Lo stato delle Aree protette mondiali

Lo stato delle Aree protette mondiali

Nel corso del Congresso Mondiale sulla Conservazione (Honolulu, 1-10 settembre 2016) UNEP e IUNC hanno presentato il Rapporto 2016 sulla conservazione delle aree protette alla luce degli Obiettivi di Biodiversità della Convenzione di Nagoya e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, da cui emerge che, nonostante i progressi compiuti, sono ancora molte le aree decisive per la biodiversità che sono sottorappresentate o gestite inadeguatamente.

protected planet report 2016

Il 14,7% delle terre e il 10% delle acque territoriali sono protette, ma aree cruciali per la biodiversità vengono lasciate fuori, specie e habitat sono sottorappresentate e l’efficacia delle aree protette viene limitata da una inadeguata gestione.

È questo l’assunto delProtected Planet Report 2016, presentato a Honolulu (Hawaii) dove è in corso  (1-10 settembre 2016) il World Conservation Congress dal titolo “Pianeta al bivio”.

Il Rapporto, redatto dal Centro di Monitoraggio per la Conservazione Mondiale del Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP-WCMC) e dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUNC), fornisce una valutazione globale sullo stato  di conservazione delle aree protette e di monitoraggio degli Obiettivi di Biodiversità  (Aichi Biodiversity Targets) e di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals).

Ci sono 202.467 aree protette che coprono circa 20 milioni di Km2 (14,7% delle terre emerse, escludendo l’Antartide), non lontano, quindi, dall’obiettivo del 17% previsto al 2020 dalla Convenzione di Nagoya, per lo più a seguito dell’aumento dei progressi compiuti nella protezione di mari ed oceani (alla vigilia del Congresso IUNC, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha annunciato la decisione di quadruplicare l’estensione del “Monumento nazionale marino di Papahānaumokuākea”, istituito nel 2006 dal suo predecessore Bush, che diventerà così la più grande riserva marina mondiale). Tuttavia la copertura delle aree protette terrestri è diminuita dell’0,7% rispetto all’ultimo precedente Rapporto, anche se tale decremento potrebbe essere imputato ad un miglioramento della qualità dei dati.

I progressi enormi conseguiti nel numero e nelle dimensioni delle aree protette compiuti negli ultimi 10 anni devono essere accompagnati dalla loro qualità - ha dichiarato il Direttore esecutivo dell’UNEP, Erik Solheim che ha sostituito dal 13 maggio 2016 Achim Steiner - Il mondo ha bisogno di fare di più per proteggere efficacemente i nostri diversi spazi ecologici. Le aree protette devono essere connesse meglio, per permettere alle popolazioni di animali e di piante di mescolarsi e diffondersi. Altrettanto importante è garantire che le comunità locali siano coinvolte negli sforzi di protezione , essendo il loro sostegno fondamentale per la conservazione a lungo termine”.

protected planet report 2016

I Paesi dell’America Latina e Caraibica sono quelli che proteggono di più i loro territori con 5 milioni di Km2, circa la metà dei quali in Brasile che ha il più grande sistema di aree protette del mondo con 2,47 milioni di Km2, mentre la Regione mediorientale si segnala per essere la meno protetta, con solo il 3% della superficie che è salvaguardata.

Il Rapporto, infine, raccomanda di investire nelle aree protette per rafforzare la gestione sostenibile della pesca, controllare le specie invasive, adattarsi ai cambiamenti climatici e ridurre i sussidi dannosi che minacciano la biodiversità.

Il mondo oggi si trova ad affrontare critiche sfide ambientali e sociali, come i cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare e idrica - ha aggiunto la Direttrice generale della IUNC, Inger Andersen - Le aree protette assolvono ad un ruolo determinante per la conservazione delle specie e degli ecosistemi, in grado di aiutarsi a contrastare tali problemi. Quindi, è essenziale garantire che esse siano accuratamente mappate e gestite, se vogliamo continuare a prosperare su questo Pianeta”.

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