L’Eurostat ha diffuso i dati della produzione e trattamento dei rifiuti urbani e assimilabili agli urbani dell’UE-28 da cui emerge che sono i Paesi dell’Est europeo ad inviare la stragrande maggioranza dei rifiuti in discarica. La Commissione UE preannuncia nuovi indicatori per la trasmissione dei dati statistici sui rifiuti (l’Italia come al solito tra i Paesi ritardatari) a fini di contabilità ambientale e di efficienza delle risorse.

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L’Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, ha pubblicato i dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti urbani.

Nel 2012 l’UE-28 ha generato 492 kg a persona di rifiuti urbani, prodotti dalle famiglie, dalle piccole imprese (assimilabili agli urbani) e dalle istituzioni pubbliche, raccolti dal Comune.

Di questi, oltre il 97% (480 kg) è stato trattato in differenti modi:
- il 34% è finito in discariche ovvero in depositi di rifiuti sul o nel suolo, compresi quelli appositamente progettati e temporanei di oltre un anno;
- il 24% è stato incenerito ovvero trattamento termicamente in un impianto di incenerimento;

- il 27% è stato riciclato ovvero è stato sottoposto ad un’operazione di recupero attraverso cui i materiali del rifiuto sono stati ritrattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini, salvo l'uso come combustibile;

- il 15% è stato compostato ovvero il materiale biodegradabile è stato trattato in modo biologico (anaerobico o aerobico) con il risultato di ottenerne un prodotto recuperabile. 

Eurostat rileva che c'è stato un significativo aumento della quota di rifiuti urbani riciclati o compostati, passati dal 18% del 1995 al 42% del 2012.

La quantità di rifiuti urbani generati, tuttavia, varia notevolmente tra gli Stati membri, con la Danimarca in testa, con 668 kg per persona, seguita da Cipro, Lussemburgo e Germania che hanno prodotto quantitativi inferiori, ma pur sempre superiori a 600 kg per persona.
L’Italia, con 529 kg prodotti, si colloca nella fascia inferiore, compresa tra i 500 e i 600 kg, mentre valori inferiori a 400 kg sono stati registrati da tutti i Paesi dell’Est, ad eccezione di Lituania, Bulgaria, Ungheria che si sono poste al di sopra di quella quota.

Anche i metodi di trattamento differiscono sensibilmente fra Stati membri. Nel 2012, il riciclaggio e compostaggio dei rifiuti urbani hanno rappresentato più del 50% dei rifiuti trattati in Germania (65% dei rifiuti trattati), Austria (62%) e Belgio (57%). L’Italia ha raggiunto il 38% dei rifiuti trattati.
Presi in esame separatamente, si nota che il riciclaggio è stato il metodo più utilizzato in Germania (47% dei rifiuti trattati), Slovenia (42%), Irlanda (37%), mentre il compostaggio è diffuso soprattutto in Austria (34%), Paesi Bassi (26%), Belgio (21%).
L’Italia ha riciclato il 24% dei rifiuti urbani e compostato il 14%.

I flussi maggiori di rifiuti finiti in discarica si sono registrati nei Paesi dell’Est Europa, ma anche Malta e Grecia si sono collocate ai primi posti, rispettivamente con l’87% e l’82% dei rifiuti prodotti. In Italia era ancora smaltito in discarica il 41% dei rifiuti urbani.

Danimarca, Svezia, Svizzera e Paesi Bassi sono gli Stati che inceneriscono circa (chi più chi meno) il 50% dei rifiuti urbani prodotti, mentre l’Italia si è attestata al 20%.

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In merito alle statistiche sui rifiuti e sulla loro qualità, si segnala che dall’ultima relazione triennale la Commissione UE, in base al Regolamento n. 2150/2002, è tenuta a presentare al Parlamento europeo e al Consiglio UE, emerge che 

Eurostat è attualmente impegnato a migliorare la presentazione dei dati agli utenti in modo che possa essere conseguito l’importante obiettivo del miglioramento della fruibilità delle statistiche sui rifiuti, poiché i dati diventano sempre più utili, ad esempio per costruire indicatori e per essere utilizzati nell'ambito dei conti ambientali.

Dovranno essere monitorati gli effetti prodotti sulle statistiche sui rifiuti dall'introduzione dei nuovi concetti della versione riveduta della relativa Direttiva quadro, quali i criteri per definire quando un rifiuto cessa di essere tale (end of waste).
Sono stati preannunciati indicatori sulla "produzione di rifiuti esclusi i principali rifiuti minerali" (tsdpc210), "produzione di rifiuti pericolosi, per attività economica" (tsdpc250) e un altro sulla "messa in discarica di rifiuti esclusi i principali rifiuti minerali" con l'intenzione di includerlo nella serie degli indicatori di efficienza delle risorse, mentre è tuttora in corso lo sviluppo di indicatori su altre categorie di trattamento, compreso il riciclaggio.

Al momento della stesura della Relazione, per quanto riguarda il rispetto dei termini di trasmissione, l’Italia viene citata, assieme a Grecia, Lettonia e Regno Unito, per la mancanza di puntualità e tempestività nella trasmissione dei dati, oltre 3 mesi dopo il termine stabilito.