Le opportunità per ridurre la CO2 ci sono, mancano però le politiche per coglierle

rapport etp

“Quando i Governi avvertiranno i pericoli del loro compiacimento e adotteranno le politiche audaci per trasformare radicalmente il nostro sistema energetico?”

Non ha usato diplomazia la Direttrice esecutiva dell’International Energy Agency (IEA), Maria van der Hoeven nel presentare a Parigi l’11 giugno 2012 l’ultimo Rapporto su “Energy Technology Perspectives 2012”, in cui si evidenzia che le nuove tecnologie sono già in grado di trasformare il sistema energetico e che i costi degli investimenti per il passaggio all’energia pulita avranno un ritorno economico enorme, ma solo con le giuste politiche.

ETP 2012 presenta un piano di investimenti che si ripaga attraverso il risparmio di carburanti entro il 2025 e si triplicheranno entro il 2050: sono di 36.000 miliardi di dollari gli investimenti richiesti per revisionare l’attuale sistema energetico mondiale entro la metà del secolo, ma tale cifra sarebbe compensata da 100.000 miliardi di dollari di risparmio attraverso l’uso ridotto di combustibili fossili.

Se fosse attuata una significativa azione politica, saremmo ancora in grado di cogliere l’enorme potenziale di queste tecnologie per ridurre le emissioni di CO2 e spingere verso la sicurezza energetica - ha dichiarato la Direttrice IEA - Mentre l’evidenza dei cambiamenti climatici è divenuta più forte, al contempo nell’agenda politica ha assunto una posizione inferiore”.

Il Rapporto costituisce la pubblicazione più importante dell’Agenzia sugli sviluppi in atto delle tecnologie energetiche, dimostrando come queste siano in grado di garantire all’80 % delle probabilità di limitare l’aumento a lungo termine della temperatura globale entro i 2 °C rispetto ai livelli preindustriali e di avere la sicurezza energetica. Gli scenari e le strategie presentate hanno lo scopo di guidare i decisori politici sulle tendenze energetiche e su quel che deve essere fatto per costruire un futuro di energia pulita, sicura e competitiva. 


In particolare il Rapporto indica:
- gli attuali progressi sulla diffusione di energia pulita e cosa si può fare per accelerare questo processo;
- come la sicurezza energetica e l’energia a basse emissioni di carbonio sono strettamente connesse;
- come i sistemi energetici diventeranno più complessi in futuro, perché è utile la loro integrazione e come raggiungerla;
- l’evoluzione vertiginosa della domanda per il riscaldamento e il raffrescamento e quali soluzioni adottare per soddisfarla;
- perché i sistemi elettrici flessibili sono sempre più importanti e qual è il ruolo delle reti intelligenti, dello stoccaggio e della produzione flessibile di energia;
- perché l’idrogeno potrebbe svolgere un ruolo importante nel futuro sistema energetico;
- perché i combustibili fossili non scompariranno, ma cambierà il loro ruolo;
- a cosa serve l’opzione della cattura e stoccaggio del carbonio (CCS);
- se le tecnologie disponibili saranno in grado di produrre energia a zero emissioni entro il 2075.

Nel Rapporto si chiede anche ai Governi di garantire che il prezzo dell’energia rifletta il suo costo reale, di seguire le raccomandazioni dell’IEA sull’efficienza energetica e di accelerare il sostegno pubblico alla ricerca, incoraggiando gli investimenti e la diffusione commerciale di prodotti a basse emissioni di carbonio.

Stiamo cercando di applicare una prospettiva sistemica”, ha dichiarato Bo Diczfalusy, Direttore della sezione Politiche energetiche e tecnologiche sostenibili presso l’IEA, presente anche lui alla conferenza stampa, secondo il quale mentre alcune parti dell’economia per una energia pulita, come il settore delle energie rinnovabili, si stanno sviluppando a tassi, quali previsti dal Piano proposto dall’Agenzia, molti altri aspetti, quali i carburanti per le auto, la produzione e l’acquisto di veicoli elettrici, l’efficienza energetica nelle industrie, sono in ritardo; per il carbone pulito, l’energia nucleare, il CCS e i biocarburanti, non tutti poi sono in pista.

La cattiva notizia è che il mondo non riesce a sfruttare le potenzialità di queste tecnologie per creare un futuro di energia pulita. C’è questa possibilità, ma non la cogliamo - ha concluso la van der Hoeven, sostenendo tuttavia che ci sono elementi che fanno ben sperare per il passaggio ad un sistema energetico pulito, “in grado di aumentare la sicurezza energetica, sostenere una stabile crescita economica e salvaguardare l’ambiente”.