Le tappe dell’UE per mettere in atto l’Accordo di Parigi

Le tappe dell’UE per mettere in atto l’Accordo di Parigi

La Commissione UE ha adottato una Comunicazione con cui vengono indicati le fasi e i passaggi necessari per adeguare il quadro legislativo del Pacchetto “Clima ed Energia al 2030” agli obiettivi di contenimento del riscaldamento globale previsti dall’accordo approvato alla COP21 lo scorso dicembre, che dovrà essere firmato e ratificato quanto prima possibile.

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La Commissione UE ha adottato il 2 marzo 2016 la Comunicazione “The Road from Paris: assessing the implications of the Paris Agreement and accompanying the proposal for a Council decision on the signing, on behalf of the European Union, of the Paris agreement adopted under the United Nations Framework Convention on Climate Change” dove vengono esaminate le implicazioni per l’UE del nuovo Accordo globale sul clima adottato a Parigi nel dicembre 2015, e indicate le fasi e i passaggi per la sua attuazione.

L'Accordo di Parigi invia un segnale forte che il mondo si sta muovendo verso una transizione energetica pulita globale - ha affermato il Vice-Presidente Maroš Šefčovič dell’Unione dell’Energia - Vogliamo mantenere il vantaggio di fare la prima mossa, in particolare nel settore dell'energia rinnovabile e dell'efficienza energetica. Nell’ambito della Strategia Unione dell’Energia vogliamo creare un ambiente che consenta agli investitori e alle imprese di cogliere appieno queste nuove opportunità, e di conseguenza di essere in grado di generare nuovi posti di lavoro e crescita. Ci sono anche notevoli opportunità per le nostre città. Dopo tutto, è nelle aree urbane che avverrà effettivamente una parte importante della transizione, dove accelereremo il nostro lavoro”.

Ecco di seguito le principali conclusioni della valutazione operata dalla Commissione UE.

- L'Accordo di Parigi è il primo accordo multilaterale sui cambiamenti climatici che copre la quasi totalità delle emissioni di tutto il mondo. È un successo per l’intera comunità mondiale e una conferma del percorso verso un'economia a basse emissioni di carbonio intrapreso dall’UE, la cui strategia negoziale è stata decisiva per raggiungere l’accordo.

- La rapida ratifica e la firma dell'accordo daranno la certezza legale  della sua operatività. Pertanto, l'accordo di Parigi dovrebbe essere firmato e ratificato il più presto possibile. Per questo la Comunicazione è accompagnata da una proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma dell'accordo di Parigi, a nome dell'Unione europea, che avverrà nella sede dell’ONU a New York il 22 aprile 2016 e che entrerà in vigore allorché sarà stato ratificato da almeno 55 Parti della Convenzione UNFCCC, rappresentanti di almeno il 55% delle emissioni globali.

- L’UE dovrà essere pronta a partecipare ai processi di revisione previsti dall’accordo di Parigi che prevede il raggiungimento dell’obiettivo di mantenere i cambiamenti climatici ben al di sotto dei +2 °C e di proseguire gli sforzi verso l’obiettivo di +1,5 °C. Per sviluppare una comprensione delle implicazioni di un tale obiettivo, dal momento che il 5° Rapporto di Valutazione (A5R) è risultato lacunoso su questo aspetto, all’IPCC è stato chiesto di preparare una relazione speciale nel 2018. L’UE fornirà un contributo di lavoro scientifico a tale scopo da effettuarsi a livello internazionale. Inoltre, entro il 2020, tutti i Paesi dovrebbero comunicare le proprie strategie di decarbonizzazione per la metà del secolo e quelle a lungo termine. Per facilitare la preparazione della strategia dell'UE, la Commissione predisporrà una approfondita analisi delle trasformazioni economiche e sociali, al fine di alimentare il dibattito politico in seno al Parlamento europeo, al Consiglio e con i portatori di interessi.

- Nell’ottobre 2014 il Consiglio europeo ha approvato il Pacchetto legislativo “Clima ed Energia al 2030” che fissa un ambizioso obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40% per tutti i settori economici dell'UE, che di fatto è stato convalidato a Parigi. L’attuazione di quel quadro di azione al 2030, come concordato dal Consiglio europeo, è una priorità conseguente l’accordo di Parigi, per cui le prossime proposte legislative in merito dovrebbero avere una corsia preferenziale da parte del Parlamento europeo e Consiglio.

- L’UE deve rafforzare le condizioni che permettano la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio attraverso una vasta gamma di misure e strumenti che interagiscono e che si riflettono nell'ambito della Strategia Unione dell’Energa, una delle 10 priorità della Commissione Juncker.

- L’UE avrà bisogno di intensificare le azioni internazionali sul clima per mantenere lo slancio politico e il sostegno di altri Paesi per l'attuazione dell'accordo e dei loro piani climatici. A questo proposito, l’UE ribadisce l’impegno a intensificare la mobilitazione dei finanziamenti internazionali a favore della lotta contro i cambiamenti climatici.

Ora che abbiamo l'accordo è necessario attuarlo - ha sottolineato il Commissario UE per l’Azione per il Clima e l’Energia, Miguel Arias Cañete - Per l'UE, questo significa di completare la legislazione al 2030 su clima ed energia senza indugio, firmare e ratificare il prima possibile l’accordo, e dare seguito alla nostra leadership nella transizione globale verso un futuro a basse emissioni di carbonio. Attraverso la diplomazia climatica, l'UE spingerà per mantenere i cambiamenti climatici al vertice dell'agenda politica internazionale. C’è ancora molto da fare, ma come avvenuto a Parigi, persevereremo e avremo successo”.

La Commissione UE presenterà nel corso dei prossimi 12 mesi le principali proposte legislative per attuare il Quadro al 2030 rimanenti, dopo il pacchetto adottato lo scorso febbraio, che includeranno le proposte per una decisione condivisa per i settori non coperti dal sistema di scambio delle emissioni (EU-ETS) e di uso dei suoli (LULUCF), la normativa per l'istituzione di un meccanismo di governance affidabile e trasparente su clima ed energia per il periodo post-2020, e le proposte politiche necessarie per adeguare il quadro normativo dell'UE al fine di mettere al primo posto l'efficienza energetica e per promuovere il ruolo dell'Unione come leader mondiale nel campo delle energie rinnovabili.

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