Per le auspicate ripercussioni positive su ambiente, salute e qualità della vita mancano le risorse per rendere strutturali e diffuse sull’intero territorio nazionale alcune delle importanti iniziative assunte, finanziate ora con i risparmi derivanti dall’esclusione dello sconto delle accise sui veicoli di categoria euro 2 o inferiori.

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Come annunciato nel precedente post, dopo l’analisi delle misure di carattere energetico inserite nella Legge di Stabilità 2016 ci occupiamo ora di quelle dedicate alla mobilità.

Nel corso della riunione del 30 dicembre 2015 presso il Ministero dell’Ambiente convocata dal Ministro Gian Luca Galletti sull’ “emergenza” smog con i Presidenti di Regione e Sindaci dei grandi centri urbani, a seguito della quale è stato firmato il “Protocollo d’intesa per migliorare la qualità dell’aria, incoraggiare il passaggio a modalità di trasporto pubblico a basse emissioni, disincentivare l’utilizzo del mezzo privato, abbattere le emissioni, favorire misure intese ad aumentare l’efficienza energetica”, sono stati enfatizzati gli interventi previsti nella Legge di Stabilità 2016, oltre a quelli per l’efficienza energetica degli edifici pubblici e residenziali, quelli per la mobilità.

In effetti, vi sono inseriti provvedimenti che segnalano un’attenzione per la mobilità sostenibile e il rinnovo del parco mezzi per il trasporto pubblico che potrebbe avere ripercussioni positive per l’ambiente, la salute e la qualità della vita delle nostre città che sono le più inquinate d’Europa, come ha testimoniato l’ultimo Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente sulla Qualità dell’Aria in Europa.

Mancano tuttavia le risorse per diffondere quelle iniziative sull’intero territorio nazionale e per estendere i provvedimenti di rinnovo mezzi di trasporto anche al settore privato, dal momento che molte misure introdotte nella Legge per mobilità sostenibile vengono finanziate con i risparmi derivanti dall’esclusione dello sconto delle accise sui veicoli di categoria euro 2 o inferiori.

Ecco di seguito gli interventi previsti.

Passano da 33 a 91 milioni in tre anni le risorse per potenziare le piste ciclabili, destinate soprattutto alle ciclovie turistiche Verona-Firenze (Ciclovia del Sole), Venezia-Torino (Ciclovia Vento), Caposele (AV)-Santa Maria di Leuca (LE) (Ciclovia dell’acquedotto pugliese) e Grande raccordo anulare delle biciclette di Roma (Grab).
Altri 3 milioni di euro, sempre per il triennio 2016-2018, vengono destinati alla progettazione e realizzazione di itinerari turistici a piedi denominati ''cammini''.

Come sopra accennato, dal 1° gennaio 2016 il credito di imposta relativo all’agevolazione sul gasolio per autotrazione degli autotrasportatori non spetta per camion e Tir di categoria euro 2 o inferiore. I risparmi sono valutati in 160 milioni di euro per ciascun anno dal 2016 al 2020, in 80 milioni di euro nel 2021 e in 40 milioni nel 2022. Fino al 15% dei risparmi sarà destinato all'acquisto di mezzi di ultima generazione destinati al servizio dell'autotrasporto di merci su strada, mentre l'altro 85% al Fondo per l'acquisto di automezzi per il trasporto pubblico locale.

Per il concorso dello Stato al raggiungimento degli standard europei del parco mezzi destinato al trasporto pubblico locale e regionale e, in particolare, per l'accessibilità per persone a mobilità ridotta, viene istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) un Fondo finalizzato all'acquisto diretto, ovvero per il tramite di società specializzate, nonché alla riqualificazione elettrica o al noleggio dei mezzi. Oltre alle risorse già previste dalla normativa vigente confluiscono nel Fondo 210 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, 130 milioni di euro per l’anno 2021 e 90 milioni di euro per l’anno 2022.

Per l’attuazione di progetti per migliorare la catena intermodale e decongestionare la rete viaria, riguardanti l’istituzione, l’avvio e la realizzazione di nuovi servizi marittimi per il trasporto combinato delle merci, il miglioramento dei servizi su rotte esistenti, in arrivo e/o in partenza da porti situati in Italia con collegamenti anche con porti dell’UE e dello Spazio economico europeo (SEE) per il triennio 2016-2018 vengono stanziati 138,4 milioni di euro: 45,4 milioni nel 2016; 44,1 milioni nel 2017 ; 48,9 nel 2018.

Per il completo sviluppo di nodi ferroviari per il sistema di trasporto intermodale, in arrivo e in partenza da nodi logistici e/o portuali in Italia, vengono assegnati nel triennio 2016-2018, 20 milioni di euro all’anno.

Alle navi che fanno esclusivamente movimentazione e manovre strumentali al trasbordo merci dentro i grandi porti commerciali sono ridotte le accise sui prodotti energetici nel limite di spesa di 1,8 milioni di euro. Le modalità di riduzione delle accise saranno definite con un decreto del MIT. Nello specifico, la norma si applica nei porti sede di Autorità Portuale presso i quali nell'anno precedente è stato registrato un volume complessivo di container movimentati in operazioni di trasbordo superiore all'80% del volume complessivo dei container movimentati.

Sarà abrogato dal 1° gennaio 2017 il rimborso in favore delle Regioni a statuto ordinario confinanti con l'Austria (quindi il Veneto) per l'acquisto di benzina e gasolio, ma, sempre dal 2017, viene istituito un altro Fondo (con dotazione 5 milioni di euro l'anno) in favore delle Regioni a statuto ordinario confinanti con l'Austria e la Svizzera, al fine di ottenere la riduzione del prezzo alla pompa della benzina e del gasolio per autotrazione nelle aree di confine.

Sono previsti incentivi fino ad un massimo di 8.000 euro per una spesa complessiva di 5 milioni di euro per chi rottama un camper euro 0, 1 o 2 e ne acquista uno di categoria non inferiore a euro 5. La misura si applica agli autocaravan acquistati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 e immatricolati non oltre il 31 marzo 2017. Il contributo è anticipato all'acquirente dal rivenditore sotto forma di sconto sul prezzo di vendita ed è rimborsato sotto forma di credito di imposta.

Dopo il caso Volkswagen, arrivano 5 milioni di euro per il 2016 per avviare un programma straordinario di prove su veicoli nuovi di fabbrica e quelli già circolanti, per verificare l'effettività dei livelli di emissioni inquinanti su strada comparati con i valori rilevati durante le prove di omologazione sui rulli, nonché incrementare le verifiche di conformità sui veicoli e dispositivi a tutela della sicurezza stradale e della salute pubblica.