha stimato che l'UE è attualmente sulla buona strada per raggiungere il 18-19% di risparmio energetico nel 2020, lasciando un gap di appena 1-2 punti percentuali per l'obiettivo al 2020.
A tal fine, Cañete sollecita gli Stati membri a compiere sforzi decisi, attuando pienamente e applicando in concreto la legislazione già concordata, perché è la chiave per colmare il divario.

Infine, il Commissario ha ricordato il ruolo dell’efficienza energetica per contribuire a mantenere entro i 2 °C l’aumento della temperatura globale.
È importante ricordare che alcune misure di efficienza energetica sono in grado di fornire risultati rapidi. Questo è fondamentale perché l'Accordo di Parigi a fine 2015 avrà il suo peso non solo dopo il 2020, considerando che esiste ancora un grande divario di mitigazione da colmare entro il 2020 (se l'intenzione globale è quella di raggiungere l'obiettivo dei +2 °C - ha concluso Cañete - Quindi gli obiettivi e le politiche di efficienza energetica non dovrebbero giocare solo un ruolo chiave per raggiungere gli obiettivi di emissione di gas ad effetto serra dei Paesi per il 2020 e oltre, ma anche nella definizione delle politiche in corso”.