Dal Rapporto dell’UNEP presentato a New York emerge che ci sono segnali rassicuranti sulla ripresa degli investimenti nel settore sia per effetto del mercato azionario e di un maggior coinvolgimento nell’energia pulita dei fondi pensione, delle compagnie di assicurazione e dei gestori dei fondi patrimoniali.

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 Durante “The Future of Energy Summit 2014”, in corso di svolgimento a New York (7-9 aprile 2014), è stato presentato dall’UNEP - Collaborating Centre for Climate & Sustainable Energy Finance il "Global Trends in Renewable Energy Investment”, il Rapporto stilato dalla Scuola di Francoforte in collaborazione con Bloomberg New Energy Finance, che è diventato negli ultimi anni lo standard di riferimento per gli investimenti nelle energie rinnovabili a livello mondiale.

Nonostante l'anno scorso gli investimenti nelle rinnovabili si siano fermati a 214 miliardi di dollari a livello globale (esclusi gli impianti idroelettrici sopra i 50 MW), con un calo quindi del 14% rispetto al 2012 e del 23% sul 2011, le fonti energetiche alternative hanno fornito nel 2013 l'8,5% dell'energia mondiale, in aumento rispetto al 7,8% del 2012, tagliando di circa 1,2 miliardi le tonnellate di CO2 in atmosfera ovvero riducendo del 12% il divario tra le attuali proiezioni delle emissioni e quante se ne dovrebbero immettere al 2020 se il mondo vuole mantenere una  prospettiva realistica di stare al di sotto dei 2 °C di aumento della temperatura.

Alla base del calo, si legge nel Rapporto, ci sono sia la contrazione dei prezzi dei sistemi solari fotovoltaici sia l'incertezza politica presente in diversi Paesi, che, peraltro, ha determinato anche una riduzione degli investimenti nelle fonti fossili tradizionali.
Nel dettaglio, gli investimenti hanno segnato una flessione del 20% a 114 miliardi di dollari nel fotovoltaico, dell’1% nell'eolico (80 miliardi), del 28% nel settore delle biomasse (8 mld) e del 26% nei biocarburanti (5 mld). In calo anche gli impianti idroelettrici sotto i 50 MW (-16% a 5 mld), mentre il geotermico ha registrato un +38% a 2,5 miliardi.

"Con il settore energetico pari a circa due terzi delle emissioni totali di gas a effetto serra, è necessario un cambiamento a lungo termine degli investimenti nei prossimi decenni verso un portafoglio di energia più pulita - ha affermato Achim Steiner, Sottosegretario delle Nazioni Unite Generale e Direttore Esecutivo dell'UNEP - Il fatto che l'energia rinnovabile stia guadagnando una quota maggiore nella produzione complessiva mondiale è incoraggiante. Per sostenere ulteriormente questo trend, dobbiamo rivalutare le priorità di investimento, spostando gli incentivi, sviluppando le capacità e migliorando le strutture di governance. Quantunque alcuni possano sottolineare il calo degli investimenti nel 2013, non possono essere sottaciuti i molti segnali positivi di un mercato dinamico che sta rapidamente evolvendo e maturando. Questa situazione dovrebbe dare ai Governi la fiducia necessaria per forgiare un solido nuovo Accordo per la riduzione delle emissioni alla Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Parigi del prossimo anno”.

Il Rapporto ha evidenziato che molte aziende produttrici del solare e dell’eolico, dopo un periodo di produzione eccedente e di crisi che ha avuto il suo culmine nel luglio 2012 sono tornate alla redditività. L'anno trascorso ha segnato un maggior coinvolgimento degli investitori a lungo termine nei progetti eolici e solari, come i fondi pensione, le compagnie di assicurazione, i gestori patrimoniali. Parte del loro nuovo impegno è dovuto all'emissione di obbligazioni in energia pulita, che hanno stabilito un nuovo record di 3,2 miliardi di dollari nel 2013, così come attraverso nuovi tipi di veicoli di finanziamento, tra cui le obbligazioni societarie (yield companies) del Nord America e i fondi comuni di investimento immobiliare.
Ma il protagonista assoluto tra i tipi di investimento nel 2013 è stato il mercato azionario che ha puntato sulle imprese delle energie rinnovabili, che ha realizzato un aumento del 201% pari a 11 miliardi di dollari, spinto dal corso delle azioni delle imprese che l'appetito degli investitori istituzionali per i fondi che offrono rendimenti sicuri. 

"La riduzione dei costi, un ritorno alla redditività da parte di alcuni produttori, il fenomeno della diffusione delle sovvenzioni in un certo numero di Paesi e un atteggiamento di maggior sensibilità degli investitori nei confronti delle rinnovabili - ha osservato Michael Liebreich, Presidente del Consiglio consultivo di Bloomberg New Energy Finance -  Sono segnali che inducono alla speranza, dopo diversi anni di doloroso ridimensionamento del settore delle energie rinnovabili”. 

Sempre stando alla relazione dell'UNEP, nel 2013 per la prima volta la Cina ha investito in energie rinnovabili più dell'intera Europa: 56 miliardi (-6%) gli investimenti cinesi contro i 48 miliardi (-44%) investiti in Europa. Gli Stati Uniti hanno registrato un calo del 10% con 36 miliardi di dollari, l’India del 15% con 6 miliardi di dollari e il Brasile del 54% con 3 miliardi di dollari, il più basso dal 2005. 

Le Americhe viceversa, esclusi Stati Uniti e Brasile, hanno aumentato gli investimenti nelle energie rinnovabili del 26% con 12 miliardi di dollari nel 2013, mentre il Giappone, per effetto di un boom del solare, ha aumentato dell'80% gli investimenti nelle energie rinnovabili con 29 miliardi di dollari

Complessivamente, il solare installato è aumentato del 26%, passando da 31 Gigawatt nel 2012 al record di 39 GW nel 2013, anche se la capacità di investimenti del settore è diminuita del 23%, passando da 135,6 a 104,1 miliardi dollari.

Una serie di progetti significativi nell’eolico e nel solare, molti dei quali in America Latina, ma anche in Medio Oriente e Africa, stanno per essere attuati senza sussidio, preferendoli alle più costose opzioni dei combustibili fossili. L’idroelettrico sta gareggiando alla pari con il carbone e il gas, obiettivo che stanno conseguendo anche alcuni impianti eolici e solari, come accade in Cile dove un impianto fotovoltaico da 70 MW e tre parchi eolici per un totale di 213 MW sono stati costruiti per competere sul mercato elettrico.