L’estate “pazza” diventa “eccezionale” per i funghi

L’estate “pazza” diventa “eccezionale” per i funghi

La stagione che in modo anomalo è tra le più fresche e piovose da quando vengono registrati i dati, compromettendo in varie parti d’Italia le produzioni ortofrutticole, si sta rivelando viceversa da record per quei “frutti” particolari che sono i funghi. Sono molte le attese per verificare se i miceti che hanno precocemente fruttificato continueranno a produrre anche in autunno.

funghi

L’estate 2014 sarà registrata negli annali della meteorologia tra le più fresche e piovose, ma per gli appassionati micologi sarà ricordata come annata “eccezionale” per la fioritura dei funghi.
Coldiretti in una nota “prevede una stagione da record, iniziata in anticipo e con ottimi riscontri negli oltre 10 milioni di boschi che ricoprono circa un terzo della superficie nazionale, dove si stima si realizzi una produzione di circa 30 mila tonnellate, con un conto per l'agroalimentare ed il turismo che supera il miliardo di euro”: unico aspetto positivo di una stagione climaticamente disastrosa per l’intero comparto.

Se sarà notevole la quantità di funghi pregiati immessi sul mercato o utilizzati dall’industria conserviera, quel che è del tutto insolita è la varietà dei funghi che si trovano contemporaneamente nei vari boschi del territorio italiano, dalle conifere del Piemonte alle faggete della Calabria.
Nessun appassionato raccoglitore o studioso di micologia ricorda di aver avuto un’esperienza quale quella vissuta in questa strana estate con la presenza contigua di porcino scuro (Boletus pinophilus o aereus) e chiaro (edulis), di finferlo (cantarellus cibarius) e finferla (lutescens), di colombina dorata (Russula aurata) e verde (virescens), di gambasecca (marasmius oreades) e lardaiolo (Hygrophorus penarius). In alcuni casi si sono trovati i chiodini (Armillaria mellea) che solitamente spuntano a famiglie (da cui anche l’appellativo di “famigliola buona”) alla base di tronchi d’albero e ceppaie in pieno autunno.
Insomma, funghi tipicamente autunnali si trovano assieme a quelli estivi, con questi ultimi che stanno procrastinando la loro presenza, senza che al momento sia possibile prevedere se quelli autunnali permarranno sui loro caratteristici habitat fino al momento in cui avrebbero dovuto comparire. Se dovesse proseguire con questo andamento ci troveremmo a che fare con un autunno di raccolta senza precedenti, ma anche con un caso che sarà riportato nei trattati di micologia.

Il motivo di questa “esplosione” deriva da un andamento meteorologico insolito. Dopo un inverno non freddo, si è avuta un’estate con basse temperature e precipitazioni da record, per la prolungata assenza dell’anticiclone delle Azzorre sul Mediterraneo, che ha consentito alle perturbazioni provenienti dal nord Atlantico di incunearsi a più basse latitudini con fenomeni di intense piogge. In montagna e nelle alte colline si è così iniziato a raccogliere funghi nella tarda primavera, proseguendo per tutta l’estate.

Radure e terreni boschivi sono letteralmente ricoperti di funghi dai vari colori, tal che è l’occasione didatticamente propizia per imparare a riconoscere i funghi, anche se non bisogna dimenticare che in queste occasioni abbondano anche le specie tossiche, per cui è sempre opportuno compiere le escursioni con esperti. Come è altrettanto importante ricordare che per la loro raccolta vigono norme nazionali, regionali e locali, che devono essere rispettate sia per quanto concerne tempi e quantità come per le modalità, evitando anche di dar calci a quelle specie di cui non si conosce la commestibilità o che non si ritengono esser degne di considerazione.

Con queste premesse, c’è attesa per lo svolgimento anche quest’anno (4-5 ottobre 2014) a Cerreto Laghi (Reggio Emilia) del “Campionato Mondiale del Fungo”, che il Parco Nazionale Appennino Tosco Emiliano organizza assieme a cooperative ed associazioni locali, con l’obiettivo di creare un evento interamente dedicato al fungo porcino: Porcini da cercare; Porcini da raccogliere; Porcini da studiare; Porcini da raccontare; Porcini da fotografare; Porcini da cucinare. Ma lo spirito sotteso alla Manifestazione è quello di formare i ricercatori e raccoglitori su tecniche sostenibili di ricerca e raccolta dei funghi porcini, favorendo al contempo forme di turismo rispettose dell'ambiente.

cerreto laghi campionato funghi

I boschi dell’Appennino Tosco Emiliano costituiscono un’area vocata alla crescita e alla raccolta del fungo porcino, tanto che quelli ricadenti nei comuni di Albereto (PR), Borgo Val di Taro (PR) e Pontremoli (MS), possono vantarsi di far fruttificare il fungo porcino che ha ottenuto l’Indicazione Geografica Tipica (IGP) come “Fungo di Borgotaro” per il quale deve intendersi 4 specie di porcino: Boletus edulis, aereus, aestivalis e pinophilus.
Il prodotto è da tutti considerato superiore, per qualità organolettiche, olfattive ed aromatiche, rispetto agli altri porcini che, pur delle stesse specie, provengono da altre zone sia italiane che estere.
Il Fungo di Borgotaro, come è facilmente intuibile, è assai diverso dalle altre produzioni tipiche perché rientra tra gli ortofrutticoli ma non è “coltivato” nel senso classico del termine.
La secolare attività silvicolturale dei proprietari, che curano i boschi con passione e competenza, contribuisce positivamente alla crescita del fungo più famoso e pregiato del mondo.
Ancora oggi questo prodotto si caratterizza per un aroma profumato e un "odore pulito, non piccante e senza inflessioni di fieno, liquirizia, legno fresco"; caratteristiche organolettiche di qualità e di pregio che lo differenziano da produzioni similari di altre zone.

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